Ore 17, giovedì 31 maggio: squilla il telefono. Prima di rispondere guardo il numero con circospezione, non so bene perchè ma mi aspetto sempre che il giudizio universale, per me, arrivi con una telefonata. D'altronde, ognuno ha le sue nevrosi. Il numero è sconosciuto ma inizia con 051: chiamano da Bologna. Non so, ma qualcosa mi dice che il giudizio universale avrà un altro prefisso. Rispondo. Una garbata signorina mi domanda sei io sia Benedetta C. Beh, dipende lei cosa vuole da me: se vuole chiedermi soldi o vendermi enclopedie mediche no, non sono la signorina che cerca, nel caso invece voglia offrirmi un lavoro, beh, allora se ne può parlare. Lo penso, ma non lo dico, di solito cerco di nascondere le mie tare genetiche, così mi limito a un convenzionale: "Si, sono io, mi dica". La signorina, felice come una pasqua, mi annuncia che hanno un mio curriculum e, siccome stanno cercando un redattore, vorrebbero farmi un colloquio. Come scusi? le gambe tremano, l'occhio si vela, sul muro bianco appare la santissima trinità che mi batte affettuosamente una pacca sulla spalla. Mi domando chi li abbia autorizzati a essere felici per me, io non credo in Dio, ma siccome non mi sembra il momento di sollevare polemiche religiose con la santissima trinità in persona, lascio perdere. Sto per svenire, ma cerco di controllarmi. La signorina mi domanda quando posso andare al colloquio, le rispondo, tutto ok, bene allora salve, salve, grazie, grazie a lei.
Poi mi sveglio e scopro che la sveglia non ha suonato, sono già in mostruoso ritardo e il mio prossimo futuro non prevede alternative al CSM. E vorrei solo tornare a dormire.
Nooooo
per un attimo mi ero esaltata anche io!
:-(
insisti
Tengi