La rassegna stampa è la mia personale malattia del secolo, l'HIV del mio lavoro, la peste del mio millennio. Mi ucciderà, lo farà in modo lento e doloroso, risucchiando a poco a poco tutta la mia energia vitale e riducendomi a una carcassa prima che sopraggiunga pietosa la morte. Amen.
Funziona così: ci si abbona a un servizio di rassegna stampa fornendo al service che effettua il servizio una parola chiave. Questi simpatici signori leggono tutti i quotidiani e i periodici che si stampano in Italia (da La Repubblica al Giornale di Cantù) che sono molti di più di quanto le nostre fragili menti possano immaginare, almeno in rapporto all'italica ignoranza. Gli articoli che contengono la parola chiave scelta vengono piazzati sul sito del service da cui io, brandendo user-id e password, li scarico cotidie. Per inciso, dato che la nostra parola chiave è "metano", accade che mi ritrovi in rassegna un articolo che parla di mucche perché il giornalista ha ritenuto di vitale importanza chiarire che anche i peti dei succitati bovini contengono metano. E sono costretta a scaricarlo e rassegnarlo come "non attinente". Perchè, domanderete voi? Non lo so e non lo voglio sapere, rispondo io: da quando lavoro al CSM ho smesso di cercare un senso in quello che faccio.
A questo punto comincia il mio complesso e gratificante compito: leggo gli articoli (e, dato l'argomento - il gpl e il metano - e il dilagante analfabetismo di chi con le parole pretende di lavorarci, vi assicuro che non è facile come sembra) e li salvo con nome della testata, data di pubblicazione e una serie di codici cervellotici elaborati da La Bara (no, dico, capite il mio dramma?) che dovrebbero permettere di identificare l'argomento dell'articolo senza aprire il file. Di recente, inoltre, La Bara ha scoperto che l'abbonamento prevede un servizio di segnalazione via mail che mi avvisa ogni volta che viene inserito sul sito un nuovo articolo. La cosa l'ha fatta fremere di puro piacere carnale e ha prontamente attivato il servizio arricchendo così la sua collezione con un nuovo divertente strumento per farmi saltare i nervi. Risultato: la mia mail è bombardata da una pantagruelica mole di segnalazioni inutili e moleste e le mie condizioni psichiche sono drammaticamente precipitate.
La rassegna va fatta tutti i giorni.
La rassegna va inviata a un elenco di dirigenti che a mala pena sanno leggere e che comunque non hanno voglia di farlo, a meno che non si tratti della Gazzetta dello Sport.
La rassegna deve essere completa, anzi, completissima. Nemmeno un articolo, neppure del Giornale del Tabaccaio (ebbene sì, esiste, qua non s'inventa niente) o dell'Eco del Tavoliere, deve sfuggire alla catalogazione. Se sfugge, la Bara, afflitta da una grave forma del temibile complesso dell'archivista, viene colta da una crisi di ansia ossessiva e mi perseguita una settimana. Riuscite a immaginare qualcosa di peggio di una persecuzione perpetrata da un ansioso ossessivo compulsivo, ma più ossessivo che compulsivo?
Alla rassegna stampa, che sarebbe poi la ragione per cui sono qui, aggiungete che:
- devo scrivere gli articoli miei e quelli che la Bara non ha voglia di scrivere, ma comunque firmerà;
- effettuare le correzioni volute da SS sugli articoli di tutti (e dovrebbe farlo la Kapò);
- inviare i comunicati e qualche volta spaccare le palle ai giornalisti perché non li cestinino;
- telefonare per raccogliere le informazioni che la Bara utilizzerà per scrivere lunghi e contorti articoli mentre lei sfoglia il giornale commentando tutte le notizie di morti violente e squartamenti che riesce a rinvenire;
- fare le telefonate per la rubrica degli incentivi che però cura la Bara;
- assecondare i capricci di SS;
- dare da bere alle piante;
- preparare le cartelle stampa quando necessario, e cioè sempre;
- coordinare nella preparazione delle cartelle una squadra composta da un'autistica e un'iperattiva distimica;
- assolvere tutti i compiti da scopino del cesso che mi vengono di volta in volta affibbiati.
Perciò spesso la rassegna stampa finisce in brodo. E io faccio presente con puntualità svizzera che finisce in brodo, ma nessuno mi risponde. Però poi, quando la Bara ha un attacco d'ansia ed è alla disperata ricerca di un capro espiatorio, ecco che spunta la rassegna.
"Benedetta, ho constatato con disappunto che manca l'articolo uscito il 25 dicembre scorso sul Corriere del Verbano" e giù con il rompimento di coglioni così sistematico da far saltare i nervi a Buddha.
Ora ho deciso di annotare su un quaderno tutte le volte in cui mi viene ordinato di trascurare la rassegna, da chi e perché.
Come dice un vecchio proverbio abruzzese: la vita è un mazzo di rittìca (ortica).
Funziona così: ci si abbona a un servizio di rassegna stampa fornendo al service che effettua il servizio una parola chiave. Questi simpatici signori leggono tutti i quotidiani e i periodici che si stampano in Italia (da La Repubblica al Giornale di Cantù) che sono molti di più di quanto le nostre fragili menti possano immaginare, almeno in rapporto all'italica ignoranza. Gli articoli che contengono la parola chiave scelta vengono piazzati sul sito del service da cui io, brandendo user-id e password, li scarico cotidie. Per inciso, dato che la nostra parola chiave è "metano", accade che mi ritrovi in rassegna un articolo che parla di mucche perché il giornalista ha ritenuto di vitale importanza chiarire che anche i peti dei succitati bovini contengono metano. E sono costretta a scaricarlo e rassegnarlo come "non attinente". Perchè, domanderete voi? Non lo so e non lo voglio sapere, rispondo io: da quando lavoro al CSM ho smesso di cercare un senso in quello che faccio.
A questo punto comincia il mio complesso e gratificante compito: leggo gli articoli (e, dato l'argomento - il gpl e il metano - e il dilagante analfabetismo di chi con le parole pretende di lavorarci, vi assicuro che non è facile come sembra) e li salvo con nome della testata, data di pubblicazione e una serie di codici cervellotici elaborati da La Bara (no, dico, capite il mio dramma?) che dovrebbero permettere di identificare l'argomento dell'articolo senza aprire il file. Di recente, inoltre, La Bara ha scoperto che l'abbonamento prevede un servizio di segnalazione via mail che mi avvisa ogni volta che viene inserito sul sito un nuovo articolo. La cosa l'ha fatta fremere di puro piacere carnale e ha prontamente attivato il servizio arricchendo così la sua collezione con un nuovo divertente strumento per farmi saltare i nervi. Risultato: la mia mail è bombardata da una pantagruelica mole di segnalazioni inutili e moleste e le mie condizioni psichiche sono drammaticamente precipitate.
La rassegna va fatta tutti i giorni.
La rassegna va inviata a un elenco di dirigenti che a mala pena sanno leggere e che comunque non hanno voglia di farlo, a meno che non si tratti della Gazzetta dello Sport.
La rassegna deve essere completa, anzi, completissima. Nemmeno un articolo, neppure del Giornale del Tabaccaio (ebbene sì, esiste, qua non s'inventa niente) o dell'Eco del Tavoliere, deve sfuggire alla catalogazione. Se sfugge, la Bara, afflitta da una grave forma del temibile complesso dell'archivista, viene colta da una crisi di ansia ossessiva e mi perseguita una settimana. Riuscite a immaginare qualcosa di peggio di una persecuzione perpetrata da un ansioso ossessivo compulsivo, ma più ossessivo che compulsivo?
Alla rassegna stampa, che sarebbe poi la ragione per cui sono qui, aggiungete che:
- devo scrivere gli articoli miei e quelli che la Bara non ha voglia di scrivere, ma comunque firmerà;
- effettuare le correzioni volute da SS sugli articoli di tutti (e dovrebbe farlo la Kapò);
- inviare i comunicati e qualche volta spaccare le palle ai giornalisti perché non li cestinino;
- telefonare per raccogliere le informazioni che la Bara utilizzerà per scrivere lunghi e contorti articoli mentre lei sfoglia il giornale commentando tutte le notizie di morti violente e squartamenti che riesce a rinvenire;
- fare le telefonate per la rubrica degli incentivi che però cura la Bara;
- assecondare i capricci di SS;
- dare da bere alle piante;
- preparare le cartelle stampa quando necessario, e cioè sempre;
- coordinare nella preparazione delle cartelle una squadra composta da un'autistica e un'iperattiva distimica;
- assolvere tutti i compiti da scopino del cesso che mi vengono di volta in volta affibbiati.
Perciò spesso la rassegna stampa finisce in brodo. E io faccio presente con puntualità svizzera che finisce in brodo, ma nessuno mi risponde. Però poi, quando la Bara ha un attacco d'ansia ed è alla disperata ricerca di un capro espiatorio, ecco che spunta la rassegna.
"Benedetta, ho constatato con disappunto che manca l'articolo uscito il 25 dicembre scorso sul Corriere del Verbano" e giù con il rompimento di coglioni così sistematico da far saltare i nervi a Buddha.
Ora ho deciso di annotare su un quaderno tutte le volte in cui mi viene ordinato di trascurare la rassegna, da chi e perché.
Come dice un vecchio proverbio abruzzese: la vita è un mazzo di rittìca (ortica).







