24 maggio 2007
Odio i secchioni, li ho sempre odiati. Non le persone che amano la cultura, quelle le adoro, ma proprio i secchioni, quelli seduti al primo banco sempre col ditino alzato, che studiano pensando al voto, che ricordano a quale riga del libro di testo c'è scritto quel che hanno imparato, che sanno a memoria il manuale di letteratura e come si chiamava la Silvia di Leopardi ma mai, mai una volta, hanno letto davvero A Silvia, mai hanno sofferto con il povero Gregor Samsa scarafaggio, mai hanno sentito tutta la solitudine di Mattia Pascal morto e risorto Adriano Meis. Odio quelli che leggono e ripetono, poi ripetono ancora, poi ripetono un'ultima volta, poi si alzano alle cinque di mattina per ripetere di nuovo. Non c'è un cazzo da ripetere, c'è da leggere e capire. Ciò che si capisce si impara per forza, perchè ci rende diversi, ci entra dentro, ci buca le meningi. Odio quelli che si appropriano dell'opinione del critico importante e non provano neanche a farsene una propria. Odio quelli che studiano tutto, solo perchè si deve, ma non sanno cosa gli piace e quindi, probabilmente, non gli piace niente. Io adoravo la letteratura e la filosofia e la storia e le studiavo perchè mi piacevano. Adoravo il greco e mi annoiava il latino. Mi piaceva la fisica perchè mi spiegava come andava il mondo, mi addormentavo sulla matematica. Non mi piaceva tutto e non ne facevo una questione di voto e, di conseguenza, ciò che non mi piaceva cercavo di non studiarlo come tutti i ragazzini del mondo. E mi annoiava studiare Pirandello, preferivo leggerlo. I manuali mi sembrava si mettessero fra me l'opera come la chiesa pretende di infilarsi fra l'anima del credente e Dio.
Odio i secchioni perchè si diplomano col massimo dei voti, si laureano col massimo dei voti, ma in realtà non sanno niente perchè non hanno vissuto ciò che hanno studiato. Così finiscono in qualche ufficio dove si mettono subito a disposizione del capetto di turno, rigidi e impettiti come quando, insaccati nel banco di prima fila, alzavano la mano ansiosi di rispondere e con lo sguardo pieno di biasimo per il compagno interrogato e, probabilmente, insufficiente. Invece del voto, qua si giocano la carriera, la promozione, la lode, il premio. Invece del manuale ci sono le opinioni dei potenti.
Cosa c'entra questo col CSM e il precariato? Niente, ma stamattina, davanti alla macchinetta del caffè, La Bara ha confidato al La Spia di essere sempre stata una secchiona. Lei, raccontava orgogliosa e impettita, puntava al voto, le interessava quello e nient'altro. E spera che suo figlio sia come lei. Ambizioso a scuola e sul lavoro. Sempre col ditino alzato. E infatti La Bara sa quando è nato Manzoni, ma non ha mai letto, mai, Delitto e Castigo di Dostoevskij. Forse non era nel programma.
E così ho pensato che sì, La Bara mi fa incazzare ma, soprattutto, mi fa pena. Anche se il precario in odore di scadenza sono io.
 
co.co.prodotto da Atipica at 2:29:00 PM | Permalink |


22Commenti


  • At 8:44 AM, Anonymous Anonimo

    Un Grande Post. M'è proprio piaciuto. Credo che lo spartiacque tra cultura e nozionismo sia esattamente quel che scrivi e lo condivido pienamente. Poi si potrebbe stare a parlare dei secchioni per anni...

     
  • At 10:00 AM, Blogger Atipica

    Azzie Natante!
    ;-)

     
  • At 10:43 AM, Anonymous Anonimo

    Verissimo!! Io a scuola odiavo i miei compagni di scuola che imparavano a memoria tutto quanto e non capivano niente, ma la prof se la prendeva con me che cercavo di capire, ma la infastidivo con tutti quei perché. Fortuna che ho trovato poi chi mi ha insegnato che la più bella cosa è di non smettere mai di chiedersi il perché delle cose. Mi sa che lo diceva anche Einstein, un curiosone che di sicuro non sarebbe andato d'accordo con la mia prof!

     
  • At 11:37 AM, Blogger Atipica

    Spesso i ragazzi migliori a scuola non vengono capiti. Il mio prof di filosofia pretendeva che imparassimo letteralmente a memoria Kant o Hegel. Esiste cosa più stupida di imparare a memoria la matematica o la filosofia? La scuola dovrebbe insegnarti a pensare, a ragionare, a usare quello che studi per assimilarlo, digerirlo e cercare di andare oltre. Ma poi l'Italia sarebbe piena di cervelli pensanti e mica va bene...

     
  • At 12:22 PM, Anonymous Anonimo

    La questione della formazione dei nostri giovani (ho più di 30 anni ed è un pò che non sono più giovine nel senso di cui si parla qui) temo sia delicata, abbia moltissimi padri e responsabilità suddivise più o meno equamente tra tutti. Senza dubbio una parte della granitica ignoranza (sia di costumi che culturale) che affligge l'attuale popolazione scolare è dovuta all'immagine sbagliata che la scuola ha. E' passata da Ente di Formazione, a Corridoio di Uscita, e c'è la sua cazzo di differenza tra le 2 cose. La responsabilità è sicuramente di un corpo insegnante impreparato, demotivato, strutturalmente sottorganico ed alle prese con programmi antichi di un milione di anni (parlo ovviamente non in generale, come in tutte le categorie ne conosco diversi che mandano a culo il programma e cercano di fare quel che possono con il materiale umano che hanno, e alle volte son cose grandiose, anche se si tratta di far apprendere la differenza tra coltello e cucchiaio). Ma molto viene dalle famiglie. Se tuo figlio è convinto che la scuola sia un parcheggio in attesa di altro, è un coglione, ma è un cinno e ci può stare. Se lo pensi tu il problema è diverso, fallisci come educatore che è uno dei compiti principe del ruolo di genitore. Aggiungiamo che la conoscenza e la cultura sono valori desueti nelle giovani menti assetate. Se la proposta culturale dei media nazionali è quella che conosciamo e non esistono alternative significative ai media (s'è già etto di scuola efamiglia) l'ineluttabile è un inaridimento progressivo e totale delle richieste da parte del giovane, che si contenterà della TV e, in rari casi, di Internet come fonti. Se ti viene nemmeno data la possibilità di conoscere altro non chiederai di conoscere altro.

     
  • At 12:33 PM, Blogger Atipica

    e qui c'è poco da aggiungere, ovvio che se parliamo di scuola e cultura ricadiamo sempre nel problema "la nostra cazzo di società" e non si scappa. E difficilmente si può contestare quello che scrivi...
    ;-)

     
  • At 2:05 PM, Blogger clarke

    Ho passato i 5 anni di liceo in una classe piena di gente così: alla fine 5 di loro hanno preso 60/60, su un totale di 14 persone.
    Quella secondo me più meritevole, ha preso 58.
    La scuola sembra lanciare il messaggio che quello che non è nel programma, semplicemente non esiste.

     
  • At 2:15 PM, Anonymous Anonimo

    Non ne faccio un discorso riguardante solo il BelPaese e la sua scuola, ma parlando di secchioni è da lì che si parte. Come scrivevo sono assolutamente d'accordo sul fatto che il nozionismo sia tristissimo. E' un pò come cucinare seguendo passo passo la ricetta. Lo fai le prime volte, per prendere la mano, poi qualcosa ti inventi.

     
  • At 2:16 PM, Blogger Atipica

    Ehehe, io ho preso 58/60...e, devo dire la verità, poche cose mi piacciono di me stessa come quel 58 lì...
    ;-)

     
  • At 2:29 PM, Blogger Atipica

    Sisi, caro natante, non volevo contestare che si finisse lì, semplicemente darti ragione senza aggiungere nulla perchè la tua analisi non mi pare abbia bisogno di integrazioni. :-)

     
  • At 2:48 PM, Anonymous Anonimo

    Non sono mai stato un secchione, ma la mia strada l'ho percorsa decentemente. Ottimo alle medie, 52 a ragioneria, 99 ad Economia.

    La differenza, come in ogni attività di servizi, la fa la "risorsa umana" e nella scuola - come in un qualsiasi luogo di lavoro è facile trovare il ciapadanè o lo scaldasedia, facilitati anche da sistemi non meritocratici ma spudoratamente burocratici. Considerato poi che l'insegnante anche se volenteroso non ha a che fare con fatture (che se proprio sbagli le rifai o emetti una nota credito) ma con delle persone da formare...

     
  • At 3:26 PM, Blogger Atipica

    Ecco, al di là di tutto, a molti insegnanti non sembra troppo chiaro che le persone non le rifai, ma soprattutto che, per quanto zolla possa essere un ragazzino, la chiave è stimolare la curiosità. E la curiosità non si stimola a colpi di nozioni. E' vero come dice natante che la nostra società non stimola ma addormenta, però è vero pure che gli insegnanti abdicano il loro ruolo, stanno lì e ripetono per anni la stessa menata come un operaio della catena di montaggio del sapere. Quando non lo fanno, quando si appassionano ottengono risultati grandiosi, fosse anche insegnare la diffenza fra cucchiaio e coltello, sempre per ri-citare natante. Per questo a volte è un peccato assistere a tanto scempio. E sulle famiglie caliamo un velo pietoso...

     
  • At 4:26 PM, Anonymous Anonimo

    e non si tratta neppure di un problema di genitori istruiti o meno. Conosco figli di docenti universitari che non possono leggere il giornale o un libro perché rischiano di prendersi una ciabatta in testa: quello è tempo sprecato, scherziamo? salvo poi ottenere miracolosamente dottorati di ricerca in letteratura! giuro! ma il dottorato, avuto rubandolo a chi magari ha una passione vera, fa tanto prestigio ed è un ottimo parcheggio "onorevole"
    daniela

     
  • At 4:29 PM, Blogger Atipica

    No, non è questione di genitori istruiti, ma di genitori stimolanti...Ci sono genitori senza troppi titoli che però riescono a stimolare i figli...

     
  • At 4:33 PM, Anonymous Anonimo

    Ho come la sensazione che abbiamo lavorato nello stesso posto... Dalla tua finestra si vede la Pam?

     
  • At 4:48 PM, Blogger Atipica

    Ciao Poesia, no, non si vede la Pam, ma il Despar...quindi di naziufficio non c'è solo il mio? beh, questa è la prova che almeno non invento (ogni tanto qualche dobbioso dubita della veridicità di ciò che racconto)...
    ;-)

     
  • At 2:24 AM, Anonymous Anonimo

    Ecco! Non si può nemmeno scherzare che subito vengo lapidato sulla pubblica piazza! ;) Lo so che non te lo inventi di lavorare in un lager!! In ogni modo, mi sembra di capire che con la parola "secchione" tu intenda chi studia in maniera nozionistica senza nessun tipo di passione, e non in generale i "leccaculo", dico bene? So che svelare questo di me mi ghettizzerà completamente, ma io ho imparato nella mia breve esperienza di insegnante-esaminatore che c'è chi apprende per aumentare il proprio livello di cultura, e c'è invece che lo fa per il solo desiderio di sbandierarlo agli altri. E in classe è chi non dà spazio ai colleghi di pensare o di rispondere. Quello che muove le proprie mani davanti a tutti come se fosse sulla pista di atterraggio di un aereo. Quello che, data la risposta ovviamente giusta, fa un sorrisino di compiacimento. Quanto mi stanno sul cazzo quelli!! Che sono poi gli stessi che cercano di sruffianarti a ricevimento. Purtroppo so di avere un problema: ODIO visceralmente i leccaculo! Ma quando mi arrivano all'esame, son cazzi loro!

     
  • At 6:11 PM, Blogger LB

    Oh quale santa verità! Ce n'erano due o tre nella mia classe, sempre col ditino alzato, poi se il prof consigliava qualche libro per l'estate si giravano a sussurrare "cooosaaa? Leggere? Perché? Mica ci mette il voto se li leggiamo?!"
    Che tristezza...

     
  • At 10:01 AM, Blogger Atipica

    Grande Marci!Affettali quando te li trovi davanti...:-)
    L.B. dio che cosa orribile che hai raccontato...;-)

     
  • At 11:44 AM, Anonymous Anonimo

    A propostio di secchioni del menga, mi viene in mente questa barzelletta:


    A scuola la maestra chiede:
    Chi di voi mi saprebbe dire come si può mettere un buco in un altro buco? La "secchiona" di turno, Anna Paola, alza subito la mano e dice: "Signora maestra io so come si fa!" "Come???" Allora Anna Paola unisce gli indici e i pollici delle mani tra di loro formando un anello e poi li mette intorno alla bocca e dice: "Ecco, signora maestra, un buco in un altro buco." "Bravissima Anna Paola! Adesso chi saprebbe dirmi come si fa a mettere tre buchi in un buco?" Anna Paola alza nuovamente la mano per prima... "Dimmi Anna Paola." "Stessa cosa, solo che adesso le dita coprono sia la bocca che le narici. Ecco, signora maestra. Tre buchi in un buco." "E ancora bravissima Anna Paola!...Adesso chi saprebbe dirmi come si fa a mettere cinque buchi in un buco?" Anna Paola alza un'altra volta la mano. "Stessa cosa, solo che le dita coprono bocca, narici ed occhi. Ecco, signora maestra, cinque buchi in un buco." Pierino, che si sta incazzando perchè Anna Paola risponde sempre e lui no, dice: "Signora maestra voglio fare io una domanda! Come si fa a mettere 9 buchi in un buco???" Nessuno sa rispondere. Persino Anna Paola se ne sta zitta... Allora la maestra dice: "Non sappiamo Pierino, diccelo tu..." "Mettiamo un FLAUTO nel cxxo di Anna Paola!!"!

     
  • At 12:39 PM, Blogger Atipica

    carina, però...
    ;-))))))))))))))))))))))))))))))

     
  • At 1:11 PM, Blogger Galloz

    tu sarai anche in scadenza ma i fermenti viv della bara si son tutti suicidati per disperazione .Completamente daccordo ma ormai lo sono sempre.
    Galloz

     
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