TRAGICA SCOPERTA
Ovviamente l'azienda del SuperBoss ha un marchio che, al contrario di ciò che alcuni lettori abituali potrebbero pensare, non è una svastica. E' un marchio, punto. Un marchio che usiamo per diffondere comunicati stampa, cartelle e rassegne. Un marchio che ogni stracazzo di rivista del settore ha pubblicato almeno cinquanta volte negli ultimi sei mesi. Tenete a mente quello che dico.
Punto e a capo.
Ieri mattina stavo sfogliando alcune riviste del settore che ci riguardano in cerca di uno o più articoli che parlino bene di noi. Mi imbatto invece in un'ordinanza cautelare che ordina, come solo le ordinanze cautelari sanno fare, al mio SuperBoss di NON usare quel marchio che, al contrario di quanto noi credevamo, non gli appartiene affatto. A far data da gennaio 2007. Ogni singola volta che contravverrà a quanto prescritto gli costerà 30.000 profumatissimi euri. Senza considerare che dovrebbe - o avrebbe dovuto - provvedere a far pubblicare l'ordinanza medesima a sue spese su tutti i maggiori quotidiani d'Italia e le più importanti riviste di settore. E tutt'ora non ci è chiaro se lo abbia fatto, ma siamo propensi a credere che se ne sia beatamente infischiato dal momento che i giornali li leggiamo noi, anzi li leggo io, ed escludo che mi sarebbe sfuggito un bel paginone che ci mette alla gogna in questo modo su Repubblica, magari accanto alla TIM Tribù (che, detto per inciso, in questo momento è in testa alle mie idiosincrasie mediatiche).
Quindi, riassumendo: 30.000 profumatissimi euro per ogni singolo utilizzo del succitato marchio da gennaio 2007. Almeno 40 uscite fra articoli e pubblicità. Darebbe da mangiare a tutta la Sierra Leone per un anno con quei cazzo di soldi. Oppure potrebbe dare uno stipendio dignitoso a me e pagarmi i contributi, che proprio schifo non mi farebbe. Ovviamente, visto che sono un tipo assai generoso, preferirei si occupasse della Sierra Leone.
Tempo fa si parlava di meta blog precario nei contenuti e nel layout. A questo punto sarei propensa a distinguere, riguardo la mia condizione professionale, fra precarietà verticale, che da due anni rende possibile buttarmi fuori dall'oggi al domani, etc.etc., e precarietà orizzontale, derivante dalla disgrazia di lavorare per un pazzo furioso e che accomuna me e i miei stimatissimi colleghi insieme ai quali - prima o poi, ma sospetto più prima che poi - mi ritroverò a dividere una cella di un metro per un metro senza sapere perchè. Kafka & Pirandello a quattro mani non avrebbero saputo fare di meglio.
L'IDEUZZA
Sarebbe curioso aprire una sezione in questo blog in cui sono raccolti racconti di vita precaria, non solo miei, ma pure vostri. E dai vostri commenti mi pare che ne abbiate, e pure parecchi. Si potrebbe fare così: voi li scrivete e me li mandate via e-mail e io li pubblico. Giurando e spergiurando di lasciarli tal quali sono senza cambiare nemmeno le virgole. Nemmeno le parolacce, a patto che non superino il limite di una volgarità accettabile. Eventuali minacce di morte/proposte di matrimonio non saranno prese in considerazione.
I problemi, però, sono due:
1) non so creare sezioni di nessun tipo con l'accatiemmeelle. Non so proprio fare una beatissima grazia con l'accatiemmeelle, eccetto aggiungere link, libri e cambiare template che nemmeno creo io. Quindi...
2) Questo blog diventerebbe tristissimo e chi lo legge rischierebbe di tagliarsi le vene.
Boh, ci penso, voi che dite?










il problema è proprio il punto n° 2... sicuramente riceveresti tantissimi contributi (tra cui il mio!!!), ma io ad esempio ne leggerei 1 al mese e non di più, poi l'istinto di sopravvivenza avrebbe la meglio e chiuderei tutto.