E proprio ai vertici di Trenitalia vanno i miei complimenti e tutta la solidarietà che si deve agli uomini che fanno grande un paese. Questi eroi nazionali - altro che i partigiani - lavorano nell'ombra perché noi passeggeri troppo spesso ingrati possiamo viaggiare comodi come principi ereditari. E, nonostante tagli, deficit e finanziarie scomode, hanno rinnovato tutti i convogli. Sissignore. Pensate, sono riusciti a migliorare il servizio senza spendere una lira: prendono un treno vecchio, lo lasciano vecchio, arrugginito e puzzolente come sempre, ma gli cambiano nome, categoria, tariffa e orario di arrivo, opportunamente contratto di una mezz'oretta. Per esempio, in Abruzzo per anni ci sono andata con l'Interregionale 911 Rossini che dopo la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato è diventato l'Espresso 911 Rossini. Con l'arrivo dell'euro è stato promosso a Intercity 911 Rossini e le 20.000 lire di biglietto son passate nette nette a 20 euri. Infine, due anni fa, eccolo diventare l'Intercity Plus 911 Rossini. Il biglietto Bologna-Pescara ora costa 26,50 euro e, trattandosi di treno di lusso, è obbligatoria la prenotazione per altri 3 euri 3. Totale 29,50.
Solo andata.
E non ce ne sono altri: interregionali, espressi, tradotte e littorine non esistono più.
Naturalmente i cessi puzzano, il posto non si trova perché l'overbooking è una prassi abituale, l'aria condizionata e il riscaldamento sono perennemente rotti e si arriva sempre con mezz'ora di ritardo. Ma con tutto lo sforzo d'immaginazione che fanno quei poveretti dei manager di Trenitalia, non mi sembra il caso di soffermarsi su questi particolari. Tanto più che adesso tutti i controllori sono belli come le hostess e gli stweard degli aerei, vestiti di tutto punto con giacchina verde e cravattina con su scritto Trenitalia, e la multa te la fanno col palmarino lucente HP tutto lucine e bip bip. Che non si dica che non siamo al passo coi tempi. E poi vuoi mettere essere multato con la penna e il blocchetto o essere multato col palmarino?
Per quanto riguarda il resto del mio week end, prendete il treno in ritardo, aggiungeteci una zia che parla continuamente e a sproposito e viene in spiaggia con i bigodini, una madre che inizia la giornata dicendomi che sono bella per poi passare tutto il santo giorno a contraddire l'affermazione iniziale, un padre in preda a una crisi di nervi ogni cinque minuti e il treno di ritorno in ritardo anche quello. Mescolate e condite con gli incubi provocati dalla lettura di American Psycho.
E adesso, se ci riuscite, auguratemi buona settimana.










E American Psycho dà incubi anche nei momenti clou e sereni della vita, figurarsi...