Non si può essere co.co.pro tutta la vita. 36 mesi, dice il governo di sinistra, bastano e avanzano. Il 31 dicembre scadrà il mio quarto contratto: 1 di nove mesi e 3 di sei mesi per un totale di 27 mesi di precariato solo al CSM. Siamo in zona rossa e la consulente del lavoro ha avvisato SS che si corre il rischio che qualcuno senta puzza di bruciato. Che poi sarebbe come accorgersi che qualcosa brucia quando ormai il fuoco s'è spento ed è rimasta solo la cenere, ma si sa che in Italia siamo lenti. Così mi hanno guardato in faccia ad agosto e mi hanno detto "non sei più rinnovabile, bisognerà trovare altro".
L'estate è finita ed è arrivato l'autunno. E tra un po' pure quello se ne va in gloria per lasciare il posto al gelido inverno. E d'inverno, senza il sole a darti una pacca sulla spalla, certi rospi si digeriscono peggio.
Stamattina arrivo e trovo la Trimurti (Spia - Bara - Kapò) ad attendermi con un'espressione severa e un po' seccata.
"Dobbiamo parlare del tuo contratto" esordisce La Bara.
"Ditemi, sono tutt'orecchi"
"Ecco, non sei rinnovabile"
"Questo si sapeva"
"Ma la consulente del lavoro dice che i contratti nuovi li controllano di più dei vecchi"
"Si, e quindi?"
"Quindi..."
"Io eviterei la partita IVA, se non vi dispiace" preciso.
"Sozzia Benny, la solita sindacalista del cazzo!" commenta La Kapò.
"Quindi" prosegue La Spia visibilmente irritata dalla mia precisazione "si tiene il co.co.pro."
"Ma hai appena detto che non è possibile..."
"Non è possibile nella stessa mansione..." l'occhio della spia diventa una fessura azzurra e tagliente, il tono della voce si fa più basso, ma duro e aggressivo "perché due anni sono sufficienti per capire se sai fare l'addetto stampa. Ma è possibile in un'altra mansione, perché quella non è detto che tu la sappia svolgere. In caso di controllo, si può sempre dire che per questo nuovo compito devi essere formata perché fino al giorno prima facevi altro"
(Ma dove studiano i consulenti del lavoro, a Birkenau?)
Taccio. Non so quale sia la mia espressione, ma sono in piedi nell'ingresso, ho ancora il cappotto addosso e sento gli occhi schizzarmi fuori dalla faccia.
"E noi avevamo pensato..."
Silenzio.
"...che qui c'è molto bisogno di personale di segreteria. M. (La Bara) è una donna molto impegnata, una giornalista, e ha bisogno di una segretaria. Oltre tutto, anche su chi ha contatti con lei farà un’ottima impressione che abbia una segretaria”
La Bara annuisce, accenna un sorriso soddisfatto. La Kapò si guarda le unghie e controlla la manicure fatta di fresco.
“E non scrivo più?” domando.
“Certo che scrivi: lettere di presentazione, di accompagnamento, aggiornarai i database, poi magari qualche news ogni tanto te la facciamo scrivere…” continua la Spia “Insomma, la segreteria dell’ufficio stampa sarà sulle tue spalle. Tanto gli articoli che scrivevi per la rivista non sono importanti, può scriverli lei con il tempo che guadagna non dovendosi più occupare dell’organizzazione e dell’operatività”.
“Lo stipendio resta sempre quello?”
“Oh, certo, non ci sono le condizioni per darti un aumento” taglia corto la Bara.
Così, se non salta fuori dal cappello un lavoro entro tre settimane, dal 31 dicembre sarò la nuova segretaria della Bara. Vorrei prendere la mia laurea in filosofia, ridurla a brandelli e ingoiarla. E non sentirne mai più parlare.
In testa ho un solo pensiero: pagherete caro, pagherete tutto.










ciao stella,
mi rimangio i puntini di sospensione di prima su skype.
Ho solo un consiglio ora: vattene di li.
La fame è meglio di questo