20 luglio 2007
"Benedetta, ho fatto un bel piano di lavoro per te: da oggi in poi, almeno fino a metà settembre, ti dedicherai all'inserimento dati. Ci sono 5000 articoli per il 2007 e almeno il doppio per il 2006 che voglio che siano inseriti nel database. Io li leggo e li rassegno, tu li inserisci".
E così prende il volo l'ultimo scampolo piacevole di questo lavoro.
Ok, poniamo che stanotte mi sono girata nel letto come una cotoletta in forno e ho dormito in totale 2 ore. Poniamo che sono depressa e l'unica cosa che vorrei fare è mettermi a sedere su un gradino e piangere. Senza sapere perché, anzi peggio: sapendo che non c'è un perché. E poniamo pure che stamattina ho fatto involontariamente male al gatto e mi sento in colpa.
Questo per darvi un'idea del mio attuale stato psichico e di cosa c'è da aspettarsi da questo post.
Detto ciò mi domando: giacché ci sono, perché la prossima volta non mi mettono a leccare i francobolli?

Ieri La Bara per lavoro ha sbattuto il muso contro una frase di Kant. Doveva scrivere una didascalia e, per fare la donna colta, aveva bisogno di sapere di cosa si trattasse. Me l'ha letta e mi ha domandato con occhio fessurato: "Di che opera è?". Ho risposto, non senza un certo piacere: "Critica della Ragion Pratica". Non so a memoria tutta la Critica della Ragion Pratica, sia chiaro (forse se fosse così non leccherei francobolli, alla fine la realtà ha una sua logica stringente), ma quella è una frase famosa. E lei ha commentato: "Bello, ma a cosa ti serve sapere questa cosa?". [Con grande piacere sottolineo l'uso oculato del termine "cosa", tipico delle frasi de La Bara].
Il problema, penso, non è il senso, ma la prospettiva. Nessuno con un minimo di senso della realtà oggi può aspettarsi che aver letto la Critica della Ragion Pratica gli assicuri un posto in paradiso. Però se frequenti una scuola per parrucchieri, fai il parrucchiere - ovvero lavi le teste, tagli i capelli, fai le mechés etc.etc. - hai uno stipendio da parrucchiere e fai la vita di un parrucchiere medio, forse l'universo ti sembra meno insensato. Almeno dal tuo punto di vista. Se avessi frequentato un corso per leccatori di francobolli e passassi otto ore a leccare francobolli, ci sarebbe una forma di coerenza nella mia vita. L'universo avrebbe le sue regole e io tornerei a casa ogni sera e guarderei le veline sculettare. E invece passo la maggior parte del tempo a domandarmi dov'è che ho sbagliato.

"Benedetta, vai in stazione a farmi il biglietto del treno e portamelo all'Holiday Inn che fa caldo e non mi va di venire fin lì. Datti una mossa però, non fare la solita cerebrolesa".

Questo invece era SS.

 
co.co.prodotto da Atipica at 10:21:00 AM | Permalink |


10Commenti


  • At 4:00 PM, Anonymous Anonimo

    Partiamo dal fondo. La situazione climatica mondiale è grave. Vero. Ma non tanto. Non è che dall'Holyday Inn al centro di Bologna ci sono variazioni climatiche abissali. Se stampa 38 gradi là, in centro, facilmente, saranno di più. E' anche vero che la percezione del calore, così come quella del freddo, è soggettiva, ma a Bologna adesso suda anche il Nettuno, con buona pace della suddetta percezione. Allora perchè L'Altissimo stabilisce che se lui ha caldo, tu non debba averne? Gli hai spiegato che il tuo essere fuorisede non significa che appartieni alle popolazioni Saharawi? Mia madre avrebbe liquidato la questione dandoGli una pacchetta sulla spalla e sospirando "Beato te che non capisci un cazzo". Invece la merda se ne può profittare e lo fa. La stramerda.
    Risalendo. Il rapporto studi/impiego è assolutamente inesplicabile, ne sono certo. Infatti il CEO di una nota azienda lattiero casearia bolognese si fa chiamare dottoressa perchè è laureata, certo, ma in astronomia. Giuro. Giungendo in vetta ho una domanda da porre. Inserire 15000 articoli a DB significa trascriverli pari pari, oppure inserirne parole chiave e altri dati tipici per renderne più facile uil ritrovamento e la consultazione?

     
  • At 4:08 PM, Blogger Atipica

    Significherebbe, se io non lavorassi per il Circo Barnum, inserire data di pubblicazione, titolo, testata e autore per facilitarne il ritrovamento. Ma ho usato il condizionale, e non è un caso. Perché, invece, lavoro al Circo Barnum. Quindi bisogna inserire: data di pubblicazione, testata, editore, indirizzo, numero di telefono/fax e e-mail dell'editore, titolo, sottotitolo, occhiello, strillo, autore e, quando c'è, co-autore, nonchè la prima parte dell'articolo, diciamo fino al terzo capoverso. La Bara è una donna ansiosa, e pure un po' ossessiva. Io rispondo più alla tipologia del compulsivo e compulsivamente mi girano i coglioni. Riesci a immaginare perchè?
    Per quanto riguarda la questione titolo di studio vs lavoro, non è che si pretenda una corrispondenza matematica, ma se ho 3 lauree e 2 dottorati e pulisco le scale dei palazzi significa che qualcosa non ha funzionato. Poi sono molte le cose che non funzionano, lo riconosco.

     
  • At 6:18 PM, Anonymous Anonimo

    Visto che tra le varie cose che ho (inutilmente) studiato all'università figura anche l'analisi matematica, ho fatto un rapido calcolo: considerando che da qui a metà settembre ci sono sì e no una trentina di giorni lavorativi, i tuoi adorabili capi ti stimano talmente tanto da credere che tu riesca, pensa un pò, a inserire i dati di circa 60 articoli l'ora. Tutto questo ovviamente implica che tu :
    a) sei wonder woman (confessa!)
    b) non hai nessuna esigenza fisiologica elementare, dal mangiare in sù
    Hai proprio ragione, ci deve essere qualcosa che non và ;-)

     
  • At 6:28 PM, Blogger Atipica

    Cazzo mi hai beccato!Però non solo wonder woman, sono anche superman e diabolick insieme...;-)

     
  • At 11:55 AM, Blogger Unknown

    Non ti abbattere. Verrà un giorno in cui di manzoniana memoria ci sarà un giudizio universale e noi cocoprodotti irromperemo nell'azzurro spalancato del cielo. Pensa, questo maiakoski era scritto nell'aula M a lettere. Sto ancora aspettando di vedere l'azzurro.
    Mentre qui stamattina nella big metropoli ho letto: a spargere semi al vento facciamo fiorire il cielo... Laurea? bah. Ora faccio il tecnico.
    Cinicamente ti dico: segnati bene gli editori che archivi e fai un desert storm of curricula. Il male non viene per nuocere!

     
  • At 12:02 PM, Blogger Atipica

    No, cara non mi abbatto. Prima o poi li abbatto. Il vittimismo non attecchisce troppo da queste parti, l'incazzatura si. A proposito, quando avvisti uno spicchio d'azzurro fammi un fischio...

     
  • At 12:12 PM, Blogger Unknown

    Correggo il tiro, forse è "avvilimento" con una punta lieve lieve di furia tremens. O almeno questo è quello che provo io a ogni cambio che faccio e ti giuro che sono tanti. Per la Furia (maiuscolo) lessi un libro strepitoso: in un milione di piccoli pezzi, non ricordo l'autore, l'editore Tea Libri.

     
  • At 12:17 PM, Blogger Atipica

    avvilimento, si con una punta di furia tremens che riesce a bucare il velo della rassegnazione in alcuni momenti (quelli di cui parli tu o quando ti vessano fino allo schifo), ma non a tirarti fuori da questa situazione. sai che un milione di piccoli pezzi l'ho sentito nominare, ma non l'ho mai letto? adesso provvedo...

     
  • At 12:38 PM, Blogger Unknown

    Senti come sono messa. Quando l'avvilimento causato dalla maschera da tecnico che grugnisce e non capisce che uso quotidianamente raggiunge livelli torridi e non mi fa respirare... allora telefono a tutti i service editoriali della mia città (BEN 2!!!) e li supplico di darmi qualche bozza da leggere, correggere, redazionare. Lo faccio di sera. Che culo eh? Ma almeno mi ricordo che ho un cervello (no, una laurea no, sarebbe troppo)!

     
  • At 12:52 PM, Blogger Atipica

    beh, un modo come un altro. Io leggo e mi levo da questo mondo per un po'...poi quando torno mi sento meglio.

     
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