27 settembre 2007
E' ufficiale, ho deciso di andare dal medico dei matti. E capisco che questo non v'interessi perché non c'entra niente con la precarietà, o forse c'entra tantissimo con la precarietà, ma non con quella che interessa a voi.
Ora, secondo i miei stereotipi personali, quando uno va dal medico dei matti è atterrito dall'idea che costui concluda il colloquio dicendo: "Effettivamente lei è un po' matto" e poi scarabocchi su un foglietto geroglifici che significano boccette, goccine, pillole e notti senza sogni e un'espressione assai simile alla vacuità naturale che sta appiccicata sulla faccia de La Bara dalla nascita. Io no. Io sono atterrita dalla domanda: "Mi dica, che cosa si sente?". Perché non è qualcosa che sento, il problema, ma qualcosa che non sento. Se qualcuno mi chiede "cosa ti senti?" e ho mal di testa, rispondo: "mal di testa". Se ho l'appendicite, rispondo: "una fitta al fianco". Ho sempre odiato quelli che sospirano nel microfono "mi sento infelice", perché l'infelicità è un fatto della vita, ed è tristemente più comune della felicità. Non c'è niente di strano, né malato, nell'essere infelici. Semplicemente capita, come nascere, innamorarsi, ammalarsi, bruciare la frittata, rovesciare il caffè sui tasti del piccì nuovo, inviare un curriculum al CSM e passarci due anni, morire e tutto il resto. Non è scritto da nessuna parte, non è frutto della volontà di nessun dio, natura, logica o entità.
Se fossi infelice non andrei dal medico dei matti. Ci vado invece perché non sento niente, né dentro né fuori. Mi sbatacchio in giro per il mondo completamente anestetizzata. Non soffro e non sono felice. Mi sento come quando stai giocando a sette e mezzo con la nonna vicino all'albero di natale e hai in mano un cinque. Non un sette. O un tre. Un cinque. Una carta insulsa, che non vince e non perde. Con cui devi stare, sennò rischi di sballare, ma con cui sai che non vincerai.
Quando mi sembra di star bene, invece, sono solo su di giri. Saltello, rido, spendo due soldini in cose stupide e il tempo passa più in fretta, ma resto distante da tutto. Nella bolla, dove tutto arriva attutito e lontano.
Quando ero ragazzina giocavo al suicidio virtuale: mi sdraiavo sul letto e immaginavo cosa sarebbe accaduto dopo il mio suicidio. Era una fantasia che mi divertiva, ma mi arenavo sempre su cosa scrivere nel biglietto da lasciare ai vivi. Veniva fuori sempre una roba troppo melodrammatica, che mi faceva sbadigliare. E, diciamocelo, è abbastanza triste annoiare la gente da morti. Nei giorni scorsi, invece, ho avuto il colpo di genio. Che ne dite di "vi saluto, e me ne vo". Asciutto, sintetico, ironico. Niente accuse, niente saluti, niente barbose questioni irrisolte lasciate a quei poveracci che restano. E non rischi di urtare la sensibilità di qualcuno che magari ti dimentichi di salutare.
Ok, tranquilli, è solo una recrudescenza di metereopatia perché oggi piove, piove, piove. Per il momento non c'è nessun bisogno che mi piombiate in casa per sigillare le finestre e chiudere a chiave il cassetto dei coltelli.
 
co.co.prodotto da Atipica at 10:44:00 AM | Permalink |


18Commenti


  • At 6:42 PM, Anonymous Anonimo

    Se può aiutarti a tirarti su:

    http://ourstereo.com/compliment/

    Generatore di complimenti online

    ciao
    un Gio che eoni fa alla visita militare c'è andato davvero dal medico dei matti

     
  • At 10:25 PM, Anonymous Anonimo

    Che dire, di fronte ad un post così! Beh quello che è certo è che non lascia indifferenti. Forse questa volta c'è un solo post perché gli altri non riescono a dire niente che non sia banale. Forse io ti dirò qualcosa di banale, però mi sembrava brutto però non risponderti. Ti racconto la mia esperienza con il medico dei matti.
    Una volta una mia amica (in realtà qualcosa in più di una amica) mi disse che il mondo era diviso tra due specie i "repressi" ed i "repressi inconsapevoli". Lei diceva di apparetnere ai "repressi" ed anche lei come te diceva di "non sentire più niente". Io ero quello che invece gli chiedeva "cosa ti senti?" e naturalmente ero (sono??) nella categoria dei "repressi inconsapevoli". Avrai capito che i repressi incosapevoli sono quelli che credono di aver capito tutto della vita, credono di star bene, spendono soldi in cose futili ma proprio perché sono inconsapevoli in realtà sono repressi come gli altri. Non ti annoio più oltre ti racconto come è andata a finire:
    la mamma diceva: la vita è così
    il babbo diceva: fatti forza
    la sorella diceva: è tutta scena sei invidiosa di me
    io dicevo: cosa ti senti?
    Una sera, un pacco di pillole, una manciata inghiottite insieme, una corsa al pronto soccorso, il medico dei matti (come dici te).
    La realtà è che non sempre il medico dei matti cura i matti, a volte i quelli che te matti non sono "repressi" ma hanno bisogno di qualche molecola chimica affogata in una pastiglietta. Ormai da quel giorno sono passati quasi 14 anni. La cura (perché FU una vera cura medica ed il "medico dei matti" era un vero medico e non un lauretao in lettere con specializzazione psicologia) ha funzionò bene, ah l'avessi portata prima! Da quel momento la mia amica è cambiata adesso è mia moglie e madre dei miei due figli. Sta bene e non si cura più da 10 anni e "udite udite" adesso sente, rabbia, felicità, addirittura a volte commozione, anche se adesso quando gli domando "cosa ti senti" mi risponde: sono inxazzata con te!
    Se mi posso permettere un consiglio ti dico Vai se è un medico ti saprà aiutare.

    mkfindus

     
  • At 9:37 AM, Blogger Unknown

    Che dire a parte che la butto sempre sul mio di personale. Forse ho un superego che non riesce a restringersi come una maglietta di cotone al 100esimo lavaggio, tracima, esonda, trabocca e allaga. Insomma io, dopo l'ennesimo frullato lavorativo, assai recente, sono andata davvero dal medico dei matti.
    Più che non sentire più nulla, non capivo più la differenza tra bene e male, tra il fare una scelta o un'altra: anche scegliere una pizza mi creava un problema. Ma serio, ansia latente, angoscia con un'incertezza di base che ha travolto tutto. Parlo al passato perché con un trasferimento sono stata costretta a staccare da tutto e a crearmi delle necessità cui rispondere. Se c'entra il modus lavorandi? E 'sti cazzi se c'entra.

     
  • At 9:54 AM, Blogger Unknown

    mi sono dimenticata di dirti il risultato delle sedute... beh, a parte che mi è costantemente venuto da piangere (con mio sommo scazzo, anche se non potevo fermarmi, che donnetta) alla domanda "che cosa c'è che non va", ho sciorinato le mie vicende. E il medico mi ha risposto: "beh, una situazione del genere destabilizzerebbe chiunque".
    Ricordati che puoi detrarre solo una minima parte del costo delle sedute.
    Perché il sentirsi così è una malattia, ma fino aun certo punto dicunt.

     
  • At 10:38 AM, Blogger Atipica

    @McFindus: sono senza parole. Complimenti alla tua amica-moglie-madre per esserne venuta fuori e complimenti a te per la tenacia e la comprensione. E' difficile stare vicino a quelli come me. E difficile chiedere "cosa ti senti" e sentirsi rispondere con parole sconclusionate come quelle che rifilo sempre io a chi mi fa questa domanda. Però, credimi, la tua storia dà speranza che, in genere, credo sia la cosa che più ci manca.
    @Silvia: non c'è niente di male se parli di te, anzi: gli altri sembrano così interi, decisi, immuni dal dal dolore sordo. Sai che non sei l'unico, ma ti senti isolato. Per quanto riguarda il lavoro, la nostra situazione destabilizzerebbe chiunque, è vero. Io però ho cominciato prima,a 15 anni, decisa a diventare uno scheletro come quello che Toscani ha sbattuto su tutti i giornali. Poi il peggio è passato, ma è tornato tante volte, in forme diverse e forse peggiori, ma meno evidenti. Di recente mi hanno detto: un disagio attuale che si collega a una storia preesistente. Credo che sia vero. E sentire tutti voi che mi dite: stare meglio è possibile mi ha convinto che, forse, andare dal medico dei matti può aiutarmi davvero
    Grazie.

     
  • At 12:30 PM, Anonymous Anonimo

    Essendo una questione puttosto personale avrei preferito starmene zitto, ma il commento è stato sdoganato e quindi aggiungo a quelle di chi ne sa qualcosa le mie verba contoterzi. E quindi parlo di come l'ho vissuta io, tanto quello posso dire, non molto altro. Ho la fortuna di essere un emotivo (un caratiraz dice la mia mamma), quindi provo un sacco, ed il tempo aiuta a mettere filtri e soppesare. Aggiungi l'ego ipertrofico che conosci ed il frullato è fatto. Attaccabile, ma indistruttibile, nel bene e nel male. Quando poi mi son dovuto confrontare con una donna che stava un attimo peggio di te, ho retto 4 begli anni, di delirio, Findus ne saprà qualcosa. Nel mio vissuto, l'unico dei 2 a voler guarire erom io, quello che chiedeva "Cosa ti senti?", l'altra stava bene nel tuo buco nel muro. Dopo 2 anni di relazione mi ha mandato a spendere, salvo poi tenermi buono come spalla su cui piangere. Dopo altri 2 anni di reumatismi ho posato il fiasco e l'ho abbandonata a stessa. Si è curata e, come Findus sottolinea, dove non arrivava la mente è arrivata la chimica. Non ci parliamo più, ma so che sta molto meglio.

     
  • At 12:46 PM, Blogger Atipica

    @Natante: la chimica ci arriva, magari ci mette un po', ma ci arriva. Qualche perplessità: e se mi spegne? Anzi no, se mi attutisce? Un po' come si abbassa il volume di una radio, non so se mi spiego. Perché so di non apparire una persona triste, anche se non ne capisco la ragione. E poi, se dopo il mondo mi appare meno doloroso, ma grigio come la pelliccia di un topo?

     
  • At 12:56 PM, Blogger Atipica

    Comunque, tanto per fare dell'ironia fuori luogo - come al solito - constato che, pur essendo 4 gatti, abbiamo/abbiamo avuto tutti un pazzoide in famiglia, quando non lo siamo/siamo stati direttamente noi. Una cosa che fa pensare.

     
  • At 1:19 PM, Anonymous Anonimo

    Se non altro si può dire che non soffri di dindrome maniaco-depressiva :)

     
  • At 2:32 PM, Blogger Atipica

    Hola Clarke, dici in risposta alla mia domanda? cioè se il mondo mi appare grigio come la pellicia di un topo se non altro potrei dire di non soffrire di sindrome maniaco-depressiva? Beh, effettivamente, un'ottima risposta...

     
  • At 3:01 PM, Anonymous Anonimo

    Intendevo che non avendo periodi di maniacalità, non si può dire che soffri di psicosi maniaco-depressiva, perché invece sei depressa tutto il tempo.
    Era un modo per scherzarci su, sperando che tu lo non la prenda come mancanza di sensibilità da parte mia.

     
  • At 3:08 PM, Blogger Atipica

    No, nessuna offesa, sono io la prima a scherzarci su, figurati. Però temo di averli invece, i periodi di maniacalità. Meglio ipomaniacalità, perché lo stato di euforia alterata è percettibile solo a chi mi conosce molto bene. Agli altri sembro solo un tipino allegro...
    Tanto per dire, se n'è appena concluso uno...

     
  • At 4:13 PM, Blogger Mari

    Ciao, io non ti conosco ma leggo da molto tempo il tuo blog ;-) Tempo fà sono andata anch'io da un pazzologo per cercare di capire come mai da un pò di tempo a questa parte mi sembra di essere come una mosca che cerca di uscire da una bottiglia senza riuscirci...Lui mi ha detto che è in realtà una senzazione molto comune tra i giovani d'oggi ed è legata anche ad una situazione lavorativa che finisce per destabilizzare anche la persona più equilibrata. Non sò se la cosa ti può essere di consolazione...:-)

     
  • At 4:18 PM, Blogger Atipica

    occhebbello!pazzia e precarietà...effettivamente non si vede come potremmo sentirci dei giovinastri rampanti che mordono la vita quando annaspiamo per anni fra contratti di tre mesi, lavori deprimenti e sfruttamenti vari. La nostra depressione ha una sua logica, in fondo. Sarebbe interessante fare una statistica per vedere se la percentuale di persone che a un certo punto pensano di aver bisogno di un pazzologo è più alta fra i precari rispetto agli altri.

     
  • At 4:20 PM, Anonymous Anonimo

    Certo che è più alta nei precari, avevi dubbi?
    Forse già conosci questo prontuario:
    http://michelamurgia.altervista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=144&Itemid=2

     
  • At 4:34 PM, Blogger Atipica

    No, ammetto, non lo conoscevo. Me ti ringrazio per avermelo segnalato, perché adesso diventa il mio padrenostro....

     
  • At 10:33 PM, Anonymous Anonimo

    ma che blog interessante :)

     
  • At 10:11 AM, Blogger Atipica

    Ti ringrazio Miky...:)

     
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