26 novembre 2007
Non so se vi è mai capitato, di sognare a occhi aperti il futuro grandioso che vi riscatterà dalle miserie in cui pasteggiate ora. Tipo l'altro giorno: alle quattro del mattino me ne tornavo a casa in bici dopo una festa di compleanno, arrancando in salita mentre le macchine mi rombavano accanto. Mini Cooper maraglissime, Nuove Cinquecento piccole quanto costose, rombanti macchinoni e SUV d'ogni genere che persino a dei neuroni istupiditi dall'alcol viene da pensare "ma non c'era la crisi?". Poi, con i salti logici tipici dei cervelli in stato d'ebrezza, sono passata a sognare la mia riscossa. Una mattina nebbiosa in cui non sembrano esserci alternative all'uscita dalla finestra (siamo al quinto piano), ricevo una telefonata. E' un editore, celeberrimo, granderrimo, famoserrimo, uno di quelli che quando ti pubblicano poi ti sbattono direttamente sui manuali di letteratura per il Liceo senza passare dal via. Bene, costui col tono di chi si sente una divinità, mi dice: "sai, ho letto il tuo blog: hai talento baby (diceva baby nel sogno, e allora?), che ne dici di farci un libro?". Ovvio che cado in ginocchio ringraziando il Dio a cui non credo, anzi ringraziandoli tutti gli dei a cui non credo- tanto visto che non ci credo, non vale la pena di inimicarsene qualcuno che poi magari s'incazza - e senza alcuna puzza sotto il naso da intellettuale di sinistra (soprattutto perché la sinistra non si sa più cosa sia - e se ci sia - e un intellettuale-e-punto è comunque uno a cui manca qualcosa) opero tutte le modifiche che il Dio Editore mi chiede. Poi finisco in libreria, e tutta Italia corre a comprare il mio libro. In breve tempo divento il caso editoriale dell'anno e tanti saluti al CSM. Me ne vado sbattendo la porta. E poi, mentre la critica sbrodola lodi al mio indirizzo, io accumulo royalties da fare schifo. Praticamente passo le giornate a contare i soldini, ma soprattutto a immaginare i miei colleghi, lividi di rabbia e d'invidia, ciucciarsi il calzino.
Dopodichè il mio futuro di grande scrittrice è segnato. Al secondo libro stabilisco che è giunto il momento di tirarmela e quindi sparisco dai salotti in tivvù e mi ritiro in una casa in montagna coi gatti (tanti gatti e tutti quadrupedi), ormai pronta per il Nobel. A quel punto hanno reinventato la sinistra e io posso comprarmi degli occhialetti d'oro alla Gramsci e calarmi nel ruolo di intellettuale di sinistra.
E' becero, lo so. Ma becera è la situazione in cui mi trovo e becere le persone con cui ho a che fare, quindi becera dev'essere la vendetta e becero il sogno di essa. E se non avessi rischiato di farmi schiacciare da un SUV che mi riportato coi piedi per terra a colpi di clacson, avrei condito il delirio con una serie di particolari pecorecci tipo me al Maurizio Costanzo, me che do consigli per diventare scrittori ai giovinastri di Maria de Filippi, me alla Feltrinelli che, sotto Natale, firmo copie al pubblico in deliquio mentre La Bara, che per due anni mi ha ridotto a timbrare volantini e contare fotocopie, assiste nell'ombra, verde di bile come Crudelia Demòn.

Credo che la mia intelligenza sia ai minimi storici. Io lo dico sempre che stare qua dentro m'ha reso peggiore.



 
co.co.prodotto da Atipica at 1:10:00 PM | Permalink |


9Commenti


  • At 1:59 PM, Blogger LB

    Questo sogno a occhi aperti mi ricorda qualcosa...solo che nei miei a un certo punto compare anche Bono con cui scrivo una nuova sceneggiatura per Wenders, così oltre al Nobel mi becco anche l'Oscar! Embè, oh, lo dice anche il Bono medesimo (nella mia canzone preferita guarda caso): "You can dream, so dream out loud!"

     
  • At 2:21 PM, Blogger Atipica

    @LB: se non ci fosse stato quello stramaledetto suv nel mio sogno sarebbe sicuramente comparso qualcuno, magari poi avrei inciso un cd, e oltre all'oscar e al nobel ci mettiamo anche il grammy...che ne dici di essere anche protagoniste femminili del film di cui si scrive la sceneggiatura? Mah sì...
    A proposito, salutamo Bono quando lo vedi ;-)

     
  • At 2:52 PM, Anonymous Anonimo

    "tutti quadrupedi" ahahahah....
    Sapessi quanto cerco non solo di sognare, ma di ingegnarmi in pratica per trovare dei modi di guadagnare di più... ogni giorno... è diventato praticamente il mio pensiero fisso.
    Finora con scarsi risultati. L'unico sbocco che davvero sembra promettere bene in questo senso è andare all'estero.
    Questo fa pensare, molto pensare.
    Sai qual'è l'ironia più grande in tutto questo? Che a me, fino a poco tempo fa, per carattere, non me ne fregava assolutamente nulla dei soldi: volevo soltanto la mia vita dignitosa, con la mia macchina non troppo costosa ma nemmeno troppo da poveri, con la possibilità di fare una vacanzina all'estero ogni anno, con la mia casetta non troppo grande nè troppo lussuosa.
    Adesso invece NO, non è più così. Questo ambiente, il vedere un sacco di gente che lavora molto meno di me essere coperta di soldi, sono tutte cose che mi hanno trasformato: adesso so che non avrò pace finché non vedrò qualche centinaio di migliaia di euro nel mio conto in banca.
    Tu guarda come il bisogno, la rabbia, le ingiustizie, riescono a cambiare le persone.

     
  • At 3:13 PM, Blogger Atipica

    Eh, Clarke, come dici il vero. Quasi mi secca dire sempre hai ragione, ma che devo dì, è vero. A me i soldi non sono mai interessati, le macchine e i telefonini ancora meno. Anzi, l'ostentazione mi ha sempre irritato come poche altre cose sulla faccia della terra: quelli che vanno al lavoro o escono la sera con quei macchinoni rombanti tutti orgogliosi del loro gioiellino, li dilanierei a morsi.
    Però a furia di farsi i conti in tasca e rinunciare, rosicchiare, alla fine finisci col desiderarli sti stramaledetti soldi.
    Però di una cosa resto convinta: se tornassi a casa la sera soddisfatta del mio lavoro; se fossi convinta che sto facendo qualcosa che mi piace e darà i suoi frutti, non per forza in termini economici, non sarebbe così. Continuo a credere che desideriamo i soldi perché non abbiamo il resto: uno straccio di soddisfazione, di riconoscimento, di progetto...

     
  • At 3:52 PM, Anonymous Anonimo

    Ehiiii!!!... ciao cara!... direi che i postumi alcoolici, la nebbia ed il freddo abbiano lasciato uno strascico non indifferente!!!... forza ragazzi, la vita e' bella, in quanto e' vita!!... e le difficolta' (sembrero' banale...) aguzzano l'ingegno... vuoi mettere che palle avere ogni giorno la pappa sempre pronta...!!??... magra consolazione..?... buon pomeriggio!!

     
  • At 4:30 PM, Blogger Atipica

    Eh cara jiji, ma da te proprio un commento così volevo sentire!;-)
    Buon pomeriggio anche a te e a presto, carissima.
    L'hai poi imbroccata la porta di casa o ti sei rassegnata a dormire sul pianerottolo per non svegliare il paziente, pazientissimo Jack (che dopo averti aperto la porta, probabilmente ti avrebbe comunque lasciato a dormire sul pianerottolo)?;-)

     
  • At 5:17 PM, Anonymous Anonimo

    ...imbroccato tutto e senza nemmeno accendere luci... sai mai si svegliasse il paziente inglese....!
    ... carissima a noi ci piace il rischio, vero?
    Ci vediamo presto presto!

     
  • At 5:24 PM, Blogger Atipica

    Eh lo sapevo.
    Certo che ci piace il rischio!
    Un bacione e a presto

     
  • At 9:17 AM, Anonymous Anonimo

    cavoli quanto ti capisco... è da anni che spero di svegliarmi una mattina con un'idea geniale che mi riscatti, anzi faccia risorgere me e la mia famiglia (perché no!), da queste miserie a cui sono inevitabilmente costretta. Tutta la vita alla ricerca di un'idea, la aspetto. Lo so... è lì, devo solo capire bene dove scovarla...

     
Online Dating

Mingle2 - Online Dating