Questa mattina, appena varcata la soglia dell'ufficio, ricevo una telefonata di SS:
"Hai cambiato i testi che ti avevo dato da battere"
(per inciso: un compito particolarmente complesso e gratificante)
"No, non li ho cambiati"
(lo avrei fatto volentieri perché usi la penna come una zappa, pezzo d'idiota, ma me ne sono guardata bene poiché, per un calcolo puramente utilitaristico, preferisco sacrificare la qualità letteraria delle tue vaccate anziché il mio stipendio)
"Sì, li hai cambiati. Adesso prendi i fogli scritti a mano che ti avevo dato e copia parola per parola quanto c'è scritto. Sei capace, vero?"
"Con un po' di sforzo credo di poterci arrivare, però non ho più i tuoi originali. Te li ho restituiti e li hai portati con te"
"Bugiarda!"
"No, davvero, li hai tu, quei fogli"
Click.
Dopo un quarto d'ora:
"Hai trovato i testi?"
"No, perché non li ho, li hai tu"
Click.
Dopo un quarto d'ora:
"I testi?"
"Li hai tu!"
Click.
Dopo un quarto d'ora:
"Quei cazzo di testi?"
"Continui ad averli tu..."
Click.
Ora sono le dodici e un quarto. Ho un quarto d'ora per trovare una soluzione, prima che quell'avanzo di manicomio ritelefoni, perché - giuro - stanno per saltarmi i nervi.










Impara dagli esempi degli ex colleghi:
"Pronto, allora questi fottuti test?"
"Si, caro (pezzo di merda) SS, ho fatto le modifiche!"
"..."
"c'è altro?"
"bugiarda, li ho io i foglietti!"
"Allora lo vedi che sei uno stronzo, non mi rompere più i coglioni!"
con simpatia.