La Kapò, come prevede il suo ruolo, ha subito trovato il modo di farci lavorare lo stesso: ha rimediato quattro ramazze, ce le ha messe in mano e ci ha intimato di "fare un bel ripulisti", evidentemente una versione siciliana del più noto repulisti. Poi, per dare il buon esempio, si è chiusa nel cesso a fumare con i pochi esonerati per insufficienza di ramazze e a telefonare ai suoi minorenni per prepararli alla serata. Per tutta la giornata m'è toccato pulire l'ufficio del Direttùr, pieno di cartacce, fazzoletti da naso usati e uno strato di peli e capelli così folto che dapprincipio l'avevo scambiato per un tappeto. Ed è questo che sognavo di fare quando a venticinque anni mi spaccavo le meningi su Essere e Tempo di Heiddegger e su altre pigne di pari entità. Adesso, quando mi sentirete dire "mi hanno messo a pulire i cessi" sappiate che no, non sto esagerando.
Le buone notizie da Precariolandia non sono finite: infatti, siore e siori, siamo giunti all'appuntamento annuale con le masturbazioni mentali di SS. Masturbazioni che, chissà come mai, si concludono sempre con la decisione irrevocabile di non pagarci lo stipendio per qualche mese. E' una settimana che La Spia chiede al SuperBoss di firmare l'autorizzazione a versarci gli stipendi ed è una settimana che lui, senza scomporsi, risponde picche. Questa mattina ha mandato in missione la sua dolce metà che, come da copione, ci ha riunito in sala riunioni e ci ha annunciato con gli occhi bassi e l'aria costernata che stanno attraversando un momento difficile. Senza tuttavia chiarire di quale natura sia codesto momento difficile. L'ultima volta che è accaduto, a ottobre dell'anno scorso, ho sperimentato le gioie dell'indigenza per un mese, poi ho strisciato da mio padre e per il successivo mese sono sopravvissuta grazie a una specie di elargizione settimanale del genitore. Mi sono sentita una specie di adolescente con la paghetta. Per rendere il viaggio nel tempo più credibile c'erano pure i brufoli che - strano - m'era venuto il colon irritabile. Non riuscirò mai a ringraziare SS per avermi regalato codesto prezioso supplemento di gioventù.
Forse è per questo che quando sabato, al V-Day, Beppe Grillo ha gridato "Bisogna abrogare la Legge Biagi!" m'è quasi venuto da piangere. Perché da quando ho preso la residenza a Precariolandia non ho mai sentito nessuno gridarlo forte e chiaro. Non ho sentito nessuno dire ad alta voce che ci hanno rubato il futuro. E pure il passato, a dirla tutta, perché quando penso alle ambizioni che avevo da studentessa mi sento una fallita e mi domando perché non ho aperto una salumeria. E non ho mai avuto il piacere di ascoltare il verbo ABROGARE accanto a LEGGE BIAGI. Al massimo qualcuno ha detto che bisogna aiutare i giovani e risolvere la questione del precariato. Lo stesso qualcuno a cui io ho dato il voto perché sei mesi dopo mi prendesse per il culo col Partito Democratico e il limite di 36 mesi che piace a quell'idiota del Sig. Ramazza. Mentre io sono qua, come l'anno scorso, senza lo stipendio e senza nemmeno uno straccio di diritto che mi permetta di prendere SS per il bavero della camicia e intimargli di darmi i miei soldi. Senza il diritto di difendere la mia dignità.
E scusate la filippica, ma ne ho le palle piene. Amen.










Ma io mi sono persa un pezzo: è per questa frase che tutti si sono indignati?