20 settembre 2007
Sabato sono uscita con una tizia che conosco.
Costei è un'Ingegnera di 28 anni decorata con contratto a tempo indeterminato all'Hera, l'azienda che fornisce il gas in Emilia Romagna, un posto praticamente parastatale. E' un tipo tutto rigido e nervoso, con uno stradario in testa e un modello matematico preconfezionato con cui interpreta le cose del mondo. Per capirci, il classico tipo che immagini in terza superiore, seduta in primo banco con l'apparecchio ai denti, i capelli unti e la manina sempre alzata quando sono interrogati gli altri. Ha letto tanto e non ha capito niente, ma quando parla di intellettuali ha il vezzo di usare il "noi".
L'Ingegnera si definisce una donna di sinistra. E, infatti, sabato mi ha proposto di andare alla Festa dell'Unità. Poi però, davanti a una pacifica birra di sinistra, qualcuno ha commesso l'errore di parlare dei precari e del loro tormentato rapporto col nostro amato governo. E voi lo sapete che se tocchiamo questo tasto io vedo rosso. L'Ingegnera di Sinistra non ha gradito il mio livore sinistrorso verso un governo di finta-sinistra ed ecco cosa mi ha risposto:
"La verità è che voi precari strillate tanto perché vi hanno levato la possibilità di stare in ufficio 8 ore a scaldare la sedia con le braccia incrociate e senza che possano sbattervi fuori. La verità è che vi rompe non poter fare come negli anni 80 quando la gente in ufficio leggeva il giornale e nessuno poteva neppure pronunciarla, la parola licenziamento. Si fa presto ad andare in piazza a mandare affanculo tutto, ma guardatevi allo specchio".
L'Ingegnera di Sinistra è stupida, direte voi. Sì, lo è, ma non è questo il punto. Il punto è che le fa comodo non porsi un problema che non la riguarda di persona. Le fa comodo non dover digerire la delusione di aver votato qualcuno da cui ci si aspettava non dico una soluzione, ma almeno una boccata d'ossigeno. Così non è obbligata a pensare, a farsi domande, a porsi problemi che non hanno immediata soluzione. Lei come a tanti altri. Di sinistra e non. E a me girano parecchio le palle quando sento queste cose.
Così ho pensato che c'è questa manifestazione il 20 ottobre a Roma, per discutere il tema della precarietà, e vorrei andarci. Poi Silvia ha scritto in un commento: "Sarebbe interessante conoscere la posizione della CIGL sulla manifestazione del 20. Io non demordo. Questi ci stanno fottendo il futuro e tutti se ne stanno zitti. Bisogna farsi sentire. Stilerei anche un documento con alcune istanze/domande/no insulti (peccato) in merito alla ns situazione da sottoporre a chi di dovere (CGIL in primis). Potremmo farlo in comune...".
Ecco, io credo che sia una buona idea. Ora la domanda è: chi vuole darci una mano? Chi si unisce?
Fatelo per me: perché se sento ancora discorsi come quelli dell'Ingegnera mi sporco la fedina penale - davvero - e mi dispiacerebbe dover guardare I Precari alla Riscossa sdraiata sulla brandina in una cella di un metro per due.


 
co.co.prodotto da Atipica at 3:45:00 PM | Permalink |


12Commenti


  • At 7:19 PM, Anonymous Anonimo

    E' un po' difficile che in Italia vai in galera per così poco.
    Direi che con un omicidio premeditato, allora, forse potresti anche andarci. Per le percosse preterintenzionali te la cavi.
    Io sono ingegnere, precario, e fortunatamente non mi riconosco con quelli che interpretano il mondo in modo matematico e preconfezionato, che però credo siano la maggioranza della categoria degli ingegneri (lavoro all'università, ma in un'altra facoltà; non avrei mai potuto lavorare in quella gabbia di matti-fissati).
    L'ingegnera se ne frega perché nella situazione non ci si trova, appunto, e liquida rapidamente la questione senza analizzarla a fondo (male, per un ingegnere), tanto a lei mica la riguarda.
    Che poi che significa "guardatevi allo specchio"? Ma guardatevi cosa, i foruncoli? La gente deve sentirsi in colpa perché ogni sei mesi deve leccare il capo per farsi riassumere, perché non scatta mai di stipendio, perché viene trattata a pesci in faccia?
    Il fatto che una volta si eccedesse in lassismo, autorizza a eccedere in senso opposto? Questo è il classico ragionamento della gente becera, ma becera proprio.

     
  • At 11:33 PM, Anonymous Anonimo

    Dunque e con ordine (e si fotta anche la sintassi, checcazzo). Smetti di uscire con L'Ingegnera, non te lo hanno detto, ma non vale come lavoro socialmente utile, quindi ti resta comunque da scontare la tua pena ai servizi sociali. Per quanto riguarda il manifesto, ammetto di avere qualche dubbio sull'interlocutore. il NIDIL (se si chiama ancora così)lo lascerei stare, che poi entrano nel panico e si finiscono i sacchetti di carta per iperventilare. CGIL... Già... Non dovrebbe essere così, ma anche in questo caso credo che la differenza la faccia il funzionario con cui si finisce a parlare. Credo che l'unica possibilità sia setacciare il sindacato per appurare se esista o meno un "Ufficio Precari" e rivolgersi a loro. Anche solo scriverlo mi pare un'idea da lasciar perdere. Mmmmh... Purtroppo non ho riferimenti da offrire e sono anche un pò cortino di idee. Riflettendoci, però, non mi viene in mente un'alternativa a CGIL.

     
  • At 9:21 AM, Anonymous Anonimo

    Concordo con Natante (come ti ho già detto). Il sindacato, in questo momento e con questa legge può ben poco, e non è l'interlocutore adatto. A meno che non vuoi sentirti ripetere le solite frasi: "Questi maiali sfruttatori..." "Bastardi fascisti..." ecc.
    Con questo non dico che l'idea non sia buona, va solo rivolta ad altri.

     
  • At 9:22 AM, Anonymous Anonimo

    PS: un commento su quella virgola che distrattamente è scivolata 3 parole avanti e ti mordo...

     
  • At 9:38 AM, Blogger Unknown

    Allora meglio allargare la cerchia degli interlocutori. Non uno ma molti.

     
  • At 9:39 AM, Anonymous Anonimo

    Io ci sto. Con la panza, e sta spada di Damocle di poter cagare mia figlia da un giorno all'altro, non potrò sicuramente venire a Roma... ma in ogni caso ti offro le mie dita fumanti :)
    Che si fa? Che ti serve?
    Da dove si inizia?

     
  • At 10:02 AM, Blogger Atipica

    @Clarke: becera è la parola giusta. Vero. Ma sapessi quanto sono. Comunque, a scanso di equivoci, non è con la categoria degli ingegneri che ce l'ho, ma solo con quella dei cretini.
    @Natante&P: e voi c'avete ragione che l'interlocutore non è quello adatto. Però, posto che "dio è morto, marx è morto e io non mi sento tanto bene", non è sempre meglio che starsene con le mani in mano? Io sto seduta sulla riva del fiume da due anni (senza contare la naja al call center, il mobbing di sei mesi per farmi dimettere, il castigo di dio all'aeroporto), conto i ciottoli e attendo. E adesso cominciano a prudermi le mani.
    Per quanto riguarda l'Ingegnera, dopo quest'ultimo sabato il suo numero di telefono è stato cancellato dalla mia rubrica e la prossima volta che mi cerca le vomito nella cornetta.
    @Poesia: beh, tanto per cominciare, in bocca al lupo, congratulazioni, insomma quello che si dice in questi casi. Secondo, grazie per il sostegno, se ce la facciamo a organizzare qualcosa ti faccio un fischio.

     
  • At 1:52 PM, Blogger LB

    Volevo scrivere un commento, ma mi sa che l'argomento si merita un post...comunque io sono dei vostri!

     
  • At 1:27 PM, Anonymous Anonimo

    Prima di tutto è importatene individuare gli interlocutori a cui rivolgersi... posto che naturalmente è bene mettere in conto di essere ignorati e che la cosa passerà sotto silenzio. Si accettano proposte: Nidil? CiGil?qualche redazione giornalistica impegnata sul sociale(tipo Ballarò, Report, o AnnoZero?). Che dite, sto esagerando?Mettiamoli in conscenza tutti...chiaramente faranno da muro d gomma, ma almeno ci avermo provato...

     
  • At 2:20 PM, Blogger Atipica

    No, non hai esagerato, anche se probabilmente è vero che ci ignoreranno, ma bisogna decidere bene che tipo di documento scrivere. E siccome la manifestazione è il 20 sarà forse meglio se ci diamo una mossa...;-)

     
  • At 3:10 PM, Anonymous Anonimo

    Tra l'altro, qualche mese addietro, un mio conoscente mi ha girato l'indirizzo di un sito in cui si sta facendo una raccolta di firme online, per un documento programmatico da indirizzare al ministro Damiano. Vengono toccati i principali problemi relativi al mondo del precariato, e si propongono modifiche (alcune molto condivisibili) alla famigarata legge 30 (http://www.petitiononline.com/g1000/petition.html). Il canale e il sito sono gli stessi sui quali un po' di tempo fa si promosse una petizione contro le ricariche dei cellulari. Ora, io mi chiedo, perché quella girò sulla posta di tutti, ivi compresa quella di mia nonna ottuagenaria, che usa ancora il piccione viaggiatore per comunicare con le amiche, e questa langue nel limbo?Vuol forse dire che alla nostra possibilità di progettare una vita decente si attribuisce un valore inferiore di una ricarica Vodafone?;-)

     
  • At 4:06 PM, Blogger Atipica

    E' probabile, cara elianto. Noi siamo i trentenni dipinti sempre come intrappolati nel limbo di una finta adolescenza (presente l'Ultimo Bacio di Muccino? Ma come ne esce la nostra generazione dal quel cazzo di film?), la generazione X che sta ancora cercando il valore da dare all'incognita, quelli che nell'incertezza esistenziale ci si rivoltano come in un letto comodo. In un certo senso, con quest'etichetta addosso, da noi ci si può quasi aspettare che tolleriamo bene la precarietà. A volte ho l'impressione che questo stereotipo di eterni adolescenti tormentati, intimisti e un po' patetici con quelle converse all star che stonano con le rughe d'espressione, afflitti dal complesso di peter pan, induca la gente a credere che forse siamo noi a non volerlo, un futuro da adulti. Forse ci sta bene la precarietà perchè così possiamo non scegliere.
    Forse questa è una cazzata, ma è lapalissiano che sembrano tutti più interessati a Loretta Goggi che s'incazza sul palco di miss italia che alle nostre cazzo di giornate scollegate. E se vogliamo davvero fare qualcosa dobbiamo spiegare chiaro e tondo che anche noi abbiamo diritto alla possibilità di un futuro dignitoso. Continuare a vivere come adolescenti fuori tempo massimo può essere una scelta individuale, al massimo, non una condizione generazionale.

     
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