28 novembre 2007
E' comparso un alberino di Natale qui al CSM. Uno di quegli alberini tristi prefabbricati, preaddobbati, preinnevati, plasticosi. Ai rametti di quest'alberino sono impiccate quattro palline spennellate di una polverina bianca, che ricorda più la cocaina che la neve, e due regalini finti che si contendono il primato della tristezza con due campanelle più grosse dell'albero.
L'alberino è opera della PsycoCentralinista. Bofonchiando "Ovmai è avvivato Natale, ci vuole l'albevo. Cevto, l'albevo è quello che ci vuole. Pvendo l'albevo, si, pvopvio l'albero" e dondolando come suo solito, l'ha riesumato dalla sua tomba di cartone e l'ha piazzato nell'ingresso senza manco spolverarlo.
Quando l'ho visto stamattina, m'è venuto un colpo. E in testa ho sentito quella canzoncina irritante della tivvù che fa "E' Natale, è Natale si può amare di piuuuuuuuuuuuuuuuù" e, anche se non c'entra niente, ho immaginato quell'odiosa bambina riccia del mulino bianco col cappello da Babbo Natale. Poi sono passata a immaginare gli agghiaccianti pranzi di Natale a cui ci costringe ogni anno SS. In genere il 22 o il 23 dicembre ci ritroviamo tutti intorno a una tavolo, imbandito come se fosse l'ultimo pranzo prima di andare in guerra, e tutti che sorridono e si ingozzano come tacchini. Tutti che si fanno gli auguri, i più arditi tirano fuori pacchettini per i colleghi. Che odiano, beninteso. Che per tutto il resto dell'anno, quando amare ed essere gentili non è un obbligo ma una scelta, maltrattano senza pietà. E più ti vedono arrivare in ufficio strisciante e più picchiano con violenza.
Persino i pistolotti antinatalizi come quello che ho appena fatto hanno rotto le balle. Noi cinici davanti al caminetto a rimuginare con le mani in tasca sul consumismo e il significato che non c'è e mumble mumble. Pure i pandori mi hanno scocciato, e quelle canzoncine che inneggiano all'amore e al volemose bene che siamo tutti fratelli. Poi, dopo che se semo voluti bene per due settimane e siamo affogati nei trigliceridi, riprendiamo a scannarci come belve feroci.
Arrivo al punto: cosa c'entra l'amore? perchè scomodiamo una cosa come quella, quando di altro si tratta? che bisogno c'è di smenarcela con la storia che ci dobbiamo volere bene? Scelgo io a chi volere bene e di sicuro non sarà per quindici giorni l'anno in un tripudio di stelline e lucine colorate. Qualche volta, le persone a cui vuoi bene, le odi pure; altre volte si fa fatica, a voler bene, che non è facile e le stelline sono proprio fuori contesto.
E poi che senso ha promettere di essere buoni, se in realtà stiamo solo ripulendo il fucile? Dico non sarebbe più semplice per tutti mettere le carte in tavola? Ci sediamo intorno a un tavolo e ci diciamo "ok, tendenzialmente la nostra natura ci porterebbe a estinguerci a revolverate e non è detto che prima o poi non ci arriveremo", ma, per ora, l'idea è salvare il salvabile, perciò cerchiamo di fare i buoni e metterci d'accordo su due o tre principi di massima. Chi sgarra, finisce in galera dopo opportuno processo. Poi della vostra coscienza fate un po' quel che vi pare, amate chi vi pare e, se non ne avete voglia, non amate proprio nessuno che non è obbligatorio e comunque non ci guadagnate niente. Basta che fate i bravi e lasciate a casa le armi.
Poi se vogliamo mangiare un panettone non ce lo vieta mica nessuno, ma per carità, basta con questa pippa del natale e dell'amore e della famiglia che sorride intorno all'albero.

Ieri, dopo aver esposto questa mia teoria, e aver concluso "ma magari sono io che sono un po' inquieta", mi son sentita rispondere: "Tu un po' inquieta?Altro che inquietudine, direi che c'hai uno tsunami in testa". Eppure mi sembrava così lineare...


 
co.co.prodotto da Atipica at 2:39:00 PM | Permalink |


4Commenti


  • At 12:01 AM, Blogger kabalino

    Ogni tanto scopro persone che mi hanno linkato senza chiedere che io facessi altrettanto. E il piacere è doppio. Ma io ti ho scoperto e linkato, quindi fattene una ragione (che poi linko solo i blog che mi piacciono...con gli altri faccio finta di nulla)

    Mannaggia il Natale!!

    ;D

     
  • At 10:06 AM, Blogger Atipica

    Caro kabalino, grazie. Io ti ho linkato perchè mi piace ciò che scrivi e come lo scrivi. E perciò il fatto che tu abbia fatto altrettanto mi fa due volte piacere.
    Azzie azzie
    ;)

     
  • At 3:21 PM, Anonymous Anonimo

    No è che c'è chi proprio non ci arriva a comprendere le cose che sono semplici per un'intelligenza media.
    Come quando tempo fa ho detto che non mi piacevano le campagne di Toscani contro la pena di morte perchè, pur essendo strenuamente contrario a tale pena, non trovo giusto rappresentare il condannato con quella faccetta mesta come se fosse lui la vittima, e che preferirei una gigantografia che ricorda la vittima, con accanto una fotina piccola dell'assassino e una riga che ricorda che sta per essere condannato a morte.
    Potevo capire che si potesse non essere d'accordo con me, ma che mi si rispondesse che facevo elucubrazioni mentali contorte proprio non me l'aspettavo, e invece eccola lì la reazione inaspettata.
    Dobbiamo rassegnarci, il problema è semplice: tanta gente non ci arriva e basta.

     
  • At 3:42 PM, Blogger Atipica

    Guarda io sono assolutamente contraria alla pena di morte, ma, proprio perché sono contraria, non voglio che il condannato a morte sia rappresentato in modo da far pena alla gente o, come dici tu, raffigurato come vittima. Perché così forse si ottiene il risultato di attirare l'attenzione sul problema, ma si imposta la discussione nel modo sbagliato. E si confondono due piani: quello emotivo e quello "ideale".
    Il condannato a morte per me può essere una bestia feroce, uno che ha commesso tutti i crimini che gli imputano e pure di più, uno che non solo non suscita pietà, ma fa anche un pelo paura. La pena di morte è un orrore lo stesso, perchè non ha il sapore di una pena, appunto, ma di una vendetta. La vendetta e il desiderio di essa, comprensibili per un uomo, sono inammissibili per uno stato e per un sistema giuridico. Quando uno Stato punisce un assassino, non sta vendicando l'assassinato; sta punendo il mancato rispetto di una legge. E' questo il punto, secondo me, non la pena che si prova per un uomo che sta per essere giustiziato. Anche quella umanissima e doverosa, sotto certi aspetti, ma non possiamo porre la pietà come cardine di una discussione come questa, sennò quando non si prova pietà il discorso perde senso. Adesso mi direte che sono una formalista, ma inutile buttarla sul lacrimevole: la maggior parte dei condannati ha commesso reati orrendi, tanto vale farsene una ragione. Però io non ci sto a vederli friggere come uova al tegamino perchè non ci sto a concepire lo Stato come un vendicatore e la legge come lo strumento per la vendetta.

     
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