LaBara: "Pronto? Ciao E., ho urgente bisogno che tu venga qui a sistemare il mio computer. Per ora va tutto bene, ma sento che si sta per rompere!"In quale ufficio del mondo si chiama il tecnico dei computer prima che il pc si sia sfasciato? Qualcuno di voi suole chiamare il tecnico della lavatrice prima che la lavatrice smetta di lavare? No, ditemi. Stamattina La Bara è in preda a un attacco d'ansia con vette di panico puro, una brutta cosa, ne sono certa, una gran sofferenza. Ciò che tuttavia mi impedisce di provare compassione per le sue patologie psichiatriche - oltre all'innata antipatia che provo nei suoi confronti - sono la sua totale mancanza di autoconsapevolezza, la sua cronica stupidità associata a un'infernale logorrea (uno stupido poco loquace si può perdonare, ma uno stupido logorroico - credetemi - è una croce) e la totale mancanza di una qualunque forma, seppur primordiale, di autoconsapevolezza. Io so di essere un tipetto depressoide e un po' misantropo: il 99% degli individui che compone il gruppo indistinto che si suole indicare genericamente come "il mio prossimo" mi irrita e ci sono giornate in cui mi sembra di precipitare in un buco nero (ne avete avuto un assaggio qualche post addietro). Ora, poichè so di essere vittima di un inceppamento nel sistema che regola l'umore, m'adatto: mi siedo e aspetto che passi, magari mi autocommisero un po', ma non rompo le balle al succitato mio prossimo.
LaBara, al contrario, non solo ignora di essere stupida e fin qui è pacifico (mai sentito uno stupido dichiarare"effettivamente sono un po' stupido"), ma ignora anche di soffrire di disturbi di ansia, fissazioni ossessive e ideazioni paranoiche. E' convinta che siano gli altri ad avere un problema. Scena classica: lei gioca a Spider e tu sei soffocato di lavoro. A un certo punto, con tono nazifascista, ti ordina di cambiare il toner della sua stampante. Tu, che non riesci nemmeno ad andare a pisciare tanto sei oberato, trovi che potrebbe cambiarselo da sola e glielo fai notare, con garbo e ironia, mica urlando. E lei ti risponde come se a te mancasse una rotella e ti sfuggisse qualcosa nell'ordine immutabile che regola l'universo, aggiungendo che lei non la tocca, quella robaccia tossica. Poi, quando le domandi come mai pensa che tu invece abbia il dovere di intossicarti al suo posto, ti risponde che sei polemica.
Passa la giornata a rimproverare, rimbrottare, borbottare, elucubrare, rimuginare. In poche parole: rompere le palle. Il punto è che io non ho velleità religiose e, se proprio dovessi scegliere dove mandare in vacanza la mia anima - ammesso che e abbia una - quando sarò morta, preferirei l'inferno: amo i climi caldi e trovo i peccatori assai più simpatici dei santi. Quindi, data la mia scarsissima vocazione al martirio, vi informo che la mia pazienza sta per esaurirsi.










Mi toccherà leggere su Repubblica di te?
Dai, fumati un cannone...