06 settembre 2007
"Ragazzi ma stiamo scherzando? Una persona non può, e ribadisco non può, lavorare 3 week end di seguito senza riposarsi nemmeno un giorno! E' disumano! E parlo per tutti, non solo per me. Bisogna rivedere assolutamente il planning dell'impegno del personale a settembre". Così ha tuonato il Serpente Velenoso dall'alto del suo metro e mezzo durante un conclave dei Kapò del CSM riuniti nella stanza presidenziale. Dopo aver sbattuto i tacchi gridando "Signorsì signore!", La Kapò, La Bara e Il Direttur hanno costretto i loro pochi neuroni pigri a lavorare per ben 4 ore 4 per rivedere il planning incriminato. Ed ecco, siore e siori, il prodotto di cotanta spremitura di meningi:

Venerdì 21/Sabato 22/Domenica 23: Atipica, La Bara, La Kapò, Il Direttur, Il Serpente Velenoso a Roma.
Venerdì 28/Sabato 29/Domenica 30: Atipica, A.C., La Bara (solo venerdì fino alle tre e mezzo) a Porretta Terme.
Da Venerdì 4/10 a Domenica 14/10: Atipica a Genova. Gli altri ruotano e non restano mai più di 5 giorni.

Totale: Atipica lavora 4 week end 4 senza soluzione di continuità.
Da queste premesse derivano logicamente 3 possibili conclusioni:
1) Atipica non rientra nella definizione comune e condivisa di "persona", o almeno non in quella del Serpente Velenoso;
2)Il Serpente Velenoso ha un'antipatia particolare per il numero 3 e quindi no, una persona non può lavorare per 3 week end di seguito, ma nessuno ha nulla da obiettare se si spacca la schiena per 4, 5 e magari anche 6 (resta tuttavia da chiarire se le siano invisi anche i multipli di 3) fine settimana.
3) L'estensione del termine disumano non è universale. E' sì disumano che il lavoro impedisca alla Kapò di impartire complesse lezioni di ars amandi ai suoi minorenni assetati di conoscenza, al Serpente Velenoso di godere il meritato riposo sbracandosi sul divano con l'ultimo libro di Federico Moccia, e alla Bara di dedicare la domenica alle pratiche di culto a lei sì care. Ma non è altrettanto disumano che io non abbia tempo di lavarmi le mutande sporche per un mese perchè impegnata a scorrazzare su e giù per lo Stivale.
A 3 giorni dal mio rientro dalle ferie si ripropone urgente il dilemma che mi assilla ormai da due anni: secondo voi è meglio il fucile a pompa o l'AK47?
 
co.co.prodotto da Atipica at 12:18:00 PM | Permalink |


13Commenti


  • At 1:46 PM, Blogger LB

    Io li prenderei entrambi, ha visto mai, tante volte uno dei due si dovesse inceppare...

     
  • At 2:15 PM, Blogger Atipica

    Ottima idea, noto con piacere che sei un tipo previdente...;-)

     
  • At 4:41 PM, Anonymous Anonimo

    entrambi assolultamente, e più unità per ciascun modello (così magari il trafficante d'armi irakeno ti fa pure un bello sconto).... sai mia che in uno dei (rari e fantomatici) WE liberi la sottoscritta non abbia voglia di venire a darti una mano con le munizioni... poi, naturalmente, a buon rendere :-)... visto che entrambe lavoriamo a Bologna....

     
  • At 4:51 PM, Anonymous Anonimo

    Mmmmh... Lo sterminio di un ufficio... Mmmmh... Perdonami, ma io utilizzerei un metodo diverso. Non è un toccasana per i nervi come una sana carneficina, ma offre ottimi risultati. Mi par d'aver intuito che più o meno tutti nel tuo ufficio siano affetti da tabagismo. Bene. Lì bisogna colpirli. In quella debolezza da cui non si attendono agguati a breve termine. La strategia è semplice, ma richiede tempo. Esci a farti la classica paglia corroborante con un collega e ne offri una anche a lui, anche se ti sta sui maroni. Avrai preventivamente (è fondamentale, mi raccomando) girato la suddetta paglia al contrario nel pacchetto. Il trucco riesce anche se gli fai fumare l'ultima adducendo il sempre utile "Tranquillo/a ho un altro pacchetto in borsa". Plausibile, anche perchè nella borsa di una donna ci sono oggetti impronosticabili ed anche alcune specie di batteri che si crdevano estinte nel Mesozoico. Fin qui, penserai, sti cercando si ucciderlo a spese mie a furia di sigarette, non c'è gusto. In effetti per completare il piano c'è un passaggio casalingo che, se omesso, rende tutta la procedura un tentato suicidio. Infatti la fatidica "sigaretta del collega" va casalingamente addizionata con poche gocce di stricnina (o un qualunque veleno per topi) nel tabacco. La morte sopraggiungerà lentamente, ma inesorabilmente, sotto forma di dissoluzione dei principali organi interni. Certo non basterà una sigaretta, ma la pazienza è la virtù dei forti, e dopo 2 anni in quell'ufficio, qualche mese in più che vuoi che sia.

     
  • At 5:23 PM, Anonymous Anonimo

    Quale raffinata, atroce, vendetta! Rispetto alla banale carneficina, il lento, progressivo (e si spera doloroso) disciogliersi dei colleghi promette di prolungare, distillandola poco a poco, l'impagabile soddisfazione della strage in d'ufficio ... Non c'è che dire, NatanteMiope un genio del male! E a chi, come me, non fuma, che cosa si può suggerire? Introdurre nei locali aziendali un black mamba, come Elle in Kill Bill Volume II?

     
  • At 5:40 PM, Anonymous Anonimo

    Chi, come noi, non fuma, deve adottare una tecnica più sottile, ma parimenti efficace che ha tra i benefici anche mostrare di essere particolarmente dedidti al lavoro. Trattasi di arrivare presto in ufficio, per primi, o abbandonare per ultimi il luogo di lavoro. Nei momenti in cui si è soli, dotati di mascherina, boccetta e batuffolo di cotone, si provvederà ad "ungere" la tastiera ed il mouse dei colleghi con composti del piombo o dello zinco ( i primi che mi vengono in mente, ma probabilmente ci sono veleni naturali ben più letali) che provvederanno a farsi assumere epitelialmente dalle vittime. Anche in questo caso occorrerà moltissima pazienza, ma in molti casi i risultati saranno ottimi.

     
  • At 5:41 PM, Blogger Atipica

    Assolutamente geniale il Metodo Natante. Ho deciso che sarà quella la mia vendetta: ci vorrà più tempo forse, ma chissà che piacere di vedere La Bara dissolversi in una nuvola di fumo mentre io la costringo ghignando a ripetermi la differenza fra lambire e blandire e a conuigare al congiuntivo il verbo morire: che io muoia, che tu muoia, che egli muoia. Perfetto. Impagabile. Grazie Natante!;-)

     
  • At 9:47 AM, Blogger Unknown

    Allora. Vengo in soccorso. Quando sarai devastata e con le piaghe a Genova, ti rifocillo io che scendo dalla Brianza il venerdì.
    Mulholland Genova.

     
  • At 12:32 PM, Anonymous Anonimo

    L'infinita generosità genovese potrebbe persibo spingersi al punto di donare fornitura di pesto fatto iun casa, sapietemente allungato con stricnina (o qualsivoglia composto venefico, isapore e inodore), da regalare agli amati colleghi al rientro in ufficio a Bologna...è solo un'idea, ma meditate gente, meditate...;.-) buon WE a tutti...

     
  • At 12:46 PM, Blogger Unknown

    ok, sarà fatto.
    Eviterò di chiamarti "Carissima" Elianto

    buon WE dalla Brianza

     
  • At 8:49 PM, Anonymous Anonimo

    Ovviamente, il precario non è un essere umano. Anzi, dovresti ringraziare che non ti sia stata interdetta la facoltà del respiro!
    Comunque, per rispondere alla tua domanda, io sono per le morti agonizzanti...che ne pensi di un'invasione di zanzare tigri che sappiano fare il loro compito di disseminare il Chikunguya?

     
  • At 11:30 AM, Anonymous Anonimo

    La tecnologia russa è un po' spartana ma è sempre la migliore.

     
  • At 2:43 PM, Blogger Galloz

    bentornata...
    Galloz

     
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