Oggi per me si apre un difficile periodo di rieducazione aziendale e di disintossicazione da obsoleti concetti postsessantottini e sindacalisti al termine del quale sarò una donna nuova: una dipendente modello, alienata e sfruttata, forse, ma felice e inconsapevole. LaBara sta accuratamente selezionando per me alcuni pezzi di "letteratura aziendale" che mi aiuteranno in questo difficle cammino. Ho appena terminato la lettura del primo articolo. Si tratta di un capolavoro del giornalismo manageriale che illustra ai signori delle risorse umane quanto è importante che le risorse siano felici per il buon andamento dell'azienda. Sissignori, perchè se la risorsa è infelice non aderisce alla mission come si deve, non fa suoi gli obiettivi aziendali, non si dedica anima e corpo ai compiti che deve svolgere. E come si fa a stabilire se la risorsa è felice? Semplice, gli si somministra un semplice test a crocette in cui si infila per precauzione anche qualche domanda personale che aiuti i signori delle risorse a capire i suoi orientamenti extra-professionali (tipo per chi vota, in quale dio crede, se vuol fare i figli, insomma qualche piccola informazione per capire se è un piantagrane). E se la risorsa risulta infelice, magari a causa di un contratto precario o di uno stipendio troppo basso? In questo caso si soppianta la risorsa infelice con una più felice. D'altronde uno che ha un tumore si opera e se lo leva, mica sta lì a perdere tempo. Al limite si può cercare di aiutare la povera risorsa infelice dandole l'indirizzo di uno strizzacervelli bravo che le rifili una pillolina e la rimetta in sesto. L'infelicità non è di moda ed è un gran spreco di tempo.
Dopo questa edificante lettura, ho deciso che il blog è controproducente perchè alimenta la mia coscienza critica e interferisce con la mia adesione incondizionata alla mission.
E ora scusate, devo genuflettermi sei volte davanti alla statua di S.S. prima di andare a casa.
La Bara dovrebbe capire che per far felici i dipendenti non ci vogliono asili aziendali ma sale di tortura prettamente indirizzate ai dirigenti (se non lo capisce, che abbiano per TARGET solo ed esclusivamente costoro)
daniela