22 maggio 2007
Sono calma, calmissima.

Stamattina entro in ufficio un po' mesta, tristanzuola, trascinando le suole delle scarpe come sempre, spenta insomma. Ma d'altra parte vorrei vedere voi entrare in un ufficio come questo per due lunghi anni e poi mi dite se c'è da cinguettare all'arrivo di un nuovo, gaudioso, giorno di lavoro. Comunque. La Fiera del Benzinaio apre i battenti domani mattina e per quella data devono essere pronte ben 150 cartelle stampa. Non capisco perchè, dato che non mi risulta che i benzinai siano avidi lettori di carta stampata, tuttavia non è compito mio mettere in discussione le decisioni di una sì efficiente dirigenza, ma solo eseguire, eseguire, eseguire.
Ma c'è un ma. Ieri sera, quando sono andata a casa, le cartelle da preparare erano 100 e la data, chiamiamola così, di consegna mercoledì mattina. Ed ero quasi a buon punto, giuro, che ormai sono diventata una specie di macchina da guerra quando si parla di confezionar cartelle. Poi stamane, appena varcata la soglia dell'ufficio, La Kapò mi si fa incontro a grandi passi (ha anche dei grandi piedi, perciò grandi passi di grandi piedi: praticamente ha la leggiadria dell'uomo delle nevi), mi si para davanti con le mani sui fianchi in stile Mussolini (se fosse pelata la somiglianza sarebbe a dir poco inquietante) e mi annuncia trionfante che le cartelle sono diventate 150 e devono essere pronte non più per domani, ma per l'ora di pranzo.
Io: - Non è possibile
Kapò: - Non so che cosa dirti, mi servono
Io: - Ma poi perchè ti servono all'una? la fiera apre domani, oggi bisogna solo allestire lo stand
Kapò: - So io quello che serve
Io: - Faccio quel che posso, ma non ti garantisco niente
Kapò - No, invece, tu le fai
Per brevità sorvolo sulle atroci sofferenze che avrei voluto infliggerle.
Segue forsennata preparazione di cartelle stampa. Alle 13.20 ero sudata, impolverata e puzzolente, ma avevo pronte 125 cartelline. Ho lasciato due scatole da 50 cartelle cadauna davanti alla porta e una da 25 e sono uscita a pranzo.
Al mio ritorno La Kapò era già partita per raggiungere gli amici benzinai in Fiera ma, in compenso, le scatole di cartelle troneggiavano ancora davanti alla porta. Su di esse era poggiato un bigliettino per me da parte della Kapò:
"Portale tu domani mattina, tanto oggi andiamo solo ad allestire lo stand e non ci servono"

Ora, a prescindere dal fatto che mi sposto in bici, al massimo in autobus, perciò è quantomai difficile che riesca a trasportare una tonnellata e mezza di carta a meno che non decida di affittare un risciò, continuo a domandarmi cosa mi trattenga dallo spararle un colpo secco fra gli occhi.


 
co.co.prodotto da Atipica at 4:09:00 PM | Permalink |


8Commenti


  • At 9:48 PM, Anonymous Anonimo

    Eh no, adesso basta! Io non ti credo più. Non posso credere che esista una simile bastarda, che si avvale per di più del suo poteruncolo sicuramente da quattro soldi per prenderti per il culo. Senti, Ati, dicci la verità: queste cose ti vengono di notte e ce le racconti solamente perché noi ci infoiamo tutti a leggerti in questa situazione. Ma se così non fosse, il mio primo obiettivo appena tornato in Italia è trovarti un nuovo posto di lavoro. Una volta che la missione è compiuta, prendo La Kapò, La Bara e tutti quei putrefatti col cervello in cancrena e li mando in un covo di quei famosi nazi alti 190cm x 110kg con la maglietta "Per favore: non fatemi incazzare!" Poi li faccio incazzare!

     
  • At 11:34 PM, Blogger Biassanott

    mmm... parrebbe guerra aperta... purtroppo trattasi di quelle situazioni dove l'ansia tiene banco.
    Il professor Sticazzi della famosa Mas University spiega
    herebbe il tutto con la sindrome aviopenica, che può degenerare nel fatale stato ornitoprivo, (trova il suo corrispondente maschile nella troglodeprivazione) i cui echi risuonano nel noto canto di saggezza popolare inerente il deluso disuso dell'uso del buso...
    Secondo le teorie del noto professore l'ideale in questi casi sarebbe... Affittare uno gigolò (o un rude benzinaio)...
    Tieni duro... finchè puoi... :o)

     
  • At 8:35 AM, Anonymous Anonimo

    Cara Atipica, davanti ad una dichiarazione di guerra, così apertamente espressa, l'unica cosa da fare è combattere. Io non sono certo un tipo violento, anzi, ma in questi casi una craniata in pieno volto le sarebbe stata bene! Che dire, cara amica, hai tutta la mia comprensione e la mia solidarietà, per quanto queste siano virtuali, spero possano esserti di sollievo.

     
  • At 10:10 AM, Blogger Atipica

    Miei cari, ahimè, tutto vero...la verità è che qui si vive di queste cose: più della metà del nostro tempo viene impiegato per perpetrare e resistere a questi ignobili dispettucci. I problemi sono: un capo sadico che si serve di questi individui come strumento di tortura e lascia che sia; un ufficio composto in prevalenza da donne e - scusate se suona maschilista - le donne hanno tanti pregi ma annoverano fra i difetti una spiccata tendenza all'ipocrisia e alla dietrologia; il tentativo da parte di alcuni di mantenere una serie di privilegi che consente di lavorare il meno possibile facendo lavorare gli altri.
    Resisto, resisto, resisto e alla penso alla tribù di naziomoni con la maglietta "Vi prego non fatemi incazzare" che mi vendicherà...
    ;-)

     
  • At 12:43 PM, Anonymous Anonimo

    Chi ha portato le cartelline alla fine?

    Tu nel cestino al posto della merenda? E le 25 che mancavano? Le hai fatte? Non vorrai mica lasciare la Shell senza le preziose cartelline!

     
  • At 1:01 PM, Blogger Atipica

    Le due scatole complete sono state prelevate al Direttùr in versione facchino stamattina.
    Le 25 mancanti sono state completate ieri nel primo pomeriggio e opportunamente riposte nella scatola con le altre 25, Tuttavia la scatola giace ancora abbandonata nell'ingresso dacchè il Direttùr non ha ritenuto necessario portare tutte queste cartelle in fiera.
    Ieri in ora tarda sono stata raggiunta da una telefonata del Direttùr che mi ha ordinato di non andare in fiera oggi. Ed eccomi qui.
    L'amministratore delegato della Shell ha presentato le sue rimostranze per l'esiguità delle cartelline portate in fiera: con cosa costruirà aeroplanini di carta durante le noiose riunioni del consiglio di amministrazione?

     
  • At 5:50 PM, Anonymous Anonimo

    Sai come ci rimane di sale (per non dirne un'altra) La Kapò o La Bara quando non ti vede in Fiera! E alla fine di cartelline ne bastavano 100: ma tu lo hai fatto notare al Direttùr che ti era stato espressamente chiesto da quella tr*** del Kapò di farne 50 in più!?

     
  • At 5:58 PM, Blogger Atipica

    Certo ma il Direttùr si lava le mani di sì basse questioni, di codesti dispettucci da lavandaia, di queste bassezze da donnicciuola. Lui decide che non servono e si limita a non portarle.

     
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