05 luglio 2007
Una simpatica ideuzza mi frulla in testa da un po'. Ve ne parlo tra poco, ma prima vi illumino su una tragica scoperta dell'ultim'ora.

TRAGICA SCOPERTA
Ovviamente l'azienda del SuperBoss ha un marchio che, al contrario di ciò che alcuni lettori abituali potrebbero pensare, non è una svastica. E' un marchio, punto. Un marchio che usiamo per diffondere comunicati stampa, cartelle e rassegne. Un marchio che ogni stracazzo di rivista del settore ha pubblicato almeno cinquanta volte negli ultimi sei mesi. Tenete a mente quello che dico.
Punto e a capo.
Ieri mattina stavo sfogliando alcune riviste del settore che ci riguardano in cerca di uno o più articoli che parlino bene di noi. Mi imbatto invece in un'ordinanza cautelare che ordina, come solo le ordinanze cautelari sanno fare, al mio SuperBoss di NON usare quel marchio che, al contrario di quanto noi credevamo, non gli appartiene affatto. A far data da gennaio 2007. Ogni singola volta che contravverrà a quanto prescritto gli costerà 30.000 profumatissimi euri. Senza considerare che dovrebbe - o avrebbe dovuto - provvedere a far pubblicare l'ordinanza medesima a sue spese su tutti i maggiori quotidiani d'Italia e le più importanti riviste di settore. E tutt'ora non ci è chiaro se lo abbia fatto, ma siamo propensi a credere che se ne sia beatamente infischiato dal momento che i giornali li leggiamo noi, anzi li leggo io, ed escludo che mi sarebbe sfuggito un bel paginone che ci mette alla gogna in questo modo su Repubblica, magari accanto alla TIM Tribù (che, detto per inciso, in questo momento è in testa alle mie idiosincrasie mediatiche).
Quindi, riassumendo: 30.000 profumatissimi euro per ogni singolo utilizzo del succitato marchio da gennaio 2007. Almeno 40 uscite fra articoli e pubblicità. Darebbe da mangiare a tutta la Sierra Leone per un anno con quei cazzo di soldi. Oppure potrebbe dare uno stipendio dignitoso a me e pagarmi i contributi, che proprio schifo non mi farebbe. Ovviamente, visto che sono un tipo assai generoso, preferirei si occupasse della Sierra Leone.
Tempo fa si parlava di meta blog precario nei contenuti e nel layout. A questo punto sarei propensa a distinguere, riguardo la mia condizione professionale, fra precarietà verticale, che da due anni rende possibile buttarmi fuori dall'oggi al domani, etc.etc., e precarietà orizzontale, derivante dalla disgrazia di lavorare per un pazzo furioso e che accomuna me e i miei stimatissimi colleghi insieme ai quali - prima o poi, ma sospetto più prima che poi - mi ritroverò a dividere una cella di un metro per un metro senza sapere perchè. Kafka & Pirandello a quattro mani non avrebbero saputo fare di meglio.

L'IDEUZZA
Sarebbe curioso aprire una sezione in questo blog in cui sono raccolti racconti di vita precaria, non solo miei, ma pure vostri. E dai vostri commenti mi pare che ne abbiate, e pure parecchi. Si potrebbe fare così: voi li scrivete e me li mandate via e-mail e io li pubblico. Giurando e spergiurando di lasciarli tal quali sono senza cambiare nemmeno le virgole. Nemmeno le parolacce, a patto che non superino il limite di una volgarità accettabile. Eventuali minacce di morte/proposte di matrimonio non saranno prese in considerazione.
I problemi, però, sono due:

1) non so creare sezioni di nessun tipo con l'accatiemmeelle. Non so proprio fare una beatissima grazia con l'accatiemmeelle, eccetto aggiungere link, libri e cambiare template che nemmeno creo io. Quindi...

2) Questo blog diventerebbe tristissimo e chi lo legge rischierebbe di tagliarsi le vene.

Boh, ci penso, voi che dite?
 
co.co.prodotto da Atipica at 12:10:00 PM | Permalink |


11Commenti


  • At 1:09 PM, Blogger Spery

    il problema è proprio il punto n° 2... sicuramente riceveresti tantissimi contributi (tra cui il mio!!!), ma io ad esempio ne leggerei 1 al mese e non di più, poi l'istinto di sopravvivenza avrebbe la meglio e chiuderei tutto.

     
  • At 1:43 PM, Blogger Atipica

    proprio come immaginavo, spery, più il punto numero due che il punto numero uno. Anche se si tratterebbe nella mia capoccia bacata, di una sezione che sta sotto i link, che si chiama PILLOLE DI PRECARIATO e che devi andarti a cercare, non che appare quando ti colleghi....

     
  • At 6:12 PM, Anonymous Anonimo

    Eh sì, sarebbe proprio un triste racconto...Tempo fà sono incappata su internet in un sito che raccoglie storie e testimonianze di lavoro precario: ci si trova di tutto dal neodiplomato al cinquantenne a costretto alla mensa caritas per sopravvivere. Comunque sarebbe una bella idea, secondo me :-)

     
  • At 6:18 PM, Blogger Atipica

    Sì, ho il terrore che salterebbero fuori racconti rispetto alle quali la mia esperienza è quantomeno paradisiaca...

     
  • At 10:42 AM, Blogger Unknown

    Mi oppongo Signori della corte! Mi meraviglio di voi! I veri precari non demordono mai! Noi, nostro malgrado, CI (maiuscolo) siamo dotati di un'ironia che ad altri manca! Chi vive prostrato a 90, ma ha il sederino parato da un bel contratto nazionale è buono a volte solo a lamentarsi. Secondo me si può fare di più. Ma in Italia è difficile farsi sentire, ma se neanche ci si prova!!!
    Secondo me si potrebbe fare un blog di settore... il magico mondo della comunicazione. Io lavoro da 7 anni nell'editoria, come editor e come grafica e mi hanno soprannominato "gigi la trottola" per quante aziende ho girato. E girerò all'età di 31 anni...
    Che ne dite? Io non sono per le cose tristi, la mia vita è talmente oscillante e IN-dipendente da me che non me la sentirei proprio!

     
  • At 10:58 AM, Blogger Atipica

    Ti dico, la mia unica perplessità è che la sezione diventi un luogo lugubre e lacrimevole in cui ci si racconta a vicenda quante volte al dì lo si prende nel posteriore senza poter fare niente. L'idea invece di un bel blog che racconti con ironia e sarcasmo l'altra faccia del meraviglioso mondo della comunicazione è secondo me un'idea grandiosa...
    E comunque silviè c'hai ragione: sarà una risata che LI (maiuscolo)seppellirà!:-)

     
  • At 11:33 AM, Blogger Unknown

    A volte, causticamente, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risa: se ripenso a quell'azienda, nella quale ho lavorato, quando hanno licenziato via sms! Altro che teatro dell'assurdo! Bazzecole. Ed era solo il 2003! Secondo me con la giusta ironia e forse anche con un po' di distacco si può fare una grande cosa. Attendo con fiducia. W la comunicazione, l'advertising e l'editoria!

     
  • At 12:03 PM, Blogger Atipica

    Licenziato via sms...e cosa diceva per curiosita? Ciao cara, ti comunichiamo che da oggi sei disoccupata, con aggiunta dell'emoticon che piange? Sì hai ragione, ironia e distacco e viene fuori un capolavoro, conta pure su di me!

     
  • At 12:45 PM, Blogger Unknown

    Non conosco il testo del messaggio, la ragazza è una grafica pugliese che all'epoca era tornata a casa x il fine settimana. Ricevette il messaggio quando era sul treno della speranza che la riportava al Nord. Poi l'ho rivista, bella sorridente e solare: le ha giovato!
    Per qualsiasi idea in merito al progetto blog di settore (Tesi: studi sulla caratterizzazione dell'homo precarius nell'era contemporanea), ci sono!

     
  • At 12:55 PM, Blogger Unknown

    Finisco le intrusioni odierne consigliando una lettura: "Cancellazione", Percival Evetett, Instar Libri. Bello, bello, bello!

     
  • At 1:05 PM, Blogger Atipica

    Nessuna intrusione, anzi: consigli preziosissimi e commenti piacevolissimi, i tuoi. Per il progetto blog di settore (è stupendo il titolo) se vuoi ci possiamo sentire via mail. Dato che io non ho la tua, il mio indirizzo lo trovi nella colonna di fianco. :-)

     
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