02 gennaio 2008
Ed eccovi, signore e signori, l'Anno Nuovo.
Pieno di speranze.
Serenità.
Soldi.
Lavoro.
Soluzioni.
Anno nuovo, vita nuova.
Sono due giorni che ricevo e dispenso auguri sobri, melensi, scherzosi, tiepidi, affettuosi. Auguri in tutte le salse, io che a Natale poco ci mancava che m'impiccassi a un palo della luce. E non devo essere l'unica: stamattina la gente sull'autobus aveva la faccia meno incazzata del solito. Ok, lo zucchero nei panettoni e qualche giorno di ferie, ma il merito di questo clima di speranza dai toni leggermente maniacali è soprattutto suo, miei cari, dell'Anno Nuovo, la panacea di tutti i mali. Quello che dovrebbe dispensare ogni ben di dio senza distinzioni di sesso, genere, età e ceto sociale per il solo fatto di essere il 2008 e non il 2007. Come dire che io il 24 marzo ho trentun anni e sono una sfigata precaria, poi però vado a dormire e quando mi sveglio il giorno dopo addio sfiga, addio precarietà, addio anonima sofferenza psichica, addio paturnie, addio sconfitte, addio povertà, addio tutto. Perché? Beh, perché gli anni sono diventati 32: cambiare il numero dell'unità cambia la vita, non lo sapevate?
E il bello è che ci si crede, signori, davanti a quel "meno quattro, meno tre, meno due..." che l'anno nuovo sarà una cornucopia di trionfi e felicità, un tripudio si soluzioni di problemi decennali, la svolta tanto attesa insomma. Poi arriva il due gennaio che è identico tale e quale sputato al due gennaio dell'anno precedente che, in linea di massima, è a sua volta identico a quello dell'anno prima ancora. Allora ho capito il senso di queste feste inquietanti: fissare una data simbolica per la chiusura del bilancio, una scusa per voltare pagina o almeno raccontarsi di averla voltata. Poi il giorno dopo si ricomincia con la stessa vita di sempre, quelle giornate del cazzo che per quanto t'impegni non riesci mai a ricomporre, come il Cubo di Rubik, che al massimo fai tre facce e poi cominciano i casini. Però è la speranza che conta, sennò Paolo Fox finirebbe a raccogliere le olive, invece di smerciarla a poco prezzo in tivvù. E pure tagliata male.
Però mi domando, perché se questo giochino funziona dalla notte dei tempi con la quasi totalità del genere umano, con me s'inceppa? Perché, invece della speranza, mi viene l'angoscia?
Beh, dai, cin cin.
 
co.co.prodotto da Atipica at 3:38:00 PM | Permalink |


14Commenti


  • At 7:05 PM, Blogger Biassanott

    ma sozzia Benny...
    m'agriva che le coze ti vadano di zfiga, però poi... giovane, carina, intelligente... sicura di essere così sfigata? Si tende a festeggiare sperando di avere un'opportunità, ma in generale è bello POTER sperare in qualcosa, per cui... BRINDISI !!!
    "... e che non ci manchi mai tutto quello che desideriamo..."
    e che ti vada tutto di gran culo nel 2008 (continua a scrivere però...)

    Bacetti
    Robby

    (e pubblicare "le avventure della piccola Benny"? chissà...)

     
  • At 10:39 PM, Blogger Atipica

    ma sai cosa, che alla fine a me il 2007 non m'era neanche sembrato così orrendo. da qui l'angoscia, che chi lascia la strada vecchia per la nuova...o forse, robby, il fatto è che più il tempo passa e meno capisco e alla fine mi pare che non è così che dovrebbe andare...però grazie, per il giovane, per il carina e per l'invito a continuare a scrivere. lo farò, perchè ormai non credo che riuscirei a tirare avanti senza il blog. e magari prima o poi gli dedico anche un post, a questo blogghettino...
    cin cin e buon anno
    ;-)

     
  • At 9:50 AM, Anonymous Anonimo

    Guarda, per sicuro siamo almeno in due, ma ho come il vago sospetto che si sia in realtà molti di più lì fuori...

    In tanti a cui era stato prospettato il mondo, da una generazione precedente che forse davvero sperava che le cose sarebbero andate crescendo e migliorando com'era successo a lei...e invece noi si stà stretti in quello che c'è, e a volte mi sa che ci troviamo stretti tra il renderci conto che quello che c'è, per quanto poco, è meglio di nulla, e il sognare/pensare/desiderare qualcosa di più e di diverso...che magari non sappiamo nemmeno bene cos'è...

    O forse sovrappongo le mie riflessioni di inizio anno a quello che scrivi (molto bene tu) e mi sbaglio...

    Ma almeno, tu, un sogno ce l'hai?

     
  • At 10:10 AM, Blogger Atipica

    Yes, caro Sibok, un sogno ce l'ho. Anzi più d'uno. Però è un sogno, che è diverso dal desiderio perché quando lo definisci sogno sai già che non lo realizzerai. O quantomeno sai che la sua realizzazione non dipende tanto da te e dalla tua volontà, ma dal tanto amato/temuto fattore Q. O dio Culo, se preferisci.
    E per quanto riguarda l'anno nuovo, desidero solo che sia diverso dal precedente. Anche se il 2007 non è stato così male, l'unica cosa che temo è rivivere sempre le stesse cose, le stesse giornate. La mia più grande paura, immagino, è che la vita si pianti, si areni, nella ripetizione costante di azioni identiche.

     
  • At 10:40 AM, Anonymous Anonimo

    E, come ha detto il mio psicologo ieri sera, la tua "vis" desiderante, dov'è? E soprattutto tu cosa stai facendo, se non ancora per realizzare, almeno per indirizzarti verso quella realizzazione?

    Un anno diverso...si ma diverso come? Capisco quello che dici sul fattore "Q" ma tu, l'unico essere della Terra sul cui comportamento hai potere e responsabilità, di diverso, cosa stai facendo?

    Sono l'ultimo a poter dare consigli in merito, ma una cosa è vera: "se non sai dove stai andando, ti troverai sicuramente da un'altra parte"...

    (più che altro, mi dispiace vedere qualcuno nelle mie stesse condizioni... :)

     
  • At 11:19 AM, Blogger Atipica

    Ecco si appunto, cosa faccio? Scrivo il blog e con buona probabilità disperdo energie in attività molteplici...Quindi mea culpa, mea massima culpa. Però ecco, non so se è così vero che sul nostro comportamento abbiamo potere. Il contesto, la visione parziale del contesto in cui ci si muove che ciascuno di noi ha, le sovrastrutture interpretative, le ragioni inconsapevoli che non riusciamo a comprendere e dunque a gestire...io non ho una visione razionalistica dell'essere umano, che tendo a percepire un po' in balia di se stesso e della sua luna nera, nè della sua psiche e credo che le possibilità della sola volontà razionale di determinare il nostro comportamento siano effettivamente al di sotto del 40%, stima ottimistica. E immagino che questo non aiuti, isn't it?

     
  • At 12:13 PM, Blogger Biassanott

    beh... a questo punto non vedo altra alternativa se non rivolgersi alla popolarissima saggezza bolognese, che recita il detto che nella vita... "ai vòl occ, gàmba e bùs dal cùl...", ovvero "occhio, gamba, fattore Q", ovvero "talento, volontà, destino propizio"...
    "occ, gàmba e bùs dal cùl" mi piace di più però :o)

     
  • At 12:16 PM, Blogger Atipica

    :-))))
    Anche a me piace di più il bolognese: poca teoria e molta pratica. Adoro i bolognesi...

     
  • At 2:32 PM, Anonymous Anonimo

    Partiamo da cose basiche: per fare qualcosa di decente in questo nuovo anno mi sono messa lì carta e penna e ho stilato un elencuccio di 4 cagate che potrebbero migliorarmi la vita. L'ho fatto oggi. Penso di appendelo e di dargli un occhio tutti i giorni. Meggiu che ninte, si dice in genovese...

     
  • At 5:37 PM, Anonymous Anonimo

    Certo, la storia della mosca e dell'elefante la conosco anche io (se non te l'hanno mai raccontata fai un fischio)...

    Condivido in parte quello che dici: è ovvio che ognuno di noi abita una mappa del mondo diversa da quella degli altri.

    Il punto è un'altro: la mia mappa che approssimazione ha?
    I miei schemi mi permettono ampie vedute o mi tengono rinchiuso in comportamenti rigidi ed immutabili?
    Le distorsioni che "naturalmente" ho, e che non posso non avere, mi aiutano ad essere felice?

    E se non posso certo obbligare il mio grafico ad essere carino e gentile ed disponibile, posso almeno dispormi io in maniera che una risposta sgarbata non mi turbi più di tanto? E se non posso farlo io, chi può/potrebbe/potrà mai?

    In PNL diciamo che un obiettivo ben formato è quello che è sotto la propria esclusiva responsabilità: ad es. non posso avere come obiettivo quello di ricevere 20 proposte di lavoro nella prossima settimana. Posso però darmi l'obiettivo di mandare 20 cv.

    Poi deve essere realizzabile nelle condizioni in cui sei: non posso darmi l'obiettivo di tornare a 19 anni e fare un'altra uni. Però posso darmi l'obiettivo di fare 40 pagine al giorno di anatomia. Anzi no, perchè non è realizzabile visto che lavoro 10 ore al giorno e la sera sono cotto. Però posso darmi l'obiettivo di fare 4/6 pagine e una decina nel weekend.

    E così via.

    Alla fine di questi piccoli aggiustamenti, mi troverò con 80cv mandati e 120 pagine di anatomia fatte al mese.

    Oppure posso continuare a piangere sul latte versato.

    Che ne pensi? :P

    Sono certo che troverai un monte di piccole cose che messe insieme possono darti una prospettiva diversa sul nuovo anno, e costituire piccoli passettini verso il tuo sogno.

     
  • At 6:18 PM, Blogger Athaualpa

    cambiare si puó. Bisogna solo essere disposti a perdere davvero.

     
  • At 6:23 PM, Blogger Athaualpa

    "just bored" é la migliore.

     
  • At 3:12 AM, Anonymous Anonimo

    Anno Nuovo Vita Nuova? Pugnette! Salvo rarissime eccezioni, obviuslì. Sibok ha CENTRATISSIMO la questione. L'anno nuovo non è la prima settimana di Gennaio, ma arriva al 31/12. Un sacco di tempo. Ne dormiamo un'ottima parte, magari non a letto, che ci farebbe anche meglio, ma in piedi a far sempre le stesse cose, se preferite ce lo fumiamo (liseergiicooo e relacs!), ma tant'è, lo spendiam a fare quell'insieme di cose che ci permettono in un modo o nell'altro di continuare a far parte dell'insieme di individui e che a lungo andare diventano noia (rutin, dice il fighetto checoltivo nel solaio) e finiscono col perdere, per noi, significato. Quindi nello scarso tempo che ci resta per approdare al livello successivo (PAAAACMAAAN!) occorrerebbe avere un'idea non voglio dire precisa, ma almeno una bozza, un'ombra, il segno del costume di un piano di battaglia. E qui Zilviett ha fatti BINGO! Ottima idea i buoni propositi per i 366 a venire. Mi ci metto anch'io. Se non ci mettiamo un pò del nostro difficilmente apparirà qualcuno a cavarci dal buco. Sarebbe facile, ma se in salita non si facesse fatica, arrivare in cima all'Everest sarebbe un filino deludente, perchè qualche saggio mutuato poi in uno spot penso abbia sostenuto che non è solo il punto d'arrivo che conta, ma anzi è come ci sei arrivato che fa la differenza. Io a piedi.

     
  • At 10:00 AM, Blogger Atipica

    E vabbè, avete ragione, elaborerò l'ombra di un progetto. E' che a me, la parola progetto, mi sta un filino antipatica. Ma ci provo, ok, ci provo. In cima mi sa che io ci arrivo in bici, ma una di quelle pesanti, vecchie e nere. Senza marce. Quindi ci arrivo con i polpacci un filino ipertrofici...

     
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