Insomma, alle 10 e 30, oggi, stesso copione di sempre: trillo della campanella interna, forsennata ricerca della banana/mela nella borsa, constatazione desolata della dimenticanza, conclusiva resa incondizionata ai crackers di compensato.
Fatto sta che mentre mangio placida, La Bara emette uno dei suoi stridii tipici, quelli con cui annuncia un imminente rompimento di coglioni.
"Benedetta, insomma!"
"Eh, che c'è? cos'ho fatto?"
"Fai troppo rumore!Mi fa veramente senso come addenti quei crackers!"
"Ma sono duri come il marmo!"
"Una vera signora non fa mai rumore quando mangia!Se per caso sei a cena con delle persone importanti, non puoi mica fare quel rumore!"
(Sì, signorina Rottenmaier!)
"Oh beh, io ceno solo con il sottoproletariato urbano, dovresti saperlo!"
"A volte mi meraviglio di quanto sei scontata e dozzinale"
Pronuncia quest'ultima frase stringendo gli occhi a fessura e abbozzando una smorfia che, nelle intenzioni, dovrebbe essere un sorriso. La Bara ha una caratteristica: quando sorride gli occhi formano una specie di mezzaluna ornata da una griglia di rughette, la testa si inclina leggermente a destra alla ricerca di un voluto effetto femme fatale, il naso si arriccia e gli angoli della bocca si piegano all'ingiù. La posa è così studiata che l'effetto, nel complesso, è una sensazione di freddo intenso accompagnato da brividi lungo la colonna vertebrale. Sembra una maschera del teatro dei pupi. E' questo che pensavo, mentre lei mi dava della dozzinale: questa donna non sa sorridere. E, di sicuro, è peggio che essere dozzinali e scontati.
Ora, tanto per stare tranquilla, alzi la mano chi riesce a mangiare un integrale Misura senza svegliare tutto il condominio.










Concordo con l'avversione al Nesquik, scegli bene e scegli Banania, la versione francese più solidale e imbananita (però c'è lo stereotipo del negretto sul pack, vabbé). Ah, a cena con le persone importanti minimo si rutta. Rutto tonante autostima galoppante. A me, l'ex director creativ di sticaz mi scroccava il caffè dalla chiavetta. E vabbé anche qui, che vuoi siam genovesi...