14 settembre 2007
Allora uno si sveglia la mattina e dice che vuole fare il Maiale Day. E' una minchiata colossale, ma a me va bene che abbia il diritto di dirlo, perchè, miei cari, questa è la tanto amata democrazia. Tuttavia che la suddetta stronzata venga ripresa sui giornali, rilanciata da radio e tivvù, ripetuta come se fosse una perla di saggezza, ecco, questo mi fa girare le palle. Perché uno in democrazia può dire quello che vuole, ma le stronzate restano stronzate. Quando un mio amico dice una stronzata (una stronzata che non fa ridere e offende gratuitamente qualcuno), in genere gli altri gli rivolgono un sorriso di circostanza e poi cambiano argomento. Fine della storia. Non ho capito perché, invece, le stronzate di Calderoli facciano il giro dello stivale.
Perché il peggio è che poi, secondo un meccanismo mentale anche piuttosto semplice, tutti quelli che hanno segatura al posto del cervello pretendono di spacciare le loro vaccate come opinioni sensate o, peggio, verità inconfutabili. Stamattina, per esempio, piangevo. E non sapevo perché. Poi La Bara mi ha rivelato che, pur non essendo lei razzista assolutamente-per-carità-ci-mancherebbe, sente di poter affermare senza timore di smentita che gli extracomunitari, da qualunque punto del globo provengano, non hanno per natura il rispetto della vita umana che abbiamo noi. Quelli ammazzano più di noi e lo fanno perché sono "indietro, più animali di noi" che, al contrario, abbiamo un sommo rispetto della dignità e della vita umana. Per natura. Sono d'accordo: lo sanno tutti ormai che sei milioni di ebrei sono stati sterminati da un'improbabile, quanto temibile, alleanza mongolo-africana.
Poco dopo sulla soglia dell'ufficio ecco spuntare La Kapò con gli occhi che brillavano di luce nuova. Ieri sera, ha raccontato, è stata a casa di un tale che "è nell'abbigliamento". Soccia, Benny, gente di classe. Talmente di classe che ha ornato un'intera parete della sala con un cartello di Vodafone tutto rosso ("oh, Benny, rosso, hai capito?") su cui campeggia la scritta bianca "La vita sta bussando. Apri!" seguito dall'immancabile Life is Now. Se la vita bussasse a casa mia ora come ora sprangherei la porta; senza considerare che se la vita è adesso, beh, è una discreta schifezza. Comunque, sempre secondo i racconti de La Kapò, l'Uomo di Classe è stato colto più volte in flagrante dalla fidanzata mentre si dilettava con altre fanciulle e, per farsi perdonare, ha usato argomenti sulla cui efficacia sia La Kapò che La Bara non hanno dubbi: un brillante e una macchina sportiva.
Ora credo di sapere perché piangevo, stamattina.
 
co.co.prodotto da Atipica at 12:22:00 PM | Permalink |


11Commenti


  • At 5:47 PM, Anonymous Anonimo

    Permettomi ravvisare un difetto di pronuncia. Qui si dice "zente" non "gente".
    Riflettevo anche su quanto sia di classe la pubblicità Vodafone in casa. Magari è un tentaivo alla Warhol di fare arte pop. Chissà cosa penserebbe la SverniciaPali se vedesse il 180x270 che voglio mettere a casa: un enorme culo con scritto "Strada sconnessa, entrare adagio". Bello è bello. Speriamo che non divida la critica.

     
  • At 5:55 PM, Blogger Atipica

    Permettimi di sganasciarmi senza ritegno! certo, di sicuro il poster che vuoi appenderti in camera è un po' forte, ma denota una certa ironia!;-)Quello della SverniciaPali (il culo, non il poster), però, sospetto che non sia così sconnesso...piuttosto è un'autostrada!

     
  • At 6:01 PM, Anonymous Anonimo

    Che la "seconda via" della MondaPertiche sia percorso noto lo sospetto anch'io, tant'è che lo trovata anche su Mappy.

     
  • At 11:34 AM, Anonymous Anonimo

    Ge-nia-le Natante come sempre....Se il pregio dell'arte moderna (e il tuo manifesto è senz'ombra di dubbio arte) risiede nel fatto che l'immagine (il significante) può assumere significati diversi in base alla sensibilità di chi osserva... allora lasciami dire che io vedo in questo deretano il nuovo manifestio esistenzialista del precariato moderno.... un po' come il quarto stato di Pellizza da Volpedo divenne il sibolo della lotta proletaria del Ventesimo secolo....se allora si marciava compatti per rivendicare maggiori diritti e certezze, ora non c resta che fare affidamento sul buon cuore altrui.... venghino siori e siore, trapanate i nostri derrière, ma prego fate piano, con delicatezza....Quasi quasi lo si può proporre come nuovo logo del Nidil, voi che dite? ;-)
    Certo per altri, meno sensibili e raffinati, come il grafico-panzer che mi siede a fianco, un culo è pur sempre e solo un culo, anzi vederlo potrebbe risvegliare in lui sopite (e da tempo insoddisfatte) pulsioni erotiche....

     
  • At 11:42 AM, Blogger Atipica

    Elianto, Natante è geniale, ma nemmeno tu scherzi. Un culo con su scritto "Strada sconnessa, entrare adagio" come logo del Nidil è senza dubbio la migliore rappresentazione della nostra condizione. Io ci aggiungerei anche il famoso panetto di burro, almeno per il primo lustro di precariato, così per rendere un pelo più indolore la procedura. Per gli anni successivi si può procedere anche brutalmente, tanto ormai la zona è anestetizzata. ;-)
    Saluta il grunt che ti siede accanto per conto della LucidaManubri che siede accanto a, così cominciano a fare conoscenza...

     
  • At 12:11 PM, Blogger Unknown

    Allora me ne faccio portavoce io. Ho una riunione Nidil proprio in settimana, dove tra belle parole e nessuna proposta, potrei fare la mia PORCA figura.

     
  • At 12:25 PM, Blogger Atipica

    Allora Silvia, cerca di non peccare di ubris: le proposte non si fanno, soprattutto a quelli del Nidil, che poi si spaventano. E ricordati che sei solo un precario con un panetto di burro in mano.

     
  • At 12:37 PM, Anonymous Anonimo

    A me invece pareva una buona idea..... Silvia si farà umilmente portavoce dell'innovativa proposta per il logo del Nidil. Però mi raccomando, insisti sulla presenza del panetto di burro: e che sia burro, burro alta qualità capito?? non margarina o trisiti succedandei. Su questo non si può transigere: è ora di finirla con i compromessi e le scelte al ribasso fatte sulla pelle dei lavoratori....Per i saluti della Lucida Manubri, sarà fatto.... anche se la suddetta preferisce, come dire, carni più fresche, garantisco che l'età mentale del soggetto non supera i 16 anni... per i requisiti fisici e l'avvenenza non posso fornire alcuna rassicurazione (non so mentire), ma la foga generata da anni di astinenza non potrà che gratificare la vestale della pertica

     
  • At 12:56 PM, Blogger Atipica

    Mmmm, va bene, proviamo. Silvia, mi raccomando però, non usare troppo i termini fare, azione e abrogare, che quelli del NIDIL non ci sono abituati e poi mi si traumatizzano. E, come giustamente raccomanda Elianto, pretendi che non badino a spese per il burro, lo vogliamo di qualità...

     
  • At 1:07 PM, Blogger Unknown

    Ricevuto. Cercherò di essere petrosamente oscura nella dialettica. Abolirò tutta la terminologia derivante dalla radice ago/agere.
    Potremo farlo noi un sindacato, come i francesi (scusate, ma ho un odi et amo mica da ridere verso gli erre moscia): "spacchiamo il culo ai passeri".

     
  • At 2:01 PM, Blogger Atipica

    bene, allora sia fatto il sindacato:oggi nasce, almeno sulla carta, il SICAP (Spacchiamo Il Culo Ai Passeri, ove con "passeri" si intendono tutti coloro che sorseggiano coktail in riva a qualche spiaggia esotica con i soldi dei nostri contributi, le nostre ferie, le nostre malattie, le nostre gravidanze. Insomma, coi proventi della nostra insicurezza). W il SICAP!

     
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