07 agosto 2007
Ecco, uno fa rassegna stampa a caccia di notizie sul gpl e che cosa trova, tra uno sbadiglio e una sigaretta? Lui, tale Alessandro Ramazza, presidente di Obiettivo Lavoro che, a pag. 8 di Italia Oggi del 7 agosto 2007, tesse le lodi della Legge 30 e si congratula con il governo di centrosinistra per essere stato tanto lungimirante da riconoscerne l'utilità e, quindi, averla lasciata così com'è. Il Ramazza sostiene che sulla Legge Biagi c'è solo un dibattito ideologico fomentato dalla sinistra radicale e dai sindacati (cattivi!). Ma i dati Istat parlano chiaro: la Legge Biagi ha salvato il paese dalla disoccupazione. Fatti, numeri, non pugnette.
E del tetto di 36 mesi cosa pensa, il Sig. Ramazza nella sua infinita saggezza?
Che sia un colpo di genio che non fa che migliorare la Legge 30: perché l'azienda ha interesse a creare un rapporto stabile e quindi sarà suo interesse, allo scadere di questi 36 mesi, assumere il buon dipendente.
Non contento di aver già fatto abbondantemente la figura dell'allocco, il Ramazza aggiunge che a rendere ancora migliore la trovata dei 36 mesi è la postilla che consente all'azienda di prorogare il contratto a termine, a patto però che si vada tutti a fare un giretto davanti al giudice del lavoro con un assistente sindacale.
Data la competenza del Ramazza, il giornalista approfitta per chiedergli cosa ritiene sia necessario per il mercato del lavoro italiano. Beh, risponde lui probabilmente fregandosi le mani, siccome c'è bisogno di forza lavoro bisogna incentivare la natalità (!), la formazione e la mobilità dei lavoratori su e giù per la penisola. E poi non bisogna trascurare gli over 50, anche loro hanno molto da offrire. Già, come in Fantozzi va in pensione: li piazziamo nello scantinato e ci facciamo pagare per farli lavorare, in fondo li aiutiamo a non sentirsi inutili, no?
Adesso su, da bravi, fate un applauso al Sig. Ramazza, ma soprattutto al giornalista di Italia Oggi. Fateglielo perché a noi piace la gente che ha coraggio; ed è indubbio che ce ne voglia tanto per pubblicare una roba del genere quando forse metà della redazione è co.pro e per arrivare a fine mese chiede l'elemosina a papà.

 
co.co.prodotto da Atipica at 5:13:00 PM | Permalink |


15Commenti


  • At 8:47 AM, Anonymous Anonimo

    Beh, in effetti il limite dei 36 mesi, in senso stretto, aumenta la mobilità della forza lavoro... Non gli si può dar proprio torto, anche se probabilmente l'Abile Ramazza sosteneva tesi diverse. La postilla del genere "Ti mando dal preside!" me l'ero persa, per fortuna. E' un'immagine di una tristezza infinita. Io mi vedo il povero atipico, un pò stempiato, magro e grigino, con il cappello in mano e gli occhi bassi che alla domanda "Vuoi tu precariare per altri 12-24 mesi?" tuonata dal giudice dall'alto del suo seggio, prima getta uno sguardo a sinistra dove un grasso imprenditore in blazer blu e sorriso da squalo gli fa cenno di sì col capo fregandosi un pò le mani, poi, avvilito, guarda a destra l'assistente sindacale che sta leggendo L'Unità e senza alzare lo sguardo dal giornale gli mostra il pugno del compagno e recisamente fa sì con la testa senza proferire verbo. A questo punto china nuovamente il capo e sospira un "Sì" umidiccio e rassegnato. Pacche sulle spalle da tutti i presenti, la voce da baritono del giudice che chiosa "Bravo ragazzo, hai fatto la scelta giusta", poi schiocco di frusta e di nuovo in gabbia, che l'ora d'aria è finita e bisogna tornare a produrre profitti. Mmmmh... Vado a darmi fuoco in bagno.

     
  • At 10:44 AM, Blogger Atipica

    Che spettacolo triste...mi sta scappando una lacrimuccia. Sembra una scena di fantozzi: la ripresa si chiude con il precario che scrive nel cielo "sono una merdaccia". Sigh!

     
  • At 2:04 PM, Anonymous Anonimo

    Penso che il punto sia proprio questo: sembra una scena di fantozzi ma è reale. Purtroppo in quanto a grottesco la realtà della vita quotidiana di un lavoratore precario supera di gran lunga la fantasia!!!

     
  • At 2:05 PM, Blogger Atipica

    Eh sì, come dice Fred Vargas "I marciapiedi del signore sono infiniti"...

     
  • At 2:19 PM, Anonymous Anonimo

    comuque, 36 mesi o non 36 mesi, direi che possiamo stare ragionevolmente "tranquilli": come spesso accade in Italia "fatta la legge trovato l'inganno". Vorrà dire che il datore di lavoro squalo sarà ulteriormente incentivato a un turn over di schiavetti sottopagati, o che perorerà l'apertura di partita iva per quelli la cui collaborazione ha sforato i termini temporali previsti (qui dove lavoro io è già successo: o mangi sta minestra...). Oppure, come nel mio caso, si negherà pure la firma di uno straccio di contratto di lavoro (che attendo inutilmente da mesi....). E poi, vaglielo tu a dimostrare che collabori per l'azienda tal dei tali continuativamente da circa 6 anni....Tanto si sa che il precario, debole e indifeso, con la paura di perdere pure quella misera entrata garantita dal co.co.pro, mica ci va a denunciarli all'ispettorato del lavoro (ammesso poi che quelli dell'ispettorato abbiano voglia di fare controlli nella mia azienda... cosa di cui inizio fortemente a dubitare...)
    A volte penso di essere a mia insaputa oggetto di un cinico esperimento scientifico, in pieno stile The Thruman Show!!!!

     
  • At 2:46 PM, Anonymous Anonimo

    Guardiamoci in faccia, il vero problema non è perdere un posto di lavoro schifoso, il vero problema è che c'è sempre qualcun altro disposto a prenderselo. Questo è il motivo per cui tutti possono permettersi di offrire condizioni infami, prima o poi qualcuno le accetta.

     
  • At 3:29 PM, Blogger Atipica

    E' vero tutto quello che dite: è vero che fatta la legge trovato l'inganno, è vero che uno stipendio misero è meglio di niente; è vero che le aziende non fanno nessuna fatica a trovare schiavi a basso costo, per quanto disgustose siano le condizioni contrattuali e l'ambiente. E' vero che i precari non posso fare niente di più che lottare individualmente per strappare un contratto umano. E' vero che il sindacato vorrebbe ma non può perchè da un lato questo tipo di contratti gli lega le mani, dall'altro il governo è pur sempre un governo "amico".
    E quello che mi fa veramente incazzare è che ci sia gente come questo Ramazza che spaccia la Biagi per la trovata del secolo e accusa non solo la sinistra, ma gli scontenti come noi, di fare polemica ideologica. Ci venisse lui al posto mio, quando resto con dieci euro la terza settimana del mese o quando, a due giorni dalla scadenza, non so se avrò il rinnovo, poi vediamo dove se la mette l'ideologia. Scusate, ho avuto un travaso di bile...

     
  • At 3:38 PM, Blogger Atipica

    ah dimenticavo: quando ci sarà la rivoluzione, la testa del Ramazza lasciatela a me, per cortesia...

     
  • At 5:00 PM, Anonymous Anonimo

    Quando sento cose così non so decidermi se la persona in questione dice tali castronerie perché vive in un altro mondo, o se è semplicemente propaganda ben pagata.

     
  • At 6:37 PM, Anonymous Anonimo

    Permettimi di dissentire e di preferire a fatti numeri e cifre le intramontabili pugnette, oltre che consigliarle al suddetto Ramazza. Dato il cognome non potevasi scegliere uomo migliore per razzolare nell'immondizia che la sua spettabile organizzazione e la legge Biagi producono

     
  • At 11:02 AM, Blogger Atipica

    @Clarke: ci credi che la prima cosa che ho pensato quando ho letto l'articolo è che qualcuno doveva averlo pagato per dire simili stronzate? Per me è propaganda...
    @Imprecario: ti giuro leggendo quell'articolo gli avrei tirato il collo...

     
  • At 11:57 AM, Anonymous Anonimo

    Ma guarda che mica è tanto raro. Lo stesso Ferrara ha candidamente ammesso di aver preso soldi per scrivere cose gradite all'amministrazioine americana.
    E comunque, anche se non lo ammettessero, basta vedere il panorama giornalistico, e non, attuale perché sia lampante che moltissime esternazioni al giorno d'oggi sono pilotate.

     
  • At 12:24 PM, Blogger Atipica

    Ah no che non è raro. Direi anzi che ormai è prassi per la nostra amata stampa nazionale...

     
  • At 1:26 PM, Anonymous Anonimo

    sono ormai giunta alla conclusione che coloro che incensano ad oltranza la legge biagi non possono che fare parte di (almeno) una delle seguenti categorie: a) non sanno minimamamente di che cosa parlano, ma devono comunque dar fiato alla bocca; b) sono gli estensori stessi della legge (visto che poi nel Belpaese l'esercizio dell'auocritica è raro e sconosciuto). Non più di qualche giorno fa, per esempio, ho visto al Tiggì l'onorevole Casini che vantava come una delle migliori e più avanzate riforme del precedente governo appunto la Legge 30 ("che ha introdotto elementi di modernità nel mercato del lavoro in Italia"); c) sono imprenditori o datori di lavoro interessati, che vedono nella biagi la manna dal cielo (pagare a vita un lavoratore a progetto un decimo di quello che pagherebbero uno assunto consente, per esempio, di comprarsi la nuova barca, o l'harley,.... e qui cito esperienze di vita vissuta); d) sono, appunto, meretrici dell'informazione, prezzolate da soggetti appartententi alle suddette categorie b e c.
    Ecco, penso che il Ramazza oltre che un verme patentato (ripeto, uno dei tanti), lodi come molti la Biagi per proprio tornaconto (non a caso è anche presidente di Obiettivo Lavoro...). Questo è di per sé disgustroso ed avvilente. Ma la cosa che mi fa davvero avere un travaso di bile è che poi anche chi si dice contrario al precariato diffuso (e che ha guardacaso incluso questo tema nel programma di governo), in realta non abbia mosso un dito per cambiare la situazione ( a parte la proposta di abolire lo staff leasing, realtà contrattuale che viene raramente sfuttatta). Io davvero non capisco che cosa si aspetti....perché davvero se sono i moti di piazza che vogliono, mi sa che prima o poi li avranno.....

     
  • At 6:59 PM, Anonymous Anonimo

    No, ma infatti, quando Caruso ha detto che Biagi era un assassino, secondo me non è che ha detto proprio una cazzata. Almeno metaforicamente, la Legge Biagi ha davvero ucciso il mio futuro, nè.
    Che quella Ramazza a noi l'hanno ficcata nel didietro. Altro che applausi...

     
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