04 ottobre 2007
Oggi è San Petronio e io sono incatenata alla sedia dell'ufficio, tanto per cambiare. Bologna, alle 9 di stamattina, era una città fantasma. Sull'autobus ero l'unico individuo con aspetto indigeno.
Ecco, ciò che mi innervosisce non è lavorare il giorno del santo patrono mentre cinquecentomila bolognesi passano la giornata a ingozzarsi di tortellini e lasagne per onorare codesto Petronio. No, quello che mi dà veramente fastidio è rendermi conto che stamattina, qua dentro, ci sono solo i co.co.pro. Gli altri, i dipendenti - quelli il cui lavoro oggi costerebbe il doppio - stanno tirando la sfoglia, dormendo, partendo per la gita fuori porta. SS li ha quasi incoraggiati a restare sotto il piumone. Noi invece siamo qui, lavoriamo, rispondiamo al telefono, scriviamo. Produciamo quattrini che SS investirà in qualche banca svizzera o in un conto segreto nel Lichtenstein. Produciamo quattrini ma non vedremo un soldo in più per aver sacrificato il giorno di festa. D'altra parte, la Legge 30 dice che siamo siamo liberi professionisti. Liberi professionisti: se è vero che le parole hanno un senso, dovrebbe significare che abbiamo scelto liberamente di lavorare invece di poltrire. Eh già.
 
co.co.prodotto da Atipica at 10:34:00 AM | Permalink |


14Commenti


  • At 1:57 PM, Blogger LaMile

    ...ma in compenso la finanziaria ci da 200euro per comprare un pc nuovo;-)

     
  • At 2:00 PM, Blogger Unknown

    noi siamo COME liberi professionisti, ma non siamo effettivamente liberi professionisti. Non abbiamo la partita IVA e abbiamo un UNICO datore di lavoro...

     
  • At 2:07 PM, Blogger Atipica

    @Silvia: E' quel come che mi spaventa: perchè è grazie a quel come che oggi SS sta guadagnando soldi a costo zero e fra quarant'anni io non avrò nemmeno i soldi per farmi una serena vecchiaia. Il bello è che non mi dirà nemmeno grazie.
    @LaMile: Nemmeno ce lo comprano per intero il pc, ci danno duecento euro. Come quando regali la play station ai bambini per farli stare buoni: to' bambini troppo cresciuti, beccatevi il pc e fatevi le pugnette su internet così non rompete i coglioni con rivendicazioni di diritti e altre stronzate simili.

     
  • At 2:13 PM, Blogger Galloz

    Io ho dato il mio addio a bologna proprio in questi giorni, stanco di Petronio e di tutti i suoi santi laici...ma tu resisti..

     
  • At 2:17 PM, Blogger Unknown

    La nostra vecchiaia? Non mi ci far pensare. Non dormo più altrimenti. Nell'ultimo anno mi sono appunto scoperta a riflettere sulla terribilità del futuro non prossimo. E c'è di che farsi venire la gastrite.

     
  • At 2:23 PM, Blogger Atipica

    @Galloz: Bologna è il secondo grande amore della mia vita, non riuscirò mai a stancarmi di lei. Sarebbe lungo da spiegare, ma per me bologna è la libertà...
    @Silvia: sai cosa? a vent'anni ti senti eterno, il pensiero "quando sarò vecchio" non ti sfiora neppure. A 30 valuti con occhio più obiettivo le probabilità che hai di restare giovane in eterno. E cominci a spaventarti. Forse mi fa più paura una vecchiaia senza una lira che la possibilità di essere buttata fuori dall'oggi al domani.

     
  • At 2:32 PM, Blogger Unknown

    Esatto. Fino a che il paterno ostello regge ci stiamo dentro, poi chissà. Ma basta con questi pensieri negativi! Oggi un cocopro qui domani un cocopro là e vai che la vita non ti annoia! E il tuo primo di amore? Vabbè mi faccio i fatti miei! e torno a impaginare alla grande!

     
  • At 2:42 PM, Blogger Atipica

    ma si, evvai di co.co.pro...Presente la frase di Palanhiuk, quella che dice: "facciamo lavori che odiamo per comprare cose che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia. Non abbiamo la grande guerra nè la grande depressione.
    La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita!"? beh, ha sbagliato: noi abbiamo la grande precarietà...

     
  • At 2:52 PM, Blogger Unknown

    Beh la pubblicità è l'artefice della nostra felicità ritoccata in photoshop (beigebeder o come cazzo si scrive).
    Non è tra l'altro appena uscito il libellum relativo alle cose che dobbiamo assolutamente COMPRARE prima di morire? Una raffica di cazzate fotoniche. Comprare per essere. E allora enjoy capitalism (Moni Ovadia).
    Vorrei due cose prima di seccare:
    fare (verbo facere) un libro e correre una maratona.

     
  • At 3:46 PM, Anonymous Anonimo

    Mi ricordo il giorno del patrono qui, a gennaio: ero l'unico a lavorare
    Non perché mi avessero chiesto di venire, ma perché ci tenevo al progetto e volevo che fosse finito in tempo, essendo le cose da fare tante e i mesi a disposizione pochi.
    Alla fine ho fatto praticamente tutto io, ho sacrificato pure l'estate (vado in vacanza adesso), mentre quello che sta qui con me non ha combinato nulla, anzi ha ritardato i lavori con un atteggiamernto al limite del sabotaggio.
    Poi però naturalmente quando arrivano le lavate di capo per i ritardi, me le prendo pure io, soprattutto io.
    Il prossimo anno il giorno del patrono sarò ad almeno 100 km da qui.
    Buon San Petronio Benny.

     
  • At 3:48 PM, Blogger Atipica

    Comprare, comprare, comprare per essere e non si tratta più di comprare per apparire agli occhi degli altri, ma per essere ai propri. Io prima di schiattare vorrei scrivere un libro, imparare a cantare e fare una cover di where is my mind dei pixies. Ci starebbe anche farsi una corsetta in macchina di notte, una lunga strada dritta e deserta e le luci che ti sfrecciano vicino e la musica a palla. Ma la vedo dura a ottant'anni. Quindi fatta la cover di where is my mind mi ritengo soddisfatta.

     
  • At 3:59 PM, Blogger Atipica

    Grazie Clarke...buon San Precario forse sarebbe più realistico...

     
  • At 8:37 PM, Anonymous Anonimo

    anche io ho lavorato per San Petronio!!! Porca vacca!

     
  • At 10:09 AM, Anonymous Anonimo

    Credo che dovrai rinunciare anche alla cover dei Pixies stonata come sei!!! ;o)

    P.

     
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