16 novembre 2007
Concludo la settimana con una lista di desideri. Alcuni realizzabili, altri meno.

  1. Vorrei vivere in un paese dove la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi. Perché mi piacciono i vestiti estivi, l'odore dell'estate e odio avere i piedi freddi.
  2. Vorrei non avere a che fare con questi imbecilli. Perché mi hanno stufato e ogni giorno esco da qua un po' più stanca.
  3. Vorrei guardare meno e vivere di più. E se proprio ho voglia di guardare qualcosa, vorrei che fosse la tivvù e non la mia vita.
  4. Vorrei aver studiato di più all'Università.
  5. Vorrei non aver paura delle persone intelligenti.
  6. Vorrei trovare il telecomando della mia vita e cambiare canale. O spegnere.
  7. Vorrei essere più coraggiosa.
  8. Vorrei essere alta non meno di 1,65 e non più di 1,72, bionda e gnocca. Che il cervello è quello che ci vuole, ma la gnoccaggine non ha mai ucciso nessuno.
  9. Vorrei un motorino. Perché mi sono stufata di pedalare, pedalare, pedalare.
  10. Vorrei un gatto con quattro zampe.
  11. Vorrei mangiare un barattolo di nutella intero a cucchiaiate.
  12. Vorrei amare la solitudine.
  13. Vorrei vivere in un altro paese.
  14. Vorrei parlare cinque lingue, tra cui il tedesco. Mi piace un casino, il tedesco.
  15. Vorrei che esistesse Babbo Natale. Per chiedergli di trasformarmi in una gnocca bionda, alta non meno di 1,65 e non più di 1,72.
  16. Vorrei la faccia piena di lentiggini. Mi mettono allegria, le persona con le lentiggini.
  17. Vorrei dormire finché mi va la mattina.
  18. Vorrei avere un'idea e crederci, crederci, crederci, alla faccia di tutti gli scetticismi.
  19. Vorrei - ma non ne sono sicura - credere in qualcosa, il Grande Orologiaio, il Fato, Madre Natura, Dio. Ma soprattutto vorrei poter credere che, chiunque fosse, quando ha creato l'uomo sapeva quel faceva e non era ubriaco.
  20. Vorrei che oggi succedesse qualcosa di bello. E imprevisto.
  21. Vorrei che anche domani succedesse qualcosa di bello e imprevisto e la vita non fosse questo colossale e prevedibile spaccamento di balle.
  22. Vorrei appendere in camera poster di spettacoli teatrali, manifesti di vecchi film, di concerti storici. Vorrei che la mia camera somigliasse a quelle che si vedono nei film sugli studenti degli anni '70.
  23. Vorrei essere integrata, in questa o in un'altra società.
  24. Vorrei mangiare un cartoccio di caldarroste.
  25. Vorrei conoscere un sacco di musica.
  26. Vorrei saper ancora suonare il piano. E magari pure la chitarra.
  27. Vorrei avere di nuovo 18 anni. E vorrei averli per una trentina d'anni.
  28. Vorrei che il mio telefono suonasse in continuazione.
  29. Vorrei avere un sacco di gente a cui telefonare. Per par condicio.
  30. Vorrei andare a bere una birra, stasera.
  31. Vorrei essere la protagonista di un'altra storia.
 
co.co.prodotto da Atipica at 4:42:00 PM | Permalink |


23Commenti


  • At 6:46 PM, Blogger LB

    Anche a me piace il tedesco, e quando lo dico mi guardano tutti strano, soprattutto se aggiungo che di imparare lo spagnolo non me ne può fregà de meno. Uno dei miei rimpianti è aver seguito solo la prima lezione di tedesco all'università. Ma prima o poi recupero! Auf Wiedersehen und gutes Woche Ende! (credo di aver scritto "ciao e buon week end", ma se mi fossi sbagliata e ti avessi insultata, non volevo!)

     
  • At 7:20 PM, Anonymous Anonimo

    Condivido moltissime cose. Di prepotenza in questo momento si impone il desiderio di una birra. Perché poi leggendoti a ritroso ho capito che vivi a Bologna e mi è partita la nostalgia (terìbbile). E ho pensato che è una vita che non vado in uno dei miei posti preferiti in via Mascarella dove hanno una Guinness niente male. Sigh.

     
  • At 9:13 PM, Blogger Atipica

    Vedi, spikette, la guinness è la mia birra preferita. e credo di aver capito qual è il pub di via mascarella...fa un grand freddo da queste parti in questi giorni, ma non sei d'accordo con me che bologna è una città invernale che sa di caldarroste? certo, anche la fine di maggio e quelle sere di giugno in piazza santo stefano, sono impagabili. ora mi puoi ammazzare, perchè mi sa che non tel'ho fatta passà 'sta malinconia...
    L.B. carissima, io non ho mai capito perchè la gente ha quest'avversione per il tedesco. E' duro, dicono. Embè? e dove sta scritto che una lingua per essere bella dev'essere dolce? W il tedesco!
    Ich bin benedetta!du bist LB!

     
  • At 9:13 PM, Blogger Atipica

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

     
  • At 4:44 PM, Anonymous Anonimo

    Anche a me piace molto il tedesco. Mi piace il fatto che sia così logico e razionale, con una parola diversa per ogni diversa sfumatura di significato. Un po' come una città creata da un architetto molto bravo e razionale, ma in questo caso applicato ad una lingua.
    Non sono neanche d'accordo che sia una lingua dura... il bavarese è duro! Se uno straniero sente un romano grezzo parlare, non è che ne può dedurre necessariamente che l'italiano è una lingua dura. Per il tedesco è lo stesso.
    Ho fatto un'esame all'università, ma purtroppo era molto di base e ormai non mi ricordo nulla.
    Dalle cose che scrivi mi stupisce sempre di più come in te coesistano facilmente femminilità e "maschiacciaggine".
    C'è una frase di Shopenhauer che penso sia l'adatto commento al tuo post:
    "Der Mensch kann wohl tun war er will, aber er kann nicht wollen was er will"

     
  • At 6:13 PM, Anonymous Anonimo

    Vorrei un lavoro decente e il nuovo paio di stivali Sergio Rossi.

     
  • At 8:19 PM, Blogger Atipica

    @Clarke:mio nonno quando ero piccola e tornavo a casa sempre imbernoccolata diceva che ero un maschio mancato. Epperò io in tedesco so solo dire eingang/ausgang, al massimo kartofeln o come diavolo si scrive...direi che non è abbasatanza per tradurre il buon schopenauer, ergo devo chiederti di tradurre... ;-)
    @Dania: ah, senza un buon lavoro, e soprattutto senza uno stipendio decente, direi che gli stivali di Sergio Rossi non te li puoi comprare di sicuro...;-)

     
  • At 1:41 PM, Anonymous Anonimo

    Io non sto messo molto meglio, comunque questa frase significa più o meno:
    "Si può decidere di fare ciò che si desidera, ma non si può decidere cosa desiderare"

     
  • At 2:23 PM, Blogger Unknown

    E chi desidera sempre cose sbagliate e fuori posto? Ma una cosa buona sì la voglio: vorrei avere un tot di amici da andare a trovare in ogni parte del mondo. Massì che faccio sto fine? Vado a trovare X che sta a vancouver... beh, più o meno così.

     
  • At 2:41 PM, Blogger Atipica

    @Clarke: stavo per chiederti quello che ha chiesto la silvia...E per chi desidera cose sbagliate e fuori posto?
    @Silvia: a me piacerebbe invece essere insieme qui e a Londra, a Parigi e a Mosca. Per sapere, per esempio, cosa succede a una possibile "me" a Londra, mentre quella reale bivacca a bologna. O quale vita spetterebbe a una possibile me parigina nel momento in cui la bara ordina a quella bolognese di contare tutti i distributori di GPL su un puzzosissimo atlante.

     
  • At 3:13 PM, Blogger Unknown

    Dimenticavo, a parte il volere anche io fortissimamente un paio di stivaletti di tutti rispetto comprati minimo da Vergelio qui a Milano, mi piacerebbe sapere usare il fard. Senza sembrare tutte le mattine un apache. Meglio un apache o una mascera del teatro No nipponico? Sono incerta.

     
  • At 3:20 PM, Blogger Atipica

    tra le due m'è più simpatico l'apache. Sarà pure un pelo abbrustolito, ma le maschere nipponiche bianche come il gesso mi mettono sempre una certa angoscia. Basta che veda il viso cadaverico di una gheisha, con quei labbrucci rossi a cuoricino per sentire un nodo alla gola uguale uguale a quello che mi sentivo dopo aver letto il processo di Kafka. Quindi vada per l'apache.
    Tra l'altro, detto fra noi, io vorrei tanto un ombretto rosa antico decente e che non mi faccia somigliare a un pugile suonato...

     
  • At 3:42 PM, Blogger Unknown

    L'unica è avere una corsia preferenziale da sephora. Un'amica commessa che quando ristrutturano il negozio ti copre di tester... tutti i colori della bandiera della pace!
    e quando ti frulla il rosa, zac eccolo lì nella trousse, e quando l'azzurro idem! e vai così!
    Un'emozione simile è equiparabile solo ad avere la cartella più stilosa di tutti o il grembiulino più carino alle elementari!

     
  • At 3:49 PM, Blogger Atipica

    Alle elementari avevo la cartella di charlie brown perchè piaceva a mio padre mentre io volevo quella tutta rosa di barbie. Per compensare il trauma me la meriterei proprio l'amica che lavora da sephora che mi fa somigliare alla bandiera della pace. E pure gli stivaletti stilosi e i capelli lisci con la frangetta alla cleopatra e la piega fresca di parrucchiere. E invece sembro una che va in giro con l'insalata riccia sopra la testa...Sigh!

     
  • At 10:38 AM, Anonymous Anonimo

    Io non sogno di avere l'amica commessa da Sephora, vorrei essere IO commessa da Sephora (assunta, va mo' la); potrei truccarmi con i colori dell'arcobaleno (anzi sarebbe un obbligo professionale farlo) e la maggiore responsabilità che potrebbe essermi addossata sarebbe qualcosa del tipo "hai consigliato il rossetto fucsia a quella che stava meglio con toni mattone". Sarei figa, sempre sorridente e la pelle ne trarrebbe un grande giovamento (nn solo per la patina di trucco griffato); il mio stato emotivo sarebbe più stabile e pure il fegato mi ringrazierebbe. Sapete per caso dove si può mandare il curiculum??Tra l'altro colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Silvia per i tester di Yves Saint Laurent, Chanel, Dior et simila: va bene la profondità, l'impegno sociale, i film al Lumière, ma solo l'effimiero in certi frangenti può salvarti dall'esaurimento nervoso ;-)

     
  • At 10:46 AM, Blogger Atipica

    Perfettamente d'accordo, Elianto. A tal proposito mi domando se Silvia non avesse qualche Yves Saint Laurent da spacciare anche a me...No, si fa per dire, mica voglio scroccare.
    Quando facevo l'Università mi domandavo se non sarebbe stato meglio fare la commessa da Benetton. Poi una mia amica ci andò e scoprii che, se noi siamo schiavi moderni, quelli sono schiavi e punto. Con tanto di catene e ceppi e responsabili di negozio con la frusta in mano. Che devono frustare per contratto.
    Credo che la questione non sia che loro stanno meglio di noi, ma che noi ci aspettavamo di stare meglio di loro e l'abbiamo presa in der secchio.
    Per questo non vorrei solo fare la commessa incipriata e sorridente da Sephora, ma vorrei tornare indietro, sognare di fare la commessa da Sephora e coronare questo sogno cipriato. Vorrei tornare a casa e guardare Centovetrine senza sapere nemmeno che esiste il Lumiére.
    Ormai sono rassegnata all'esaurimento nervoso, e non posso nemmeno gettarmi nello shopping compulsivo sennò poi tocca mangiare la suola delle scarpe.

     
  • At 11:18 AM, Anonymous Anonimo

    Hai centrato perfettamente il senso del mio discorso (come sempre, ovvio); il punto è che fino a cinque anni fa ero orgogliosa di essermi laureta, conoscere Dante, Cavalcanti e Catullo, sapere che i nomi di alberi della quarta declinazione latina sono tutti femminili...ora guardo con nostaligia a quei tempi e penso, rammaricandomi, a quanto ero illusa e sprovveduta; da qualche mese guardo con invidia la grafica che mi sta a fianco, sposata con ricco ottuagenario, che viene in ufficio per occuparsi la mezza giornata e ieri sgingnazzava snocciolando i nomi dei sovrani longobardi ... "Agilulfo, Autari, eh eh eh che nomi buffi"(sta impaginando sussidiario)...ora penso con orrore allo scroscio di risate che mi sorrergeranno quando dovrà impaginare i testi relativi all'impero romano, e per caso, scoprirà che uno degli imperatori della dinastia flavia si chiamava, nientemeno, come un cesso! Però, mi spiace ammetterlo, tra le due, quella che vive bene è proprio lei....

     
  • At 11:43 AM, Blogger Atipica

    E' la parte che dà più fastidio, quella, vero Elianto? Ho centratoo l'argomento perché ci elucubro per tutte le diciotto ore di veglia. E mi chiedo anche perché mi ostino a comprare libri e leggerli, a guardare film e rifletterci, ad aspettarmi qualcosa di diverso per sbatterci la faccia un giorno dietro l'altro. Eppure ci dev'essre qualcosa che in passato ha deposto a favore del genere umano, come dice Saul Bellow (o qualcosa del genere, la frase precisa non me la ricordo).
    Pensa quando la tua collega scoprirà che fra gli imperatori romani esistono anche Giuliano e Massimiliano e dirà "tò, questi avevano nomi come i nostri, erano moderni, questi romani!".
    Possiamo pure prenderli per il culo, ma vivono meglio di noi, ecco che c'è. E stavolta cito Jack Nicholson in Qualcosa è cambiato: "Quello che ci fa veramente incazzare non è che non esistono le famiglie felici che mangiano ciambelle la domenica mattina. Quello che ci fa veramente incazzare è che esistono e la nostra non è così".
    Ho una citazione per ogni situazione, epperò passo la giornata a contare i distributori di GPL sugli atlanti stradali. Figo vero?

     
  • At 1:49 PM, Anonymous Anonimo

    Fa piacere vedere che non sono l'unico a pensare che l'ignoranza sia una benedizione. E non parlo semplicemente di ignorare chi fossero Autari, Agilulfo, Vergetrogeride (fratello di Vercingetorige, che cazzo di fantasia avevano in quella famiglia, eh? Paolo faceva schifo?) o chi abbia fatto squillare il primo telefono o chi abbia reso possibile lo sterminio di massa con un click, no io parlo dell'Ignoranza Assoluta, la mancanza di percezione dell'esterno. Devo già anche averlo scritto parlando dei Prgiatissimi Colleghi della nostra gentile ospite, ma se il tuo orizzonte mentale è un monolacale di 25 mq e non ti rendi conto del mondo che ci sarebbe fuori, vivi come la rana nel pozzo, convinto di essere la creatura più astuta e potente del creato, zero problemi, zero desideri... Aaaah, che goduria... Nei miei momenti peggiori trovo che la lobotomia perifrontale non sia poi una scelta azzardata. Però poi penso che capire cosa ci sia di bello nel Settimo Sigillo o in Underground mi dia più colori a disposizione ed una completezza diversa. E sono uno che ha come orizzonte mentale un trilocale da 70 mq. Pensate come viveva male Biagi...

     
  • At 1:52 PM, Blogger Unknown

    ehhh state bbbbòne ragazze! non vi azzuffate sui campioncini!
    La faccenda è, come diceva Atipica, che noi ci aspettavamo di stare meglio di loro e invece stiamo peggio, molto peggio. è che siamo CONSAPEVOLI, orrendamente CONSAPEVOLI E MATURE.
    E poi Benetton mi sta sulle palle. Ah ho fatto un colloquio anche lì, a Treviso (zio cantante quanto è in culo ai lupi) e udite udite Benetton mi avrebbe offerto un cocopro a partita iva a bassa cifra considerato il lieve trasferimento ge-tv. che bazza eh?

     
  • At 2:07 PM, Blogger Atipica

    @Natante: eh lo so, c'è la questione dei colori, dei punti di osservazione, del sapore del mondo, della quantità e della qualità di domande che ti fai, dello sguardo che si aguzza quando guardi il mondo. Ma sono tutte cose che hanno come corollario quella sgradevole consapevolezza, quella che intende Silvia e non solo. E io, che ho come orizzonte mentale un monolocale da 35 mq con un gatto senza due zampe all'interno, sono in un bruttissimo periodo e ne ho un pelo piene le palle della consapevolezza. Che al momento serve solo a farmi sentire inutile mentre conto i distributori di GPL in Italia sugli atlanti. Se fossi come la Kapò, mi sentirei importante. O almeno perfettamente in linea con il mio universo, centrata, ferma e, se non proprio appagata, almeno tranquilla. Tutti aggettivi che, da quando ho imparato a contare, non ho mai potuto attribuirmi a meno di mentire grossolanamente.
    Che poi ti accorgi che l'ignoranza aiuta a vivere, ma fare l'elogio dell'ignoranza ti fa venire il prurito nervoso. Comunque ti giri, la risposta è "sigh"...ed è sbagliata!
    @Silvia: quelli di benetton li odio anch'io, ma senza un vero motivo, diciamo a naso. Ignoravo che fossero dei simili mecenati. Spero tu gli abbia mostraro il dito medio, che quando è troppo è troppo.

     
  • At 2:18 PM, Blogger Unknown

    Il discorso dei metri quadrati non mi calza. Mi disagia. Com'è che io vivo in 25 m2 (meno)? Sto già foderando gli angoli dei 2 mobili con la gommapiuma. Oggi arriva mia madre e la farò dormire in pratica in piedi. Ci rendiamo conto? Che vita è?

     
  • At 2:26 PM, Blogger Atipica

    Quando vengono mia mamma e mio padre dormo rannicchiata sul divano mentre il gatto mi rosicchia i piedi. Se ricevo una telefonata che non voglio diventi di dominio pubblico e oggetto della discussione del successivo quarto d'ora devo uscire di casa.
    Che vita è? quella che ci siamo guadagnati per aver desiderato sapere come si chiamava il fratello minore di vercingetorige e aver sperperato quattrini in carta stampata.
    Vi consiglio affettuosamente di smettere di farmi domande, perché con lo spiffero gelido che tira oggi nel mio cervello, di questo passo vi spingo tutti al suicidio.

     
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