Questo blog è assai morigerato in fatto di buone notizie. Un po' perché - eccheccazzo - ormai sapete dove lavoro e una buona notizia può essere al massimo che Ursus ha parlato, che sono riuscita a uscire in orario o che non sono stata vessata oltre il limite sopportabile. Un po' perché, inutile negarlo, non sono un tipo esageratamente incline all'ottimismo. Comunque, stavolta ci siamo, sempre ammesso che continuare a lavorare qui sia una buona notizia: l'Altissimo, il Sommo Sadico, ha detto sì. Il contratto è prorogato fino al 31 dicembre. Perciò ripongo il piattino e il chitarrino che avevo rispolverato per andare a strimpellare in Piazza Maggiore con l'intento di tamponare l'imminente indigenza e, col cuor leggero come una piumetta, comincio a godermi l'estate, il caldo, il sole, l'abbronzatura, le birrette affacciata alla finestra e le letture sulla spiaggia. Finalmente posso sdraiarmi al sole sognando le vacanze e addormentarmi serena come un neonato dopo la poppata. Ora non mi resta che elaborare strategie efficaci per sopravvivere altri sei mesi in questo branco di carogne travestite da esseri umani, cercando di preservare quel po' di buono che c'è nella mia discutibilissima personalità da un tragico adeguamento che, sì, forse mi aiuterebbe a star meno male qua dentro, ma mi trasformerebbe in un individuo decisamente peggiore. E magari, se ci riesco, provo a salvare quel pelo di autostima che ancora mi avanza, nascosta da qualche parte.
Tanto per cominciare, urge partorire l'ennesima scusa plausibile che mi salvi dal birrino celebrativo con la Kapò che, di questi tempi - chissà perchè, pare ci tenga a uscire con me.










Mmmmh.... La Kapò ti punta? Mmmmh... Non è che l'hai incontrata mentre eri fuori con degli amici?