I contratti a termine, tutti i contratti a termine, incluso il co.co.pro, non possono superare il tetto di 36 mesi.
Applauso.
Immaginiamo una coppia di fidanzati: lei si vuole sposare, lui tergiversa. Si arrampica sugli specchi (cara, non ho un lavoro sicuro, ti amo tanto lo sai, ma quando sarà voglio essere in grado di essere un buon padre e non mi sento pronto e bla bla bla). Quand'ecco che Sir Romano Prodi - che, come ha ripetuto in campagna elettorale fino a farci venire la nausea, lavora per i ziovani e la famiglia - vara una legge secondo cui, dopo 36 mesi, il fidanzatino è costretto a prendere una posizione chiara: impalmare l'amata o mollarla del tutto. Nessun compromesso: matrimonio o morte. E non provate a fare i furbetti all'italiana: Sir Romano ha detto che manda gli ispettori a controllare.
Ora vi domando: quanti sono secondo voi quelli che, pur a malincuore, impalmano la sospirosa fidanzata? Io dico pochi. Ma io, si sa, sono una pessimista cronica e il mio demone, poveretto, guarda il mondo con gli occhiali scuri.
Vabbè, mentre voi ci pensate su, io vado a flagellarmi per aver contribuito col mio voto a spedirli là. Se sopravvivo alla delusione, rispolvero piattino e chitarra e caso mai ci si vede in Piazza Maggiore quando avrete superato i 36 mesi anche voi.
Chi di sinistra ferisce, di sinistra perisce.










Lo supponevo. Fate come me girovagate per gli studi dell'intero pianeta nella speranza che qualcuno abbia compassione di voi come persona, non come professionista.
Spes ultima dea. Non credo che avrò la forza e soprattutto la motivazione per andare a votare.