Giovedì 11 ottobre 2007, ore 9.30. L'allegra brigata è seduta al ristorante e tutti s'ingozzano allegramente di pesce a spese di SS. La conversazione langue perché, si sa, non si parla con la bocca piena. Nel silenzio squilla il telefono del Capitano di Lungo Corso, un ometto basso, grassottello, flaccido e rosa come un porcellino da latte, con quattro peli in testa e l'espressione tipica del cappone all'ingrasso. Costui prende il cellulare, schiaccia il tastino per rispondere ed esclama: "W l'Italia monarchica e fascista!W il re, W il duce!".
M'è andata di traverso una lisca di pesce che per poco non ci rimettevo le penne. Dopodiché ho dovuto trattenermi per non piantargli la forchetta nel grasso e monarchico gozzo.
No, dico, ma con un comune 'pronto' gli sembrava di fare brutta figura?
Mercoledì 10 ottobre 2007, ore 9.30, sempre a cena, ma in un ristorante diverso. Qualcuno dice: "Questa zona di Genova era inaccessibile durante il G8"
"Ah sì" rispondo "c'erano i cecchini sui tetti, qui"
"Non ci sarebbe stato bisogno di piazzare dei cecchini sui tetti se migliaia di ragazzi immaturi come te se ne fossero stati a casa a guardare la tivvù invece di venire a spaccare le vetrine!" mi risponde la Signora Volpi, tacchinona amante del Capitano di Lungo Corso, allampadata, ingioiellata come una madonna rinascimentale e abbigliata con un'inquietante camicia leopardata in tinta con le scarpette.
Taccio e continuo - ciomp ciomp - a ingozzarmi di trenette al pesto. In 31 anni non ho fatto molti passi avanti, ma ho imparato che discutere coi cretini è una fatica inutile e si rischia una gran brutta figura perché chi ascolta rischia di non cogliere la differenza fra te e loro.
"No, perché va detto, la tua generazione è immatura e priva di valori morali" continua la Sig.ra Tacchina.
"Già, e poi bisognerebbe aggiungere che non ci sono più le mezze stagioni e il clima sta cambiando" cerco di concludere ingoiando una trenetta.
"C'è da vergognarsi di aver messo al mondo dei figli come voi" riprende la Tacchinona "avete avuto tutto dalla vita e osate lamentarvi per la questione del lavoro. La verità è che non volete fare la gavetta"
Una trenetta si mette di traverso proprio lì dove dà più fastidio.
"Già, ci vorrebbe Mussolini a darci una bella raddrizzata" commento con la bocca piena e la migliore faccia da culo presente nella mia collezione autunno-inverno 2007 "ma d'altronde anche voi sapete il fatto vostro: proprio a Genova, mi pare, avete dimostrato una certa dimestichezza col manganello. Perfezionate l'olio di ricino e poi è fatta, nessuno si lamenterà più di niente"
"Beh, forse avrebbero fatto bene a darvene qualcuna in più, di manganellata, visto che così non avete capito la lezione"
Mi alzo e vado a fumare.
E sapete una cosa? Questi campioni di raffinatezza politica sono stati eletti nel partito del Berlusca. Questi, signori miei, non perdono tempo coi nostalgici ineleggibili; puntano alle stanze dei bottoni e, qualche volta, ci arrivano.










Bentornata, vedo che c'è stato da sganasciarsi dalle risate allo zoo.
In una situazione simile a quella del CdLC io balzai in piedi con tintinnar di cristalli, ceramiche e argenterie, sparai il braccio teso a romanamente salutar la folla e barrii un "Mein Fuhrer, io... Cammino!". 3 tavoli su 12 (conoscevano Kubrik) skiattarono dalle risate, gli altri si zittirono. Il proprietario non ci fece pagare (eravamo all'antipasto, gli sarà dispiaciuto il giusto) e ci cacciò dal locale. Una delle cene migliori della mia vita. In assoluto.