I. "SS non mi ha risposto, ma io lunedì vorrei stare a casa. D'altronde tutti fate almeno uno dei due ponti"Ora, già si disse del fatto che loro faranno il ponte. E già si sottolineò che formalmente io ed I., in quanto titolari di un meraviglioso contratto a progetto, non saremmo legate da vincoli di orario, di presenza in ufficio, nè di subordinazione alcuna. E siccome oggi sono polemica ho deciso che i contratti esistono proprio per definire diritti e doveri, e che passi il buonsenso, ma ci sono casi in cui vanno presi alla lettera. Perciò, dopo aver udito e parole della Kapò, mi sono alzata, ho marciato verso il calendario, ho imbracciato il pennarello e, sotto la data lunedì 30 aprile, ho vergato le parole Benedetta non c'è. La Kapò non ha tollerato cotanta defezione e mi ha prontamente ripreso:
K: "Senti, io non autorizzo nessuno a fare le ferie lunedì 30. Perciò se proprio ci tieni, chiamalo. Uff, quante storie, certo che non avete proprio voglia di lavorare qua dentro!"
K:"Benny, non hai sentito cosa ho detto? Se qualcuno vuole stare a casa lunedì deve chiederlo a S.S.".
Dopo qualche secondo, con simulato imbarazzo e quasi balbettando, ho risposto:
Io: "Sì, ho sentito ma, ecco, sul mio contratto c'è scritto che io non ho vincoli di orario e di presenza in ufficio e, ehm, che non sono subordinata a nessuno. Perciò non vedo alcuna ragione di disturbare S.S. Tu I. che contratto hai?"
I: "A progetto"
Io: "Perciò volendo potresti non disturbarlo nemmeno tu"
La Kapò mi ha guardato livida e gonfia di rabbia. La pagherò, sono sicura, ma almeno mi sono divertita un po'.










GRANDISSIMA!!! Brava, davvero. Ci sono soddisfazioni che uno deve togliersi, è una questione di salute, anche fisica, non solo mentale. Quando si è a rischio di ulcera bisogna salvarsi in qualche modo e la tua è stata la scelta giusta. Che K. vada a farselo dar nel c... ehm... nel naso, lei e quello stronzo che non sempre paga. Dio, che soddisfazione, anche se non so chi siano e non li conosco.