30 ottobre 2007
Ormai lo sanno anche a Katmandu: la mattina sono una iena e non voglio rompimenti di coglioni. Potrei, forse, sopportare un sms chiaro, sintetico e senza domande se a inviarlo fosse Brad Pitt. Chi di mattina si permette di inviarmi sms anche solo vagamente aggressivi rischia la cancellazione immediata del numero dalla rubrica. Per non rischiare consiglio di starmi alla larga fino alle dieci e mezzo.
Detto ciò, alle nove di stamane, mentre sono impegnata nelle abluzioni mattutine ascoltando la colonna sonora del meraviglioso mondo di Amelie (mio tormentone personale del momento, con qualche anno di ritardo sulla gente normale, come al solito), il mio telefono fa toc toc.
Toc toc= sms.
Il mio sguardo si accende d'odio e un fulmineo "E adesso chi cazzo è?" mi guizza fra le pieghe del cervello. Leggo:
"Treno in ritardo. Tu prendi giornali edicola. M."
M. è La Bara.
Nella mia testa parte il Dies Irae, accompagnato da visioni apocalittiche di morti cruente, il sangue scorre a fiumi. Una giornata piovosa di fine ottobre che comincia con un sms del Feretro è irrimediabilmente compromessa. E poi perché cazzo scrive gli sms come se fossero telegrammi? Treno in ritardo. Stop. Tu prendi i giornali in edicola. Stop. E poi dove vuole che li prenda, i giornali, in salumeria?
(Vaffanculo. Stop. Crepa. Stop.)
Non rispondo. Un gesto di grande diplomazia, credetemi.
Dopo pochi minuti: toc toc. Un altro sms.
Leggo: Attendo conferma. M.
(Sono morta. Stop. Non disturbare il mio eterno riposo. Stop. Per il bene dell'umanità ti consiglio di fare lo stesso e porre fine alla tua tribolata esistenza. Stop.)
Non rispondo perché qualcosa mi dice che si sta agitando e voglio lasciare che triboli. Così impara a rompermi di mattina.
Dopo una manciata di minuti: toc toc.
Leggo: Ancora in attesa di ricevere conferma.
Va bene, non ne posso più, se sento ancora toc toc mi scatta la furia omicida. Rispondo: Sì, ci vado.
Alle nove e trenta in punto varco la soglia dell'ufficio coi giornali sotto il braccio, fradicia come un pulcino e incazzata come un puma. Almeno, penso, bevo il caffè in pace perché, grazie a trenitalia, il mio tormento personale è in ritardo. E invece no, è lì, dietro la scrivania, impettita e completa di capigliatura inamidata, viso pallido tirato dall'ansia, consueto look total black. L'unica donna capace di spostarsi in treno con tacchi di 15 centimetri ai piedi e la cui messinpiega resiste anche alle piogge acide. Sto seriamente valutando l'ipotesi che abbia capelli di plastica, come quelli di Big Jim.
"Scusa, ma il treno non era in ritardo?"
"Infatti, sono le 9 e 34...la tua imprecisione è proverbiale"
"E tutti 'sti messaggi per 4 minuti di ritardo?"
"I giornali devono essere in ufficio alle 9.30. Dovresti saperlo"
" E cosa ci fanno i giornali alle 9.30 in ufficio se non ci siamo noi per leggerli?"
"Ripeto: i giornali devono essere in ufficio alle 9.30"
"Ti si è impallato il sistema operativo?"
"Non capisco, comunque i giornali devono essere in ufficio alle 9.30"
"Prova a riavviarti"
"Sono spettinata?"

Morale? La odio.
 
co.co.prodotto da Atipica at 10:05:00 AM | Permalink |


9Commenti


  • At 1:26 PM, Anonymous Anonimo

    La massima umiliazione che ho subito quando lavoravo in quell'orribile ufficio ricoprendo il ruolo di ultima ruota del carro, è stata fare una urgentissima corsa per comprare 3 biglietti per il concerto dei Luna Pop, destinati alla figlia 13enne di un'impiegata e le sue amiche.
    Lì ho capito che non mi consideravano nemmeno un essere umano...
    Un'altra riprova del mio ruolo subumano era che quando mandavano qualcuno ad accogliere qualche visitatore, a quest'ultimo gli dicevano al telefono "ti mando tizio, ti mando caio". Ma se mandavano me, dicevano "ti mando l'obiettore".

     
  • At 1:40 PM, Anonymous Anonimo

    AhAHAHAHAHAHAH! Bella Clarke! Mi hai riportato alla mente il mio anno da non-militare! Anche io sono stato "L'Obiettore" per 10 mesi, nemmeno finendo a letto con la moglie del capo recuperai un'identità, Mi chiamava obiettore anche lei...

     
  • At 2:37 PM, Blogger Atipica

    Vedo che anche voi venite mandati di qua e di là come palline da ping pong. Io sono stata mandata a prendere pizze, biglietti del treno, biglietti per il concerto dei Rolling Stones, panini, ospiti, visitatori, giornalisti, colleghi senza l'ombrello che non volevano bagnarsi, imballaggi di cartelle stampa, scatoloni pieni di riviste. E mai nessuno che abbia detto "mando la benedetta". No, sempre mando "la piccola". La piccola stronza? la piccola spora? la piccola subumana? la piccola schiava? la piccola precaria? la piccola cosa? eh cosa? A voi qualcuno ha mai detto "mando il piccolo?" oppure "il lungo"?

     
  • At 7:09 PM, Anonymous Anonimo

    Natante, io manco la soddisfazione di andare a letto con la moglie del capo ho avuto, ed era pure carina!
    Benny, perché la piccola? Sei di bassa statura? :)
    La cosa che più mi faceva incazzare era non tanto che mi facessero scarpinare, ma che lo facessero a rate: "vai alla sede centrale a portargli 50 depliant, che li ha già distribuiti tutti". "Ma perché tanto che ci sono non glie ne porto 200, così andiamo sul sicuro?". "Eh no, se ha detto 50 glie ne devi portare 50, non discutere!".
    Puntualmente, mezz'ora dopo, appena rientro tutto sudato dopo la salita: "portagliene altri 50, che ha già finito quelli che gli hai appena portato"

     
  • At 8:37 PM, Blogger Atipica

    Si, caro clarke, sono un soldino di cacio: 1,58 m. Anche a me a Genova facevano così: porta i depliant allo stand della barca. Scusa magari gliene portiamo uno scatolone? No, SS vuole che li teniamo qui. Perchè? benny, non discutere per favore. E Benny faceva avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro.
    Natante, sul momento non gli avevo dato troppa importanza, però effettivamente: TI SEI FATTO LA MOGLIE DEL CAPOOOOOOO? Scusa, ma io sono curiosa come un gatto adesso...;-)

     
  • At 4:02 PM, Anonymous Anonimo

    Ero giovine e stolto, il capo era stronzo e la signora moglie piacente e giovanotta. Non fui seduttore, ma sedotto, praticamente un oggetto sessuale, una specie di vibratore riscaldato, con qualche ulteriore gadget di poco conto. Ch'io sappia il boss non venne mai a sapere di questa relazione scopereccia (che comunque si prolungò pochino, qualche settimana), ma mi diede parecchie soddisfazioni. Non un'identità, non un minimo di decenza (anche io venivo spedito a destra e a manca a fascicolare, fotocopiare, telefonare, ecc.), ma senza dubbio qualche soddisfazione. Va anche detto che son passati 10 anni da allora e non ho mai più rimesso piede in quei luoghi.

     
  • At 4:20 PM, Anonymous Anonimo

    consiglio un paletto di frassino nel cuore in una notte di luna piena. e STOP.

     
  • At 4:20 PM, Blogger Atipica

    Se il capo era stronzo se l'è meritato. Certo potevi almeno utilizzare questo canale, non dico per fare carriera, ma almeno per ottenere che ti fosse restituito uno straccio d'identità. Salve, sono M per servirla. Poi le fotocopie le facevi lo stesso. Anyway, per quanto riguarda la moglie del capo, io ne ho qui una di sessant'anni che cerca senza successo di assomigliare a Britney Spears, si lamenta apertamente dello scarso rendimento di SS a letto e si struscia addosso a tutti gli omarelli che ci sono qua dentro. Può interessare l'articolo?

     
  • At 4:23 PM, Blogger Atipica

    Vada per il paletto di frassino, ma siamo sicuri che soffra abbastanza? Qui non si fanno sconti: la pena dev'essere massima...;-)

     
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