"Il 31 ci vediamo in ufficio alle 10 per firmare il contratto" dichiarò S.S. all'ennesima richiesta di F.
Il 31 luglio F. era in ufficio alle nove, ma nessuno si è presentato, nè ha chiamato per millantare un contrattempo, scusarsi, rinviare per l'ennesima volta la firma di questo benedetto contratto. Così F. ha smesso di venire in ufficio, senza che nessuno, fra noi mezzeseghe, spendesse neppure una parola di comprensione.
F. aveva un sacco di problemi, non ultima la dipendenza da alcool che per qualche mese ha alimentato pettegolezzi e maldicenze all'ombra della macchinetta del caffè.
Ieri è morto il padre di F. Ed S.S., che rispetta l'etichetta e le tradizioni, ma non il buon senso, si è presentato al suo funerale con la faccia compunta e addolorata. Senz'ombra di imbarazzo si è avvicinato per le condoglianze di rito.
Son cose, signori, son cose.










La rabbia, in molti casi, è un sentimento salvifico, così come la vergogna ed il disprezzo. Hanno in comune, come tutti i sentimenti, la difficoltà di controllarli e misurarli, perchè l'uomo non è animale razionale come sostiene, può avere un enorme autocontrollo, ma sarà sempre il sentimento a dominare. Ti conosco pochissimo, quindi sarebbe più saggio tacere, ma non ti puoi vergognare di non aver difeso un altro debole perchè ci sono battaglie ben più grandi che meritano la tua attenzione che non bonificare anche minimamente la mediocrità dei tuoi colleghi. Però la rabbia ed il disprezzo, quelli tienli, fanne tesoro, possono essere risorse inestimabili nei momenti di difficoltà e se riesci ad incanarli possono tirare fuori ottime cose da te, risvegliare molto del buono che non utilizziamo. Poi io spero sempre che la giustizia esista sul serio, ci vuole pazienza, ma è un discorso di fisica, prima o poi si torna all'equilibrio.
Stay well.