Ursus fuma coi piedi appoggiati alla scrivania guardando fuori dalla finestra con un'espressione a metà fra quella che con buona probabilità aveva il Giovane Werther in un momento di particolare sconforto e quella di un maiale depresso.
La Kapò continua ad ammazzare il tempo seducendo minorenni: appena ho varcato la soglia dell'ufficio ha esclamato "Sozzia Benny, ti devo raccontare un sacco di cose" provocandomi il secondo attacco di panico della giornata (il primo l'avevo già avuto sentendo la voce de La Bara alle otto del mattino).
Il Direttùr si infila le dita nel naso e si gratta le palle davanti a chiunque con la solita naturalezza quasi commovente; inoltre, a giudicare dallo stato semisolido dei suoi capelli e dalla delicata puzza di castrato in decomposizione percepibile già a distanza di 100 metri, posso affermare con una certa sicurezza che durante la mia assenza ha evitato accuratamente qualunque contatto con il sapone.
L'unica che sembra vivere un momento di rinnovamento è La Bara. Il consueto look sepolcrale è arricchito da una pallida abbronzatura dai riflessi diarroici e il solito, triste, tailleur nero funerale sdrammatizzato con collane etniche dagli echi africani. L'effetto nel complesso è piuttosto inquietante: sembra un cadavere lasciato ad arrostire al sole e agghindato con monili tradizionali in attesa di essere tumulato in una piramide. Tuttavia, ahimè, il cambiamento è solo superficiale: restano intatte la compulsione a trasformare in e-mail ogni aborto di pensiero che le attraversa il cranio e la cronica incapacità di scrivere in un italiano comprensibile. Così ieri, prima di ricominciare, ho dovuto leggere un volume di posta sì monumentale che Il Signore degli Anelli in confronto è un opuscolo. E c'è mancato poco che mi venissero le convulsioni e la bava alla bocca quando ho letto: "XXX conferma che ci sarà una presentazione ufficiale di PARCHI PER KYOTO e che tale presentazione non è molto al di là da venire".
Bentornata Benedetta.










Rassegnati: ciascuno di noi deve pure avere qualche punto fermo nella vita. I tuoi evidentemente sono l'intolleranza al sapone del direttur e le tendenze alla pornopedofilia della Kapò. Al massimo, puoi pensare di arrotodare un po' lo stipendio da collaboratrice, vendendo al mercato nero dell'arte il corpo della Bara, spacciandolo come rara mummia proveniente da sito Maya: con tutta evidenza i resti di un sacrificio umano offerto al dio Pacal :-)