24 ottobre 2007
Stamattina piove. In tutti i sensi.
Sono entrata in ufficio e ho notato che i miei colleghi si prendono sul serio. Tutti molto compresi del loro ruolo, aziendale e sociale. La Bara ha un collo di pelliccia di volpe sulla giacca, rigorosamente nera. La Kapò un bel paio di stivali borchiati con la punta in perfetto nazistyle e un Breil nero e autoritario, grande come un orologio da muro. Sono seri, si sentono l'ombelico del mondo. L'autoironia è una malattia che su di loro non attecchisce, non c'è dubbio.
Poi ho aperto la mail e Silvia (come farei senza Silvia?) mi ha mandato questa notizia. Triste, come la pioggia. E io la linko perché mi sembra un piccolo gesto di solidarietà nei confronti di quel signore che tanto domani tornerà alle sue porte chiuse solo come prima.
E visto che oggi gira male, vi racconto una storia simile a quella del link, ma senza lieto fine.
Al CSM, prima che io arrivassi, lavorava N., una ragazza di 27 anni italiana figlia di immigrati cinesi, vietnamiti, cambogiani, insomma con gli occhi a mandorla. Dove l'avevano pescata N.? La Concubina di SS è una donna di sinistra. Però è una donna di sinistra con american express gold e come tale ritiene suo dovere aiutare i poverelli. E li chiama proprio poverelli, ve l'ho già detto che qua non s'inventa niente. Un po' come le signore borghesi dell'800 che passavano un pomeriggio la settimana all'ospizio dei poveri. Insomma, da dove sbucasse questa N. non si sa, fatto sta che senza neppure una minima esperienza l'avevano messa a fare il mio lavoro. Che, oltre ad annaffiare le piante, prevede gioie e dolori di scribacchiare qualcosa. Ovviamente non si erano premurati di verificare che la tizia in questione sapesse ordinare soggetto verbo e predicato, salvo poi passare tutta la giornata a scuotere la testa dicendole che non sapeva scrivere. E dal "non sai scrivere" saranno passati al "non sai fare niente". Li conosco: per mantenere l'equilibrio hanno bisogno che qualcuno catalizzi la loro rabbia, il loro odio, la loro livorosa idiozia. Stabiliscono a chi tocca e gli sparano addosso le loro misere cartucce, ma la sistematicità e l'accanimento con cui si applicano nella persecuzione destabilizzerebbero una roccia. E' toccato a me, ad AC, alla PsicoCentralinista. Sarà toccato anche a N.
Con lei però devono essere andati oltre, e i loro stridii hanno raggiunto le orecchie presidenziali. In un giorno di novembre N. fu convocata nella sala del trono. Uscì piangendo.
Il giorno dopo N. si suicidò e, quando la trovarono, aveva ancora in mano la lettera di licenziamento.
Sembra il testo di un melodramma tutto italiano, da prima serata su Rai Uno. Invece è la realtà che da sempre se ne frega dei gusti del pubblico.
Mi hanno raccontato questa storia durante una pausa pranzo, a sostegno della tesi "di matti qua dentro ne son passati parecchi" perché " lei là non doveva essere mica a posto, se ci dovessimo ammazzare tutti perché qualcuno ci licenzia...".
Morale della favola? Nessuna, io di morali non ne ho. Solo qualche domanda: quanta gente c'è che fa la fine di N. o di quel signore che non può comprarsi le sigarette? In questo brulicare nevrastenico di formichine che è la nostra vita, quanti ce ne sono che muoiono per disperazione oppure non muoiono, ma trascinano le scarpe? E' la fortuna che decide se ti tocca il collo di pelliccia e il tubo di scappamento? Solo la fortuna?
E poi l'ultima: in un paese che siede fra i potenti della terra, anche solo nominalmente, c'è gente che muore di fame. E allora cos'è che fa la ricchezza di questo paese? Se la gente comune fa fatica a superare la terza settimana del mese, a marzo non sa se ad aprile avrà ancora un lavoro e a capodanno - come me ed Elianto - saluta l'anno vecchio e l'ennesimo contratto scaduto, la ricchezza dov'è?
Perdonate la banalità: oggi piove. Piove da morire.

 
co.co.prodotto da Atipica at 11:04:00 AM | Permalink |


8Commenti


  • At 2:09 PM, Blogger clarke

    Penso che tutta l'essenza delle persone del tuo ufficio stia proprio in quelle frasi di biasimo per il suicidio senza un buon motivo.
    D'altronde quale altra gente potrebbe trovarsi minimamente a suo agio in un ambiente del genere?
    Ho l'impressione che sguazzino in un mondo a loro congeniale: e mica ci sono finiti a caso lì!

     
  • At 2:14 PM, Blogger Atipica

    Per me è un esperimento. Qualcosa come the truman show. Qualcuno ci sta studiando, deve essere così...

     
  • At 2:24 PM, Blogger Unknown

    Anche io sono convinta che siamo una generazione che stanno studiando a tavolino. Per vedere fino a che punto si può arrivare. Ci hanno fottuto, lo sanno e fanno finta di niente. Magari con i "nostri figli" si sarà superato il gap. Forse. Ma ripeto ci hanno fottuto. Tra l'altro, se parliamo di proiezione nel futuro, non mi vedo certo a fare 'sto lavoro a 50 anni...

     
  • At 2:34 PM, Blogger Atipica

    Sono d'accordo, siamo la generazione dello strappo, quella del grande salto verso il modello di (dis)umanità americano (ma poi solo americano?). Profitto e progresso. Il resto affanculo. E i nostri figli che nasceranno (nasceranno?) in questa società a otto anni saranno più integrati di quanto lo saremo noi a quaranta. La parte peggiore è il passaggio, ma il lavoro sporco qualcuno lo deve pur fare. E, guarda un po', tocca a noi, alla generazione che ha avuto tutto, come si diceva fino a qualche anno fa. Ripeto: fanculo.

     
  • At 2:49 PM, Blogger Unknown

    Per me, che NON ho studiato economia di mercato e sociologia e mrktg, e che quindi sono fuori dal mondo, siamo ben oltre il modello americano, oltre il capitalismo post fordista per quel poco che ne so ripeto. Si sta costruendo un modello di società, nostro malgrado, che fa schifo altro che produci consuma crepa. Qui saltiamo direttamente lo step 2, il consuma. E quest'idea di totale impotenza (ma non è solo un'idea, io me la sento cucita addosso), che sembra quasi acquiescenza, mi trapana il cervello.

     
  • At 3:00 PM, Blogger Atipica

    Io mi sento come una che guarda la sua vita come fosse un telefilm pessimo e vorrebbe cambiare canale, ma il telecomando non si trova più. Poi scopri che proprio non c'era, nella confezione del televisore. E non era nella scatola quel cazzo di telecomando perchè quella cazzo di tivvù ha un solo canale e non puoi nemmeno spegnerla. Al massimo puoi girare la testa, tapparti gli occhi e le orecchie per qualche minuto. Perché non si può passare tutta la vita con gli occhi e le orecchie tappate, vero?
    Ecco, ho detto modello americano, perché ho in testa che l'origine sia lì. Ma quello che davvero mi irrita è quello che non vedo: l'alternativa al produci e crepa. Il telecomando.

     
  • At 4:04 PM, Anonymous Anonimo

    Via, Signore, non buttiamoci giù. In effetti questa acquerugiola fastidiosa, che non bagna, ma infastidisce è deprecabile e mette un pò di letargia, ma, insisto, non buttiamoci giù, è solo l'inizio dell'ennesimo autunno del nostro scontento. La situazione è piuttosto critica, concordo, ma buttando un occhio in giro, non tanti stanno meglio. Siamo sempre più una generazione di passaggio, non ho mai capito a cosa staremmo passando, quindi ho il sospetto che si finirà con l'essere una generazione di termine. Se non noi, chi ci succederà. Visto che piove ho il sospetto che il meglio ce lo siamo già sputtanati, ora ci toccano lacrime e sangue ed ho il sospetto che la mancanza di avvedutezza di chi ci governa finirà col portarci allo scontro duro. Già perchè se fossero anche solo un pò meno coglioni si renderebbero conto che non si può castigare un'intera generazione per i profitti delle 2 precedenti, qualcosa bisogna concedere, a qualcosa occorre che rinuncino, perchè non siamo esosi, ma bisogna che ci lascino una via di fuga, altrimenti si rischiano altre barrcate, gente che gira armata e via dicendo. Confido che prima o poi qualcino se ne accorga. Spero.

     
  • At 4:34 PM, Blogger Atipica

    Frustrazione, estraneità, senso d'impotenza, mancanza di progettualità, povertà, molti diritti in teoria assoluta impossibilità di difenderli e farli valere in pratica, tensioni sociali, rinunce, paura. E scommetto che ho dimenticato qualcosa. Non ci vuole Freud per capire che tutto questo = rabbia. E la rabbia non sempre trova un modo politicamente corretto per manifestarsi. Mi meraviglio che non lo capiscano. E mi domando: non lo capiscono o fingono di non capirlo?

     
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