Ci siamo: La Kapò ha estratto il mio numero per La Grande Persecuzione Autunnale. Funziona così: ogni anno, più o meno da metà settembre a metà novembre, La Kapò perseguita qualcuno. L'inizio della stagione persecutoria è annunciato da grandi manovre di riavvicinamento agli altri poteri forti dell'ufficio - La Spia, La Bara e Il Direttùr - su cui, per tutto il resto dell'anno, la Kapò si diletta a sputare veleno. Un velenuccio patetico reso innocuo dalla sua inenarrabile stupidità, ma pur sempre veleno. Avvenuto il riavvicinamento, comincia la persecuzione vera e propria. Il perseguitato viene scelto fra me, la Psicocentralinista e A.C., una collega che ha il brutto difetto di essere una gran bella donna e, ironia della sorte, pure intelligente.
Dopo essere stata oggetto della Grande Persecuzione Autunnale l'anno scorso, sarei disposta a tutto pur di non ripetere l'esperienza. Giuro. Ed è solo per essere risparmiata che ho sopportato per quasi un anno le confidenze della Kapò, racconti di sudaticce performance sessuali fin nei minimi dettagli, articolate e prolisse descrizioni degli attributi dei suo amanti fino a giungere - e credetemi, questa è la parte peggiore - alle lucide e sagaci deduzioni sul comportamento di costoro. Ho dovuto dispensare consigli, sforzandomi di esprimerli in un linguaggio semplice e primitivo perché le fossero comprensibili almeno per il 50%, analizzare arrampicandomi sugli specchi comportamenti in cui non c'era nulla da analizzare, situazioni cristalline come l'acqua di fonte, ma alla fine, quando il piano sembrava funzionare, ho commesso un errore. Un gravissimo errore. Martedì voleva che uscissi con lei e con uno dei suoi cuccioli, per aiutarla a capire cosa costui vuole da lei (e cioè, con buona probabilità, nulla). Solo che ho immaginato questa serata trista, seduta in qualche pub con un gorilla cerebroleso e lei, sguaiata e scollata come sempre, e sono stata colta da una tale tristezza, ma una tale tristezza, che proprio non ce l'ho fatta: ho millantato un mal di testa e sono rimasta a casa a leggere. E così da mercoledì La Kapò manda e-mail a tutto l'ufficio lamentandosi che non lavoro e facendomi cazziare ora da questo, ora da quello, non perde occasione per dire che mi vesto come una pazza e mi rivolge occhiate al distillato di disprezzo. Quando sono in bagno e squilla il telefono, non risponde e si mette a strillare: "Benny, il telefonoooooooo" con risultati quantomeno drammatici sui miei andamenti intestinali, già gravemente compromessi da una colite nervosa di cui il CSM è il principale responsabile. Infine - e siamo solo a venerdì - stamane La Bara, infilzata su tacchi di dieci centimetri, mi ha detto: "Benedetta, sono stata informata che ieri, nuovamente, tu e Alessandra vi siete interfacciate per questioni personali tutto il pomeriggio, trascurando le vostre urgenti mansioni. Non deve più accadere, altrimenti sarà informato SS".
Peccato che ieri Alessandra non ci fosse.










Maledizione! Sono fuori target! E, mi spiace, immolare mio fratello (quello bello, in famiglia) sull'altare della Smutandatrice Mascherata mi pare francamente eccessivo. Se sondi che anche sopra i 30 (ma poco), privi di qualsivolgia tentativo di look e con un'auto veramente riprovevole possono ancora attizzarla (ho allegato le uniche 2 indicazioni che credo possano colpire il soggetto in questione), dimmi qualcosa che mi organizzo. Un'offerta del genere NON si può rifiutare!