18 luglio 2007
Dietro un'apparenza da agnellino nascondo una iena assetata di sangue. Sappiatelo. E stamattina la iena che è in me grida vendetta. Perciò ora ho deciso di darvi in pasto, mie piccole iene seguaci, una delle news riviste e arricchite dall'intervento de La Bara. Eh sì.

Versione n.1 [originale]

L'auto del futuro:4 ruote con "occhi e cervello"

L’ambizione dei costruttori di automobili è costruire un’auto in grado di realizzare la formula magica “zero incidenti, zero emissioni”. E, se per le emissioni la partita è ancora aperta, per la sicurezza saremmo in grado di fare già molto non solo su prototipi e auto da corsa, ma anche per i normali veicoli in circolazione. Il problema, come sempre, sono i costi. Al momento attuale sono disponibili radar e sensori di velocità che, se installati su un veicolo, possono regolare la velocità di crociera adattandola alla strada e al traffico segnalando la presenza di ostacoli durante la manovra di parcheggio. L’integrazione di questi sistemi con videocamere e computer permette, una volta individuata la situazione di pericolo, di avvisare il conducente attraverso un allarme o innescare un sistema di frenata/sterzata automatica. L’elettronica è utile per risolvere anche il problema del traffico: grazie al sistema GPS - rielaborato dalla General Motors per inviare informazioni, oltre che riceverle – i veicoli possono scambiarsi informazioni sulle condizioni della strada evitando gli ingorghi. Tra le possibilità più fantascientifiche, la prenotazione del parcheggio in una certa strada per l’ora d’arrivo prevista.

Versione n. 2 [arricchita da La Bara]

L'auto del futuro: alle quattro ruote crescono "occhi e cervello" che invece calano in utenti e tutori delle strade (N.d.r. aggiunta dell'ultim'ora)

L’ambizione dei costruttori di automobili dovrebbe essere costruire un’auto in grado di realizzare la formula magica “zero incidenti, zero emissioni”. Per le emissioni la partita è ancora aperta, ma per la sicurezza saremmo in grado di fare già molto non solo su prototipi e auto da corsa, ma anche per i normali veicoli in circolazione. Il problema, come sempre, sono i costi. Al momento attuale sono disponibili radar e sensori di velocità che, se installati su un veicolo, possono regolare la velocità di crociera adattandola alla strada e al traffico segnalando la presenza di ostacoli durante la manovra di parcheggio. L’integrazione di questi sistemi con videocamere e computer permette, una volta individuata la situazione di pericolo, di avvisare il conducente attraverso un allarme o innescare un sistema di frenata/sterzata automatica. L’elettronica è utile per risolvere anche il problema del traffico: grazie al sistema GPS - rielaborato dalla General Motors per inviare informazioni, oltre che riceverle – i veicoli possono scambiarsi informazioni sulle condizioni della strada evitando gli ingorghi. Tra le possibilità più futuribili, la prenotazione del parcheggio in una certa strada per l’ora d’arrivo prevista.

Tuttavia le possibilità del cervello umano superano di gran lunga quelle offerte dalla tecnologia: non tutto può essere delegato ad uno strumento per quanto potente esso sia e il modo migliore per evitare gli incidenti rimane ancora guidare con prudenza.

Nonostante la patente a punti, i controlli su strada in Italia sono ai minimi storici a causa di carenze nell’organico e del budget della polizia stradale. Anche l’azione dei corpi dei vigili urbani della maggior parte delle nostre città sono orientate molto di più alle facili e remunerative sanzioni di divieto di sosta piuttosto che al controllo e alla repressione delle infrazioni del codice stradale ben più gravi e pericolose. Sotto gli occhi (miopi? pigri? benevoli?) dei tutori del disordine stradale i limiti di velocità non valgono per le grosse moto, né per molti automobilisti che fanno stragi anche in città. Caschi e cinture sono ormai un optional, semafori e precedenze una libera scelta. Inoltre, le strade inoltre vengono mediamente asfaltate solo ogni dieci anni.

E stamattina sono pure stata cazziata dal grafico perché l'articolo che gli è stato consegnato (la versione n.2) è troppo lungo. "Non si potrebbero levare tutte queste cazzate qua in fondo?" ha domandato. Amen.


 
co.co.prodotto da Atipica at 10:40:00 AM | Permalink |


3Commenti


  • At 11:24 AM, Anonymous Anonimo

    A me, al liceo, per uno sproloquio del genere, avrebbero dato un 3 con il categorico "Fuori Tema" apposto immediatamente sotto. Concordo con il grafico. Via le cazzate. E se proprio vuole metterci qualcosa di suo per giustificare la firma all'articolo, allora, che se li scriva da sola. Orribile il "tutori del disordine", completamente fuori contesto.

     
  • At 11:24 AM, Blogger Unknown

    Trionfo di sconcertanti banalità. Belin ma non si rende conto che è prolissa e generalista? Ovvio che no. Beata lei che vive dove gli sbirri del traffico si fanno i c... loro. A me le multe fioccano, eccome.
    Povero grafico, per lui invece ho una parola buona, mi sento coinvolta: sapessi che file pessimi che ci troviamo a gestire! Magari oggi il mac gli fa le bizze! è simpatico o no?

     
  • At 11:33 AM, Blogger Atipica

    @Silvia: il grafico è l'unico individuo mentalmente sano che calpesti le piastrelle del mio ufficio. Silenziosamente si fa i cazzi suoi e non rompe quello degli altri. Sopporta pazientemente richieste assurde e continue molestie. Quando finalmente sbotta strilla come un'aquila e bestemmia come un marinaio col risultato di spaventare tutti e zittirli per mezza giornata.
    @Natante:per aver scritto simili boiate, dalle elementari al liceo m'avrebbero preso a calci nel culo fino a farmelo piatto come una tavola da surf. Da figlia di insegnati ti dico: uno così non lo boccerei soltanto, lo perseguiterei!

     
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