1) I politici sono tutti ladri;
2) Ormai stiamo tutti di merda;
3) Gli extracomunitari stanno meglio di noi.
La conclusione che La Spia trae da queste premesse è che fra meno di vent'anni andremo in banca per chiedere un prestito e a negarcelo ridacchiando sarà proprio uno di quegli omaccioni di colore che oggi vendono borse sulle nostre spiagge. O finiremo in ospedale e, in sala operatoria, armato di bisturi e pronto ad asportarci una preziosa appendicite occidentale, troveremo un cinese.
E fin qui, direi che c'è poco da essere catastrofici: si chiama società multirazziale. E sorge un problema solo se il direttore di banca non ti concede il prestito o se il medico usa il bisturi come una zappa. Per il resto direi che colore della pelle e forma degli occhi sono dettagli irrilevanti. E invece no: secondo La Spia a questo punto il futuro comincia a tingersi di nero. Perché si sa che quelli (da pronunciare arricciando il naso con aria di disprezzo), i nuovi ricchi, figliano e si riproducono come scarafaggi, mentre noi siamo sempre più tirchi di prole. Di conseguenza l'italico stivale si riempirà di bambini di colore ("la scalata comincerà dagli asili, poi le scuole elementari, poi le superiori. E quando saranno pure laureati, allora sì che succederà un casino"), pupini cinesi, lattanti pakistani che molesteranno i nostri figli, gli tireranno i capelli e le palline di carta al grido di "Allah è grande!" e infine li costringeranno a farsi musulmani. Forse li stermineranno. Quando saranno grandi, poi, si metteranno di picca a costruire moschee dalle Alpi al Manzanarre, abbattendo contestualmente le nostre chiese e sradicando i crocifissi dalle scuole. I pochi italioti sopravvissuti alle pulizie etniche saranno costretti a scegliere fra abbracciare il culto di Allah o essere impiccati sulla pubblica piazza. Noi donne ci rimetteremo il velo e saremo lapidate alla minima infedeltà. Infine, Bin Laden in persona pianterà la bandiera saudita sul Campidoglio, proclamerà l'Italia un paese islamico e buonanotte ai suonatori. Conclusione: altro che accoglierli a braccia aperte e concedere permessi di soggiorno, bisognerebbe cacciarli a pedate.
E così, mentre La Spia spreca tempo ed energie in fosche previsioni e guarda in cagnesco il povero pakistano sotto casa, a sua figlia hanno sfilato dal taschino diritti conquistati con cent'anni e più di lotte sindacali. E se le dici che pure a noi indigeni piace riprodurci e fare i figli, ma il motivo per cui non li facciamo è che non abbiamo i soldi per camparli perché c'è gente come SS (che non viene dal Pakistan) che ci sfrutta legalmente, lei storce il naso e borbotta: "Voi comunisti, sempre a prendervela col povero Biagi".
Ora io dico, non sarebbe stato meglio passare il pomeriggio a giocare a fare l'uncinetto? Magari quando torneremo a fare gli angeli del focolare seppellite in un burka potrebbe tornarci utile.










Tzè, invece di ringraziarli, i comunisti, che se non ci fossero loro a mangiarsene un po', di bambini cinesi e pakistani, allora si che sarebbe invasione!