Stamattina entro in ufficio un po' mesta, tristanzuola, trascinando le suole delle scarpe come sempre, spenta insomma. Ma d'altra parte vorrei vedere voi entrare in un ufficio come questo per due lunghi anni e poi mi dite se c'è da cinguettare all'arrivo di un nuovo, gaudioso, giorno di lavoro. Comunque. La Fiera del Benzinaio apre i battenti domani mattina e per quella data devono essere pronte ben 150 cartelle stampa. Non capisco perchè, dato che non mi risulta che i benzinai siano avidi lettori di carta stampata, tuttavia non è compito mio mettere in discussione le decisioni di una sì efficiente dirigenza, ma solo eseguire, eseguire, eseguire.
Ma c'è un ma. Ieri sera, quando sono andata a casa, le cartelle da preparare erano 100 e la data, chiamiamola così, di consegna mercoledì mattina. Ed ero quasi a buon punto, giuro, che ormai sono diventata una specie di macchina da guerra quando si parla di confezionar cartelle. Poi stamane, appena varcata la soglia dell'ufficio, La Kapò mi si fa incontro a grandi passi (ha anche dei grandi piedi, perciò grandi passi di grandi piedi: praticamente ha la leggiadria dell'uomo delle nevi), mi si para davanti con le mani sui fianchi in stile Mussolini (se fosse pelata la somiglianza sarebbe a dir poco inquietante) e mi annuncia trionfante che le cartelle sono diventate 150 e devono essere pronte non più per domani, ma per l'ora di pranzo.
Io: - Non è possibile
Kapò: - Non so che cosa dirti, mi servono
Io: - Ma poi perchè ti servono all'una? la fiera apre domani, oggi bisogna solo allestire lo stand
Kapò: - So io quello che serve
Io: - Faccio quel che posso, ma non ti garantisco niente
Kapò - No, invece, tu le fai
Per brevità sorvolo sulle atroci sofferenze che avrei voluto infliggerle.
Segue forsennata preparazione di cartelle stampa. Alle 13.20 ero sudata, impolverata e puzzolente, ma avevo pronte 125 cartelline. Ho lasciato due scatole da 50 cartelle cadauna davanti alla porta e una da 25 e sono uscita a pranzo.
Al mio ritorno La Kapò era già partita per raggiungere gli amici benzinai in Fiera ma, in compenso, le scatole di cartelle troneggiavano ancora davanti alla porta. Su di esse era poggiato un bigliettino per me da parte della Kapò:
"Portale tu domani mattina, tanto oggi andiamo solo ad allestire lo stand e non ci servono"










Eh no, adesso basta! Io non ti credo più. Non posso credere che esista una simile bastarda, che si avvale per di più del suo poteruncolo sicuramente da quattro soldi per prenderti per il culo. Senti, Ati, dicci la verità: queste cose ti vengono di notte e ce le racconti solamente perché noi ci infoiamo tutti a leggerti in questa situazione. Ma se così non fosse, il mio primo obiettivo appena tornato in Italia è trovarti un nuovo posto di lavoro. Una volta che la missione è compiuta, prendo La Kapò, La Bara e tutti quei putrefatti col cervello in cancrena e li mando in un covo di quei famosi nazi alti 190cm x 110kg con la maglietta "Per favore: non fatemi incazzare!" Poi li faccio incazzare!