La limitatezza dell'essere umano. Questo il tema di oggi. Vi chiederete: ma quanti funghi allucinogeni ha mangiato questa durante il week end? Vi sbagliate. Niente funghi magici, nè sostanze psicotrope di alcun tipo ad alterare la pura, semplice, cruda realtà. Purtroppo, perchè bello o brutto che sia, l'effetto della droga finisce. La realtà, per quanto ti sforzi di cambiarla, spesso finisce col cambiare te. Entrare in ufficio lunedì non è facile per nessuno, nemmeno per Stakanov in persona. Figuriamoci per me, che unisco a un certo lassismo naturale, il disgusto e l'alienazione indotti da due anni di lavoro precario in questo manicomio. Comunque bisogna entrarci e lo si fa. Si viene accolti da LaBara, piazzata sulla poltrona padronale e con l'espressione di chi ha un'ottima strategia per sbaragliare l'avversario nel gioco CHI ROMPE DI PIU', molto in voga qui al CSM. Purtroppo per lei, però, io sono animata da ottimi propositi di resistenza passiva, perciò sfodero il mio più bel sorriso, me lo stampo in faccia dove è previsto che resti fino a stasera, e comincio a simulare l'espressione più ebete e conciliante che mi riesca. Ma è inutile, qui dentro le proteste pacifiche non servono a nulla, qui - ahimè - ci vuole il kalashnikov. Dopo cinque minuti cinque La Bara, con aria seccata e tono padronale, mi ha già affibbiato una trentina di lavori da svolgere contemporaneamente. Devo scrivere un comunicato e nello stesso tempo cercare degli articoli. Mi pare che ciò implichi il gravoso compito di scrivere qualcosa e leggere qualcos'altro in ipso tempore e, capite, trovo che ciò oltrepassi le umane possibilità, finite per definizione. Inoltre, qualora mi avanzasse un neurone libero, dovrei cercare su internet alcuni dati per S. e fornire indicazioni alla stagista sulle rassegne di nautica. Tutto questo va svolto con celerità ed efficienza e senza trascurare il telefono, per carità, nè dimenticare di ordinare i toner per la stampante. In virtù dell'assunto "prima una cosa, poi l'altra", ho domandato col sorriso da paresi e l'espressione ebete già descritti quale fosse il lavoro più urgente. E lei, con stizza palpabile, mi ha risposto "tutti". Ho riformulato la domanda in modo più esplicito perchè fosse comprensibile anche ai meno dotati: "quale vuoi che faccia prima? Perchè o scrivo o leggo". La Bara ha ribadito che "devi farli tutti e devi farli subito. Senza protestare per cortesia".
Così, dato che ho massimo rispetto per l'autorità e non scavalcherei mai il mio responsabile prendendo una decisione che non mi compete, ho deciso di non fare niente finchè Sua Rigidità non mi dice in quale ordine vuole che svolga i lavori che mi ha assegnato. Ma non sto mica protestando, no, lo faccio solo per illustrare sul campo a La Bara quali sono i limiti della natura umana - che dicono sia diversa da quella divina - e cosa significa in termini pratici non avere il dono dell'ubiquità. E anche per ricordarle che chi troppo vuole nulla stringe.
Finalmente ti sei data un certo Toner!!!
Ma non puoi barare con labara.
Galloz