Siccome sospetto che tutti quelli che perdono tempo a leggere le mie scemate quotidiane veleggino intorno ai trenta, la dedico anche a voi. Vi avverto, è una scemata, ma un po' di malinconia la fa venire.
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento (allora, la scena classica era che tu sceglievi baciare perché c'era uno che ti piaceva - il ripetente di terza media, il più scemo di tutti, nonché il più amato da te e le tue amiche - e puntualmente ti mandavano a baciare il più cesso che c'era, quello con l'apparecchio e i brufoli);
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva (a me non li hanno mai allungati: perché dopo una settimana che ce li avevo, nel bel mezzo di una piroetta in salotto, sono atterrata su mia nonna che s'è rotta il braccio. Risultato: corsa al pronto soccorso e pattini requisiti e mai più restituiti);
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo (dopo un po' siamo andati oltre: ci lanciavamo giù da una discesa a picco con una bici appositamente privata dei freni. In fondo alla discesa c'era una strada in cui passavano le macchine e subito dopo un muro. Figo era chi portava a casa l'osso del collo);
Noi che il Ciao si accendeva pedalando (quando si accendeva);
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa (poi venivamo invitati a salire e la nonna dell'amico ci ingozzava come tacchini da brodo. Un mio amico, tale Massimiliano, aveva una nonna soprannominata la Gelataia. Figo era chi riusciva a sopravvivere alla caghetta provocata dai quintali di gelato che quella ti costringeva a ingurgitare);
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...(a tressette e biliardino - calcio balilla, calcino, chiamatelo come vi pare, ma quello è - e, se per caso tale Federico riteneva che fosse colpa mia se perdeva la partita, la rivincita e la bella della bella della bella, prendevo tanti di quei cazzotti che ancora me li ricordo. Per istinto di sopravvivenza, puntavo a non perdere),
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria
Noi che giocavamo a Forza 4 (Tutti hanno un piccolo grande trauma infantile: non aver mai vinto una partita di Forza 4 ed essere chiamata ciccio pasticcio dal mio primo grande amore mi hanno segnato in modo irrimediabile);
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola, ma a me veniva in mente sempre dopo che l'aveva scritto qualcun altro. Quando dici la prontezza);
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini (in compenso avevo una fila di doppioni che cercavo di smerciare con le più bieche strategie);
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto' (però, quando mia nonna non mi trovava, quello era il primo posto in cui andava a cacciare il naso);
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte;
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic (qualche volta il mangianastri le digeriva anche e ce le restituiva distrutte solo dopo lunghe trattative);
Noi che avevamo i cartoni animati belli (ma anche no);
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly e Mark Lenders...' (Julian Ross, quell'animo delicato, è sempre stato più figo di quell'avanzo di suburbia di Mark Lenders. Si vede che già allora soffrivo della Nevrosi della Crocerossina: il mio grande amore era Andrè di Lady Oscar, ma solo dopo che era diventato cieco. Col tempo questa mia insana passione per l'infermità si è sublimata in un'ancor più insana passione per l'infermità mentale);
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria','Candy Candy' e 'Giorgie' anche se mettevano tristezza (soprattutto Candy Candy. A parte essere un'orfana cresciuta con le suore - che sarebbe già abbastanza per farti diventare un serial killer di bambine bionde coi codini, c'è il fatto che codeste suore non si sono manco prese la briga di darle un cognome decente. Tocca il fondo quando Terence la molla per rimettersi con l'ex fidanza a cui era franato addosso un palo della luce);
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese,un tedesco e un italiano (però non facevano ridere);
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia (dipende sempre da chi lo dava);
Noi che si andava in cabina a telefonare (ma il più delle volte erano rotte, ti mangiavano il gettone e ti facevano una pernacchia. A proposito, vi ricordate i gettoni?);
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto;
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero;
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo (ma tanto non c'arrivavo mai, alle nove e mezzo dormivo come un tasso);
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo (una volta la Signora Pasqualina ci aspettò dietro la finestra e, quando le suonammo il campanello, lesta come una faina ci rovesciò addosso una secchiata d'acqua gelata. Mai più suonato il suo campanello);
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevano il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo (un bel giorno il mercurocromo era finito e mia nonna mi rovesciò sul ginocchio un ettolitro di tintura di iodio marrone e puzzolente. Fu la prima volta che bestemmiai tutti santi del calendario);
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti (si, ma a sorridere erano quelli che facevano le corna, non quelli che le avevano. Un po' come adesso, insomma);
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta;
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli (a otto anni mio padre mi venne a prendere e io, sdegnosa e pure un po' offesa da questa sua iniziativa, gli dissi "che ci fai qua? non sono mica una bambina!");
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2 (ma anche 3);
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore (a meno che non avessi imparato a falsificare opportunamente la firma di entrambi i genitori. Per evitare i ceffoni di cui sopra, ho imparato presto);
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google ;
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina;
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio (ma, almeno nel mio caso, non era detto che si rientrasse la sera, per le ragioni di cui al punto 3);
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso;
Noi che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM;
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days (immagino di essere l'unica che aveva un debole per Ralph Malph);
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween;
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda;
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire;
Noi che si suonava la pianola Bontempi (no, io suonavo il pianoforte vero. Con risultati pressochè identici a uno che prende a sprangate una batteria di pentole, ma insomma, fa figo lo stesso);
Noi che la Ferrari era Alboreto,la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini;
Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia (no, io ho mangiato il buondì Motta al cioccolato ogni sentissimo giorno di tutti i santissimi anni delle santissime elementari. Avevo le papille gustative in decomposizione. Il primo giorno di prima media mi sono rifiutata di andare a scuola finché non mi veniva cambiata la merenda. E' stata la mia prima vertenza sindacale);
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione;
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari (mi piaceva Hasfidanken... Come si scrive secondo voi, Hasfidanken?);
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars (era pure più grosso, il Raider. Adesso fanno porzioni per conigli);
Noi che giocavamo col Super Tele perchè il Tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...' (e invece volava pure quello);
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire (e dopo due giorni puzzavano come le fogne di Bombay);
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile (ma, in taluni casi compreso il mio, anche auspicabile);
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine e sui muri (a me, nei capelli, m'hanno appiccicato una big bubble. Ed è partita la seconda sequela di bestemmie della mia vita);
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu, nero, argento e verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3 media potevi arrivare con il Fifty ed eri un figo della Madonna (sempre se mia mamma non m'ammazzava prima).










Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero... ricordo perfettamente l'anno in cui quella pubblicità è stata epurata.ma su http://www.torinointernational.com/spot80/? per cultori dell'amarcord non la trovo più!