E così prende il volo l'ultimo scampolo piacevole di questo lavoro.
Ok, poniamo che stanotte mi sono girata nel letto come una cotoletta in forno e ho dormito in totale 2 ore. Poniamo che sono depressa e l'unica cosa che vorrei fare è mettermi a sedere su un gradino e piangere. Senza sapere perché, anzi peggio: sapendo che non c'è un perché. E poniamo pure che stamattina ho fatto involontariamente male al gatto e mi sento in colpa.
Questo per darvi un'idea del mio attuale stato psichico e di cosa c'è da aspettarsi da questo post.
Detto ciò mi domando: giacché ci sono, perché la prossima volta non mi mettono a leccare i francobolli?
Ieri La Bara per lavoro ha sbattuto il muso contro una frase di Kant. Doveva scrivere una didascalia e, per fare la donna colta, aveva bisogno di sapere di cosa si trattasse. Me l'ha letta e mi ha domandato con occhio fessurato: "Di che opera è?". Ho risposto, non senza un certo piacere: "Critica della Ragion Pratica". Non so a memoria tutta la Critica della Ragion Pratica, sia chiaro (forse se fosse così non leccherei francobolli, alla fine la realtà ha una sua logica stringente), ma quella è una frase famosa. E lei ha commentato: "Bello, ma a cosa ti serve sapere questa cosa?". [Con grande piacere sottolineo l'uso oculato del termine "cosa", tipico delle frasi de La Bara].
Il problema, penso, non è il senso, ma la prospettiva. Nessuno con un minimo di senso della realtà oggi può aspettarsi che aver letto la Critica della Ragion Pratica gli assicuri un posto in paradiso. Però se frequenti una scuola per parrucchieri, fai il parrucchiere - ovvero lavi le teste, tagli i capelli, fai le mechés etc.etc. - hai uno stipendio da parrucchiere e fai la vita di un parrucchiere medio, forse l'universo ti sembra meno insensato. Almeno dal tuo punto di vista. Se avessi frequentato un corso per leccatori di francobolli e passassi otto ore a leccare francobolli, ci sarebbe una forma di coerenza nella mia vita. L'universo avrebbe le sue regole e io tornerei a casa ogni sera e guarderei le veline sculettare. E invece passo la maggior parte del tempo a domandarmi dov'è che ho sbagliato.
"Benedetta, vai in stazione a farmi il biglietto del treno e portamelo all'Holiday Inn che fa caldo e non mi va di venire fin lì. Datti una mossa però, non fare la solita cerebrolesa".
Questo invece era SS.










Partiamo dal fondo. La situazione climatica mondiale è grave. Vero. Ma non tanto. Non è che dall'Holyday Inn al centro di Bologna ci sono variazioni climatiche abissali. Se stampa 38 gradi là, in centro, facilmente, saranno di più. E' anche vero che la percezione del calore, così come quella del freddo, è soggettiva, ma a Bologna adesso suda anche il Nettuno, con buona pace della suddetta percezione. Allora perchè L'Altissimo stabilisce che se lui ha caldo, tu non debba averne? Gli hai spiegato che il tuo essere fuorisede non significa che appartieni alle popolazioni Saharawi? Mia madre avrebbe liquidato la questione dandoGli una pacchetta sulla spalla e sospirando "Beato te che non capisci un cazzo". Invece la merda se ne può profittare e lo fa. La stramerda.
Risalendo. Il rapporto studi/impiego è assolutamente inesplicabile, ne sono certo. Infatti il CEO di una nota azienda lattiero casearia bolognese si fa chiamare dottoressa perchè è laureata, certo, ma in astronomia. Giuro. Giungendo in vetta ho una domanda da porre. Inserire 15000 articoli a DB significa trascriverli pari pari, oppure inserirne parole chiave e altri dati tipici per renderne più facile uil ritrovamento e la consultazione?