- riuscissi a vedere Genova, cosa che non accade mai perché i lavori forzati al Salone durano dalle 8 del mattino alle 8 della sera. Gli orari di apertura al pubblico sono dalle 9.30 alle 18.30, ma a SS piace che facciamo più di quanto è necessario. Perciò alle 8 di mattina, belli come il sole nei nostri vestiti della festa, aspettiamo impettiti che la fiera apra i cancelli e la sera lavoriamo finché gli impiegati della fiera ci staccano la corrente e ci buttano fuori a calci in culo. Finito il lavoro in fiera, inizia il secondo round: dalle 8.00 di sera, sudati e impolverati, dobbiamo impegnarci perchè SS mangi bene, si diverta, vada a letto sereno, dorma come come un bambino possibilmente fino a tardi così che il giorno dopo ci rompa meno i coglioni. Si va dove dice lui, all'ora che stabilisce lui, con le persone che invita lui e si resta finché lui ha voglia di restare. Risultato: si va a letto alle 2, ci si alza alle 8, si lavora come schiavi e ci si lava pure poco. Inoltre il giorno dopo noi siamo degli zombie drogati di caffè e lui è vispo, arzillo e comunque rompicoglioni. Insomma, al terzo anno di questo tormento non ho ancora visto la via principale di Genova e, francamente, ormai c'ho rinunciato.
- non lavorassi in un ufficio di matti le cui già gravi patologie psichiatriche si aggravano repentinamente durante il salone. Capita in questi dieci giorni di assistere a pianti isterici, scenate, attacchi di panico, tentativi di suicidio/omicidio. Le coppie litigano e si lasciano, i colleghi si insultano fino a prendersi per i capelli, il consumo di sigarette aumenta tanto che il nostro gruppo viene costantemente preceduto da una nauseabonda puzza di posacenere. E capita, di solito verso mercoledì/giovedì, di rannicchiarsi contro un muretto e piangere, piangere, piangere senza sapere bene se sia la stanchezza o lo sfinimento psicologico. E, in genere, questo non è lo stato d'animo adatto per fare il turista.
- non avessi come capo SS. Il Salone della Nautica è la dimostrazione inconfutabile che lui, come imprenditore, è un completo fallimento. Più passano i giorni e più l'assunto diventa evidente persino all'uomo delle pulizie: tanto per capirci, sono 3 anni che ci andiamo sempre con la stessa barca. No, non lo stesso modello, proprio la stessa barca. Perché in 3 anni non ne ha venduta nemmeno una. E quando diventa evidente persino a lui che avrebbe fatto meglio ad aprire una salumeria, si sfoga su di noi in un crescendo di sadismo democraticamente spalmato su tutti i presenti di sesso femminile. Ebbene sì, è anche maschilista, anzi, misogino.
- non venissi eletta aiuto facchino per tutta la durata della fiera. Fatica fisica a parte, essere l'aiuto facchino ha i suoi vantaggi: ci si mantiene in forma, spuntano due bicipiti da competizione, scarichi, carichi, sudi, t'impolveri e riesci a ritagliarti qualche momento lontana dai cavilli psicotici di SS. Il problema è che il facchino capo è Ursus e le sue indicazioni a suon di grugniti non sono sempre così intellegibili. Perciò magari capita che lui faccia "grunf" intendendo "scarica il carrello", tu capisci "attacca i quadri allo stand" e ti becchi un grugnito di rimprovero.
Insomma, mi aspettano tempi duri, ma in compenso dieci giorni di questa rumba producono ispirazione per scrivere post per un anno.
Intanto auguratemi in bocca al lupo.










Se vuoi qualche dritta genovese (x come annullare SS)
non hai che da fare un fischio!
A parte il giusto odio che ciascun genovese nutre per il Salone (code infinite in macchina per fare 500 metri, impossibilità totale di posteggiare la macchina ovunque, orrida invasione di lumbard cheilmaremancodallafinestra vestiti da aspiranti skipper) andare con la stessa barca è inaudito! Qui i milanesi impallidirebbero ancora di più!