24 ottobre 2007
Quando ero in terzo liceo, avevo diciott'anni e giocavo a fare genio e sregolatezza (salvo poi scoppiare a piangere come un vitellino da latte tutte le volte che mi capitava di guardare Risvegli), fu l'anno del film Il Corvo il cui protagonista era quello - concedetemelo - sfigato di Brandon Lee che nessuno sapeva cosa facesse prima di finire accoppato durante le riprese. A parte il fatto che in quel film pioveva sempre e ciò bastava a indispormi, a distanza tredici anni non ricordo se valesse il prezzo del biglietto, ma mi ruppe così le palle sentirne parlare per mesi che l'avrei odiato anche se fosse stato un capolavoro.
In una scena il Brandon succitato sentenziava, con l'aria di chi sa che è destinato a soccombere ma non rinuncia a servirti una lezione di vita intramontabile: "Non può piovere per sempre".
Cotanto pezzo di aforisma fece breccia nel cuore del gruppetto di aspiranti veline che flagella ogni classe degna di questo nome e la Velina Capo, tale Greta, biondona popputa e molto truccata, ne aveva fatto il suo slogan. Un giorno sfoderò la massima per far colpo su un nostro compagno.
"Non può piovere per sempre" disse sbattendo le lunghe ciglia
"No" rispose lui senza alzare lo sguardo dai suoi schemi di fantacalcio "può anche nevicare!"
Scoppiai in una fragorosa - e poco caritatevole, lo ammetto - risata e mi guadagnai in meno di dieci secondo l'odio sempiterno della popputa Greta. Odio peraltro incancrenito dallo spiacevole inconveniente che si verificò in gita quando pensai bene di intrecciare sotto gli occhi della Popputa una storiella di sei giorni con l'ambito compagno, tosto scaricato una volta tornati.
Oggi, guardando fuori dalla finestra questa pioggerellina fastidiosa e deprimente, mi sono ricordata del "non può piovere per sempre" di corvesca memoria. Ed ero quasi riuscita a prendermi sul serio, almeno metereologicamente parlando, quando di nuovo ecco una mail di Silvia (abbiamo un carteggio come quello fra Churchill e Mussolini, ormai, e quasi quasi le allungo le chiavi del blog e me ne vo in pensione): domenica 28 ottobre il Pastore Tedesco ci beatifica sotto il naso 498 franchisti. Ovvero: la beatificazione di massa di un battaglione di fascisti. la data getta su tutta la faccenda una luce ancor più inquietante, se possibile: sì perchè il 28 ottobre è l'anniversario della Marcia su Roma.
Ora, da queste parti non ci piacciono gli allarmismi e ci teniamo all'etica professionale, quindi ci siamo fatti un giretto su internet per verificare che la notizia abbia qualche fondamento e non sia frutto della fantasia di qualche anarco-insurrezionalista giocoso (che si sa, oggi come oggi sono i nemici n.1 della cosa pubblica). Ed è solo quando troviamo la notizia sulle pagine de La Stampa.it che ci ricordiamo le parole del nostro compagno di scuola: non può piovere per sempre, no, può anche nevicare.
Pronti a mandar giù olio di ricino a secchiate?
E poi giuro che la smetto coi link.
 
co.co.prodotto da Atipica at 4:37:00 PM | Permalink |


2Commenti


  • At 8:59 AM, Anonymous Anonimo

    Spezzo una lancia in favore de "Il Corvo". Il film fu, per i tempi, un esperimento interessante, uno dei primi fumetti a finire sul grande schermo, messo in scena in maniera piuttosto innovativa. Certo, come sempre, il fumetto di James O'Barr è parecchio più carino, più cattivo e più interessante, ma il film ha dalla sua una colonna sonora niente male (Cure e TypeONegative, per citarne un paio), qualche idea di regia poi divenuta comune ed un dispendio di mezzi per gli effetti speciali non comune, anche perchè Lee fu ucciso (Incidente? La leggenda parla di crimine organizzato o di una maledizione) prima del termine delle riprese e furono costretti a finire incollando la sua faccia su quella della sua controfigura per chiudere. Certo, non farà la storia del cinema, però è meno peggio di molti altri.

     
  • At 1:48 PM, Blogger Atipica

    Sì, mi ricordo la colonna sonora dei Cure...Ma poi magari il film era anche carino, è che io proprio non ricordo altro a parte la pioggia battente a causa della quale cominciai a sentirmi le ossa inumidite nonostante i 40° che c'erano dentro il cinema. E quella frase "non può piovere per sempre" che mi ha perseguitato per tutto l'ultimo anno di liceo quando, fra l'altro, nella mia vita pioveva a catinelle, in senso figurato e non. E che io cercavo di ripetermi in tono consolatorio davanti allo specchio dopo essermi rapata a zero una criniera che mi arrivava ai reni. Ma proprio rapata, non scherzo, in pieno gennaio. Capisci, son brutti ricordi da associare a un film. ;-)

     
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