16 maggio 2007
I 3 Porcellini

Martedì 22 maggio: dichiarazione dei redditi. Prima volta in assoluto che mi siedo davanti a un commercialista per dire allo stato quanto guadagno. Che poi, secondo me, il comemrcialista mi schiatta a ridere in faccia e lo stato se ne frega beatamente, dal momento che manco supero gli undicimila euro l'anno. Che ci volete fare, siamo i nuovi poveri. Infatti non vado mica da un commercialista vero, ma da una di quelle associazioni che fanno la dichiarazione dei redditi per pensionati e precari.
Pensionati e Precari.
Pensionati, Precari, Poveri.
Le 3P di questa bella società flessibile, dinamica e sfibrante. Giacchè ci sono, martedì ne approfitterò per lamentarmi un po' con il buon'uomo: signor buon'uomo, il mio capo mi paga una miseria e nemmeno puntuale, e pensare che lui, a casa, ha due zanne di elefante intere e due sgabelli fatti con le zampe del medesimo pachiderma cui probabilmente son state sottratte le zanne, povera stella. Un arredamento sobrio, sospetto che il divano sia in pelle di vatusso. A completare il quadretto ettari ed ettari di terreno adibito a foresta in Canada, investimento che presenta il duplice vantaggio di permettergli di andare a caccia di bisonti ed sottrarre qualche quattrino al fisco nostrano. Quello stesso fisco che si asciuga una lacrimuccia quando legge le dichiarazioni dei redditi di quelli come me e ci allunga 200 euro di mancetta.
Va bene, continuiamo pure così che fa lo stesso, sperando che a completare il quadretto, tra dieci anni non arrivi una quarta, sgradevole P: la P38.
Ma mica darmi della terrorista, lo diceva Gian Burrasca che il popolo affamato fa la rivoluzion.
 
co.co.prodotto da Atipica at 11:23:00 AM | Permalink |


17Commenti


  • At 1:30 PM, Anonymous Anonimo

    Il popolo non è affamato. Ha la televisione che riempie la pancia e sopratutto la testa. Davanti alla Tv accesa, a cena, non si guarda neanche cosa si ha nel piatto e fa niente allora che si mangia fango e si beve urina.

    La rivoluzione non ci sarà, caralamiaAtipica, non ci sarà perchè la gente, sottosotto, sta bene: vede le tette e le soap opera, che si vuole di più?

     
  • At 1:59 PM, Blogger Atipica

    Sospirando e a malincuore, tocca darti ragione... una fotografia di questa bella società condensata in poche efficaci righe...

     
  • At 2:26 PM, Anonymous Anonimo

    Non sono d'accordo con te LCL.
    Lo sai cosa dicevano i Monty Python? Nessuno si aspettava l'inquisizione spagnola.
    A buon intenditor...

     
  • At 2:32 PM, Blogger Atipica

    Ah, è vero pure questo, anche se, per come è cazzuta la chiesa di questi tempi, c'è da aspettarsi più l'inquisizione che altro...
    ;-)

     
  • At 3:19 PM, Anonymous Anonimo

    Io credo, invece, che la rivoluzione ci sarà, per il pane ed i danari, ma ce la prenderemo con quelli sbagliati. Fniremo per aprire la caccia allo straniero che ci ruba il lavoro e le donne perchè quella è la direzione verso cui ci puntano e noi che siamo dei pecoroni (io per primo) amiamo far di tutta l'erba un fascio. Quindi cacceremo i poverissimi pur di restare almeno poveri e guardar trasognati i ricconi. Da lontano, che gli mettiam tristezza.

     
  • At 3:27 PM, Blogger Atipica

    Certo la solita vecchia storia delle paure fabbricate ad hoc: se vi preoccupate che il talebano metta il burka alle vostre donne, che l'islamico vi costringa ad adorare il suo dio, che il terrorista si faccia saltare in aria in nome di allah, vi distraete e non vi accorgete che intanto c'è qualcuno che vi sfila i diritti dal taschino.
    Odiate, odiate gli immigrati e i poverissimi, così non ve la prendete con noi...
    Ce la stiamo già prendendo con quelli sbagliati.

     
  • At 4:16 PM, Anonymous Anonimo

    Secondo me la rivoluzione non ci sarà perchè chi dovrebbe farla, noi, siamo troppo impegnati a difendere con le unghie quel poco che abbiamo che "è sempre meglio di niente". Hai ragione Atipica, ci distraggono con finte paure per non farci rendere conto che ci stanno rubando i nostri diritti, il nostro futuro. In Francia hanno fatto un putiferio per molto meno di quello che è stato fatto in Italia senza che quasi nessuno battesse ciglio;-)

     
  • At 4:29 PM, Blogger Atipica

    L'ho pensato anch'io l'anno scorso: in Francia hanno tirato su un putiferio e noi invece zitti. Ma ci dovremmo essere abituati: questo è il paese della gente che non va a votare perchè va al mare, figurati. Però siamo sempre di più. Cosa prevarrà: il rincoglionimento di cui parla LCL o l'incazzatura?
    ;-)

     
  • At 7:32 PM, Anonymous Anonimo

    Mi pare di capire che la situazione è ben peggiore di quella che mi è stata pronosticata. Devo rimanere qua negli States a tutti i costi?

     
  • At 9:11 AM, Anonymous Anonimo

    Mon Dieu, non è che negli States siamo messi gran che bene a tutela del lavoratore...

    Il declino del sistema democratico in un'oligarchia economica è il futuro delle economie occidentali e tutto questo passerà senza reazioni se non dei soliti 4 casinisticomunistispinellisti dei centri sociali. Quando si controllano sistemi di comunicazioni di massa è facile controllare - appunto - la massa.

    Mi spiace Atipica, ma il tuo blog non credo che sia un metodo per raggiungere le masse. Però, diciamolo, il tuo blog è la nostra morfina che ci illude di avere la pancia piena.

     
  • At 10:02 AM, Blogger Atipica

    LCL per risponderti servirebbe un'intero post. La democrazia si è già trasformata in un'oligarchia economica, o comunque il processo di trasformazione è già così avanti che, forse, non è più possibile tornare indietro. La sinistra cosidetta democratica lo accetta e aspira solo a ricavarsi un posticino al suo interno; la sinistra estrema non è credibile, è ridicola (come li chiami tu giustamente casinisticomunistispinellisti) e parla una lingua che capisce solo qualche sessantottino anacronistico e nostalgico. La massa siamo anche noi e non faremo nulla perchè resistere, oggi, significa tirare avanti nella maniera meno indolore possibile, cercando di accaparrarsi uno scampolo di benessere.
    Il mio blog, poveretto, non è uno strumento di lotta e nemmeno di resistenza, nè uno spera di raggiungere le masse. Per il mio blog è già molto essere morfina, lui sperava di essere giusto un aulin, che ti leva il doloretto, ma non cura la causa.
    ;-)
    Grazie, però, non è un compito da poco, quello che gli affidi.

     
  • At 10:06 AM, Blogger Atipica

    Marci, la vecchia cara europa t'aspetta, lascia perdere gli states che nemmeno secondo me c'hai proprio da guadagnarci...;-)

     
  • At 1:38 AM, Anonymous Anonimo

    LCL, Ati: io non voglio essere polemico e generalizzare, ma avete mai vissuto una qualunque esperienza americana che non sia una vacanza? Avete mai lavorato o studiato qui negli States? Comprendo il vostro scetticismo, perché anche io prima di venire qua mi ponevo la stessa questione. C'è da dire, però, che nel mio settore (cioé quello della ricerca scientifica) è davvero TUTTO perfetto e le beghe italiane qui non sanno neppure cosa siano. Qui si lavora sodo, si collabora, non si perde tempo perché il tempo è moneta, ma i risultati ci sono e producono denaro. Ma più in generale, qui la parola "flessibilità" lavorativa ha un senso, perché l'offerta è davvero alta, così essere licenziati non è esattamente la fine del mondo. Perché si trova dopo due settimane, non dopo un anno. E' vero che io vivo in California, e più precisamente nella Silicon Valley che sembra davvero un parco giochi, ma vi assicuro che qui le cose funzionano davvero bene. Certo, se andate in Texas o in Nebraska la musica è diversa, ma non si creda che l'Italia sia così diversa. Anzi, mi pare di capire che si faccia fatica a trovare un posto decente anche in regioni ricche come la nostra ER. Poi se volete, l'America può essere criticata da innumerevoli punti di vista, ma non credo lo si possa fare da questo.

     
  • At 10:06 AM, Anonymous Anonimo

    Uhm.

    Ti saresti potuto permettere di studiare e laurearti in USA? Io e i miei 2 fratelli sicuramente no.

     
  • At 10:28 AM, Blogger Atipica

    @Marci: per quanto riguarda la ricerca nello specifico so che le cose in america vanno meglio e che l'Italia è uno dei paesi in cui voi ricercatori siete più "maltrattati". La mia perplessità, e suppongo anche quella di LCL, riguardava la tutela del lavoratore in generale. Senza contare che il "modello americano" mi lascia un po' perplessa, ma qui il discorso sarebbe davvero troppo lungo.

     
  • At 3:36 AM, Anonymous Anonimo

    Mi spiace Ati, ma mi tocca rispondere per le rime. Lo faccio perché, a onor del vero, la cosa comincia anche a infastidirmi, perché nel giro di due commenti l'attenzione si è spostata su un altro argomento. Innanzitutto, LCL non si risponde a una domanda con un'altra domanda. Inoltre, di cosa stiamo parlando? Del sistema lavorativo o scolastico? Perché sono due cose un tantino diverse. Se parliamo del sistema lavorativo, accetto di buon grado e concordo con Ati che se si ragiona in generale gli Stati Uniti hanno dei problemi. Ma come dici giustamentu tu, Ati, la cosa non può essere esaurita in così poco. Io racconto la mia esperienza e visto che in Italia mi si prospetta un futuro incerto e sottopagato, la prima domanda che ho fatto nei commenti di questo post direi essere più che lecita. E quindi lasciamo i francesismi a chi se li può permettere! Il sistema scolastico americano: un altro mondo ancora! Perché non parlare delle abitudine alimentari americane? Della guerra? Della liberalizzazione delle armi? Dell'emarginazione dei Messicani, o dei Black Americans? Del sistema sanitario? Facciamo un attacco a un paese!? So che sto esagerando, ma quello che voglio dire è di cercare di rimanere in corsia, per piacere. E se comunque lo vuoi proprio sapere, a Stanford c'è una buona percentuale di studenti americani stra-ricchi e stra-paganti, ma anche un sacco di persone economicamente "normali" che sono qua per meriti di studio. Il mio officemate è indiano, ma ti posso assicurare che non è ricco. Certo: le università americane sono molto costose in generale e non c'è da stupirsi se dad and mom mettono via i soldi e accendono un mutuo quando il figlio a 4 anni per mandarlo poi in un buon college. Questo è il sistema, che ti piaccia oppure no. Ma che funzione meglio del nostro, che ti piaccia oppure no! Perché sarà vero che noi italiani abbiamo le università migliori al mondo, ma non abbiamo strumenti. E futuro. E se tutti noi abbiamo bisogno di un periodo di tempo di almeno un anno per specializzarsi in territorio americano e fare gli straordinari e le notti per quello che non si è potuto imparare in Italia, fidati che una recondita ragione ci deve essere. Comuqnue è vero: Stanford è un'università privata e molto costosa (te lo posso assicurare io!), ma se ti accontenti puoi andare in quelle statali, dove l'ammissione è più facile. Ma non pensare che siano per questo peggiori: U.C. Berkeley è statale e ogni anno fa a gara con Stanford tra le prime cinque università americane!

     
  • At 10:09 AM, Anonymous Anonimo

    Io sapevo che in America danno più borse di studio alle cheerleader che a chi ha meriti scolastici...

     
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