Immaginiamo di essere ancora bambini e di frequentare la terza elementare. Una terza elementare all'antica, con la maestra/o unica e decrepita, in cui si studiano italiano, matematica, storia e geografia. Poche cose, certo, ma noi siam bambini limitati, mica come i genietti di adesso che in quinta elementare si buttano nella geografia astronomica e in terza parlano tre lingue fluentemente. Eccetto l'italiano, quello lo masticano appena, ma tanto oggi se sai l'inglese te la cavi dappertutto. A noi bambini di terza elementare la maestra assegna un tema: scrivi un racconto in cui ci siano un drago, dodici scoiattoli e cinque principesse. Orbene, siccome siamo i bambini di 30 anni fa, abbiamo genitori che, se non facciamo i compiti, s'inbufaliscono e ci vietano di uscire a giocare. Altro che appostarsi sotto casa della maestra e fraccarla di botte perchè ha detto che non sappiamo la tabellina del sei, questi se la prendono con noi bambini e ci tirano sberle senza chiedere scusa come nei film americani. Quindi nel pomeriggio ci mettiamo lì e scriviamo il nostro bel tema. Così il giorno dopo ce ne andiamo a scuola tranquilli. Quando mostriamo il tema alla maestra, però, questa comincia a strillare e dice che lei non ha mai parlato di un drago, dodici scoiattoli e cinque principesse, ma di sette streghe, due gnomi e un gigante. A nulla valgono le vostre proteste e l'esibizione del diario su cui avete segnato il compito: le principesse non c'erano. E vi prendete pure una nota perchè non siete attenti. Ora un bambino a cui capitino spesso cose simili non solo ha il diritto, ma addiritttura il dovere, di diventare un serial killer.
Adesso immaginate di essere una fanciulla non proprio di primissimo pelo, 30 anni più o meno, e di lavorare in un ufficio stampa. Immaginate che, una volta tanto, vi venga affidato un lavoro dignitoso: scrivere un comunicato stampa. Su un evento a cui NON avete partecipato, ma non si può avere tutto dalla vita. In questo comunicato ci devono essere 30 macchine, un politico e 4 giornalisti, nonchè le parole "grande successo per l'iniziativa". Nulla di reale, ovviamente, una pura opera di fantasia, come la Divina Commedia, solo un po' più breve. Voi lo scrivete e lo mostrate alla vostra responsabile. Costei non solo toglie per ben due volte la seconda virgola di un inciso (quella che lo chiude, per intenderci) perchè precede una e congiunzione e l'unica regola di grammatica che sa la vuole applicare, costi quel che costi, ma mi comunica arcigna che le macchine sono dodici, i giornalisti due e i politici cinque e che il giornalista Pinco Pallo, di cui lei stessa mi ha dato il nome, non c'è mai stato. Ora la domanda è: se il bambino può legittimamente impazzire, perchè alla fanciulla non è concesso? Perchè non può mettersi a strillare che sono tutti pazzi, e per giunta incompetenti e ignoranti come capre, ma si deve limitare a fumare in bagno? Perchè deve lasciare che la follia che popola il suo piccolo angolo di paradiso risucchi anche lei? E va bene, avete ragione, deve mangiare; ma visto che il suo piatto non è neppure troppo ricco, anzi è decisamente misero, siamo sicuri che ne valga la pena?
la vera domanda è hai alternative migliori?
e poi subito appresso: l'alternativa ti fornisce sì mirabili spunti per il tuo blog?