Ci siamo, è il momento di "rivedere le traduzioni".
SS vuole che il materiale stampa sia scritto e diffuso, oltre che nell'italico idioma, anche in inglese e francese. Le ragioni di questa decisione, apparentemente sensata, sono avvolte nel mistero poiché, a dispetto delle sue ambizioni internazionali, finora non ha venduto una barca nemmeno al suo vicino di ombrellone. Per assecondare i suoi deliri di grandezza, le nostre porcherie vengono inviate a un traduttore perché faccia ciò che ci si aspetta da lui.
Le traduzioni vengono consegnate a La Bara che, prima di aver letto anche solo il titolo, prima ancora di guardare il foglio, porta mollemente la mano alla fronte in segno di disappunto frammisto a stanchezza esistenziale ed esclama: "OMMIODDIO!Devo assolutamente rivedere questo scempio".
Gli artefici di questi capolavori potrebbero essere Marcel Proust e Charles Dickens e lei non lo saprebbe mai per due ottime ragioni:
1- Perchè comincia a correggerle prima di averle lette;
2- Perché, se escludiamo espressioni quali "Thank you", "Happy Birthday" o "Oui, je suis Catherine Deneuve", possiamo affermare senza timore di smentita che La Bara non conosce nè l'inglese nè il francese.
Dopo aver sottolineato a gran voce l'incompetenza del povero traduttore, sparpaglia le scartoffie sulla scrivania e comincia a leggere ad alta voce:
"DI-SLO-CA-MENTOOOOO, DI-SPLA-S-MON- MON... DISPLASMOOON. DIS-PL-P-P-LEIS-MENT"
Sospiro.
"UOOOOTER TANK, TENK, UO-TE-R-TE-N-K!UOTERTENK!in francese? Acqua si dice O', UI, O'.."
Due sospiri.
Infine sbotta: "Perchè io sono costretta a occuparmi di questo? Perché il traduttore non sa fare il suo mestiere?".
Vorre spiegarle che forse il traduttore lo sa fare benissimo, il suo mestiere, è lei che non è in grado di capirlo, ma mi limito a dedicarle un sorriso ebete che Il Feretro - beata ingenuità - scambia per un gesto di comprensione. Certa della mia solidarietà, comincia a strillare ancora più forte e a picchiare con violenza sulla tastiera.
E' accaduto nel 2005; lavoravo al CSM da neanche due mesi.
Poi nel 2006; lavoravo al CSM da un anno e neanche due mesi.
Infine oggi; e io lavoro al CSM da due anni e neanche due mesi.
Il problema, al di là del fatto che non sopporto di sentirla urlare come un'oca né di assistere al patetico spettacolo messo in scena dal suo ego ipertrofico, è che le traduzioni che lei corregge oggi sono le stesse del 2005. Si avete capito bene, non si tratta di nuove traduzioni, sono sempre le stesse; ergo sono già state riviste; ergo non c'è alcun bisogno di rivederle di nuovo; ergo sta facendo dell'inutile teatrino a danno delle mie orecchie e del mio sistema nervoso.
E quando ho provato a ricordarle che nessuno ha mai modificato quelle traduzioni, lei mi ha guardato con espressione vacua e bocca aperta e mi ha risposto, seccata: "Certo che tu sei proprio una facilona. Anche se non sono state modificate, ogni tanto bisogna controllarle".
Come la revisione delle auto. Come il controllino periodico dal medico. Il problema è che sia la revisione quanto il check up partono dal presupposto che l'uso potrebbe aver alterato qualcosa. In fondo, di due macchine si tratta. E le macchine, si sa, si usurano. Le traduzioni di documenti mai aggiornati al massimo hanno bisogno di una spolverata.
C'è qualcuno fra voi che riesce e penetrare nelle pieghe segrete di questa mente? Vi prego, ho bisogno di capire.
SS vuole che il materiale stampa sia scritto e diffuso, oltre che nell'italico idioma, anche in inglese e francese. Le ragioni di questa decisione, apparentemente sensata, sono avvolte nel mistero poiché, a dispetto delle sue ambizioni internazionali, finora non ha venduto una barca nemmeno al suo vicino di ombrellone. Per assecondare i suoi deliri di grandezza, le nostre porcherie vengono inviate a un traduttore perché faccia ciò che ci si aspetta da lui.
Le traduzioni vengono consegnate a La Bara che, prima di aver letto anche solo il titolo, prima ancora di guardare il foglio, porta mollemente la mano alla fronte in segno di disappunto frammisto a stanchezza esistenziale ed esclama: "OMMIODDIO!Devo assolutamente rivedere questo scempio".
Gli artefici di questi capolavori potrebbero essere Marcel Proust e Charles Dickens e lei non lo saprebbe mai per due ottime ragioni:
1- Perchè comincia a correggerle prima di averle lette;
2- Perché, se escludiamo espressioni quali "Thank you", "Happy Birthday" o "Oui, je suis Catherine Deneuve", possiamo affermare senza timore di smentita che La Bara non conosce nè l'inglese nè il francese.
Dopo aver sottolineato a gran voce l'incompetenza del povero traduttore, sparpaglia le scartoffie sulla scrivania e comincia a leggere ad alta voce:
"DI-SLO-CA-MENTOOOOO, DI-SPLA-S-MON- MON... DISPLASMOOON. DIS-PL-P-P-LEIS-MENT"
Sospiro.
"UOOOOTER TANK, TENK, UO-TE-R-TE-N-K!UOTERTENK!in francese? Acqua si dice O', UI, O'.."
Due sospiri.
Infine sbotta: "Perchè io sono costretta a occuparmi di questo? Perché il traduttore non sa fare il suo mestiere?".
Vorre spiegarle che forse il traduttore lo sa fare benissimo, il suo mestiere, è lei che non è in grado di capirlo, ma mi limito a dedicarle un sorriso ebete che Il Feretro - beata ingenuità - scambia per un gesto di comprensione. Certa della mia solidarietà, comincia a strillare ancora più forte e a picchiare con violenza sulla tastiera.
E' accaduto nel 2005; lavoravo al CSM da neanche due mesi.
Poi nel 2006; lavoravo al CSM da un anno e neanche due mesi.
Infine oggi; e io lavoro al CSM da due anni e neanche due mesi.
Il problema, al di là del fatto che non sopporto di sentirla urlare come un'oca né di assistere al patetico spettacolo messo in scena dal suo ego ipertrofico, è che le traduzioni che lei corregge oggi sono le stesse del 2005. Si avete capito bene, non si tratta di nuove traduzioni, sono sempre le stesse; ergo sono già state riviste; ergo non c'è alcun bisogno di rivederle di nuovo; ergo sta facendo dell'inutile teatrino a danno delle mie orecchie e del mio sistema nervoso.
E quando ho provato a ricordarle che nessuno ha mai modificato quelle traduzioni, lei mi ha guardato con espressione vacua e bocca aperta e mi ha risposto, seccata: "Certo che tu sei proprio una facilona. Anche se non sono state modificate, ogni tanto bisogna controllarle".
Come la revisione delle auto. Come il controllino periodico dal medico. Il problema è che sia la revisione quanto il check up partono dal presupposto che l'uso potrebbe aver alterato qualcosa. In fondo, di due macchine si tratta. E le macchine, si sa, si usurano. Le traduzioni di documenti mai aggiornati al massimo hanno bisogno di una spolverata.
C'è qualcuno fra voi che riesce e penetrare nelle pieghe segrete di questa mente? Vi prego, ho bisogno di capire.










come abbiamo fatto a non capirlo! Tu stai vivendo un remake del "Giorno" del Parini. Sì, a lei punge vaghezza di revisionare le traduzioni, proprio come quando si va dal parrucchiere per una spuntatina... la bara con le traduzioni è come il giovin signore con la vergine cuccia...
(giovin) Signore se ci sei batti un colpo!