31 gennaio 2008
Il 2008 è bisestile e, come tale, secondo le incrollabili convinzioni di mia nonna, ciò basta a sostenere che sarà un anno foriero di iella nera. Io non sono granché superstiziosa, ma l'osservazione empirica e il metodo scientifico a cui sono tanto affezionata, stando al mese di gennaio, danno ragione a mia nonna.
Capodanno è stato flagellato da una caghetta furibonda; il secondo week end di gennaio è stato reso indimenticabile dalle paturnie isteriche di SS; il terzo allietato dal funerale di SS Senior e dal disgusto nel vedere i miei simili genuflettersi davanti al feretro, baciare il cadavere, piangere come agnelli portati al macello in omaggio alla potenza terrena e agli sghei del caro estinto del quale, personalmente, non importava un accidenti a nessuno. E il quarto, siore e siori, funestato dall'invasione del monolocale da parte dei cari genitori con tutto il loro corredo di gravi nevrosi e problemi coniugali dei quali ho il grande privilegio di essere l'unico capro espiatorio.
Ora però, siccome l'ottimismo è sale della vita e la speranza è l'ultima a morire, lunedì scorso me ne vo tutta baldanzosa dal gastroenterologo, finalmente decisa ad avere ragione della colite che da anni regna sovrana nelle mie viscere. E vabbè, direte voi, di colite non è mai morto nessuno. Vero, risponderò io, ma quando, dopo qualche tempo, vi rendete conto che la prima cosa che valutate di un posto è la raggiungibilità del cesso, vi assicuro che la cosa smette di essere divertente. Comunque, dicevamo, il gastroenterologo. Dopo le domande di rito, che vi risparmio, costui comincia a toccarmi la pancia e il sorriso gli scompare dalla faccia. "Sì, l'intestino è davvero irritato" dice scrollando la testa rassicurante
"Già"
"Mmmm" mugugna pensoso
"Dunque?"
"Mmmmm"
"Quindi?"
"Quindi lei che lavoro fa?"
Rispondo, brevemente e senza lamentele, giuro.
"Ah!"
"Qualcosa nel suo lavoro la rende nervosa? Pensa di essere un po' stressata?"
Rispondo.
"Mmmmm" mugugna di nuovo, sempre senza sorridere. Infine si decide e comincia a scarabocchiare qualcosa su un foglio. Quando comincia la terza pagina di geroglifici, mi insospettisco e domando: "Dottore, cos'è?"
"La lista di analisi che deve fare"
"Ah! e perchè?"
"Perché io sono convinto che il disturbo sia riconducibile a forti stress e a un disturbo di ansia, però devo escludere altre eventualità"
"..." lo guardo e attendo che mi spieghi cosa intende con altre eventualità.
Silenzio.
"Eventualità...non gravi, vero?"
"No, non gravi"
"Quindi?"
"Mmmm"
Cazzo, perchè non la smette di muggire e non mi dice quali sono le altre eventualità?
"Dottore, quali eventualità vorrebbe escludere?"
"Beh, la celiachia, tanto per cominciare. Allergie ad alcuni cibi. Il Morbo di Crohn, anche"
"Il Morbo di...chi?"
"Il Morbo di Crohn" ribadisce, serafico.
Ora, io non ho la più pallida idea di cosa sia questo Morbo di Crohn, ma non suona niente bene, proprio no. In ogni caso non ho provato nemmeno a farmi spiegare cosa fosse dacchè avrei dovuto sopportare un'altra serie interminabile di muggiti perplessi che proprio non me la sono sentita di autoinfliggermi.
Riassumendo: dopo tre settimane da dimenticare, il mese di gennaio si conclude con una diagnosi di follia da precariato che ha scelto, per manifestarsi, una poco nobile irrequietezza intestinale. Le alternative alla follia paiono essere un disturbo ignoto dal nome agghiacciante o una fastidiosa celiachia che mi costringerà a rinunciare ai cibi che contengono glutine, ovvero pane, pasta, pizza, tigelle, piadine, brioches. Praticamente le uniche cose che mangio.
Un buon bilancio, per il primo mese dell'anno. Non oso immaginare cosa potrebbe succedere nei prossimi undici.

 
co.co.prodotto da Atipica at 10:22:00 AM | Permalink |


18Commenti


  • At 3:28 PM, Anonymous Anonimo

    Io non sono superstizioso, perché ad essere superstiziosi "porta male".

    E. de Crescenzo

     
  • At 3:41 PM, Blogger Atipica

    Grande MkFindus e grande De Crescenzo...
    ;-)

     
  • At 3:43 PM, Anonymous Anonimo

    Insomma, o le tigelle, o il lavoro?

     
  • At 4:05 PM, Blogger Atipica

    direi di si, ma se rinuncio alle tigelle dopo si che sarò stressata...

     
  • At 11:34 PM, Anonymous Anonimo

    Beh, una cosa simile è capitata pure a me. Atipica, ti posso linkare? Ho un blog fresco fresco...

     
  • At 11:35 PM, Anonymous Anonimo

    L'indirizzo � bitletteratura.blogspot.com

     
  • At 4:44 PM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Vivi la tua flessibilità meglio, anche il tuo fisico ne gioverebbe.

    PS
    Ma i genitori un piccolo hotel da 30 euro a sera non se lo potevano davvero permettere? Noi non ci saremmo fatti occupare casa.

    :-)

    Un abbraccio.

     
  • At 5:28 PM, Blogger Atipica

    @Prime; ti prego, illumina me e i lettori di questo blog su come si vive la flessibilità al meglio. Ti assicuro che siamo ansiosi di sentire cos'hai da dire in proposito...
    Nemmeno un posto letto in una camerata da dodici in ostello costa 30 euro a notte. Non a bologna, almeno. Non devi essere uno che viaggia perecchio, eh prime?
    Toglimi una curiosità: perché usi il plurale maiestatis? ti senti un po' papa?

     
  • At 5:29 PM, Anonymous Anonimo

    bè io di colite ne so qualcosa..
    non sono mai morto, è vero, però è una vitaccia!

     
  • At 5:36 PM, Anonymous Anonimo

    Sentite... io che mi sento piccina piccina e sola sola e non uso il plurale e vivo la precarietà come una forma di malattia psichiatrica, che cosa devo fare? Vivo in 18 m2. Che cosa si deve fare? Al massimo fasciare gli spigoli di gommapiuma.

     
  • At 6:23 PM, Blogger Atipica

    @Madison Fallen: una vitaccia davvero...
    @Zilviet: beh, qualcosa da fare ci sarebbe: per esempio, potresti cominciare a sostituire il termine precariato con flessibilità, per acquisire una nuova prospettiva, positiva a positivista sulla questione. Poi quando ti fanno lavorare 60 ore la settimana invece di 40 senza pagarti una lira di straordinario, puoi convincerti che il datore di lavoro in realtà ti sta concedendo l'opportunità di dimostrare quanto vali e di crescere professionalmente. Quando chiederai l'aumento e ti rideranno in faccia, ricordati che lo fanno per stimolarti. E quando ti faranno coriandoli del tuo contratto perché sei incinta, sappi che loro vogliono solo darti l'opportunità di essere una buona madre. E ora su, invece di perdere tempo a fasciare gli spigoli, mettiti davanti allo specchio del tuo monolocale da 18m2 e ripeti "Sono una libera professionista, la flessibilità è una grande occasione, sono una libera professionista, sono una libera professionista"...Prova, c'è chi sarebbe pronto a sostenere che funziona.

     
  • At 9:54 AM, Anonymous Anonimo

    Fantastico: io ieri sono rimasta a casa a farmi di buscopan. Sarai mica contagiosa??? ;-)

     
  • At 10:15 AM, Anonymous Anonimo

    Se ti puo' consolare, il mio medico mi ha detto che al giorno d'oggi la maggior parte della gente ha il colon irritato, e nemmeno lo sa...
    clarke

     
  • At 10:15 PM, Anonymous Anonimo

    io cerco di vivere la mia flessibilità al meglio, come stamane.
    Frase del mio responsabile su di me riferitami da alcuni colleghi vicino: "io questo lo stronco, non lo faccio più lavorare (ndr abbiamo turni anche di zero ore) così vediamo se rompe ancora i cogl*".
    In mia presenza era normale.
    Però vivere al meglio sotto un tizio che ha diritto su di te "di vita e di morte lavorativa" quasi istantanea non è facile.

     
  • At 12:14 AM, Anonymous Anonimo

    PROFILO PSICOLOGICO della persona che soffre di COLITE -
    Il genere la persona che soffre di colite è una persona accurata, sensibile, suscettibile ma incapace a reagire, non è in grado di gestire la propria aggressività, ha un misto di modestia e di narcisismo, è una persona passiva ma che ha anche molte ambizioni, è riservata, sessualmente inibita, con un grande bisogno di amore e conseguente terrore di perderlo. In genere le crisi colitiche si manifestano in seguito a situazioni rischiose, o in periodi di preoccupazione sentimentali ed economiche Lo spasmo del colon significa il tentativo di trattenere le figure chiave simbolicamente incorporate per garantirsene la protezione.

    tratto da http://www.erboristeriaedaltro.com/COLITE.E%20FITOTERAPIA.html

    questa definizione mi ha lasciato di ghiaccio. mi ritrovo abbastanza..

     
  • At 1:56 PM, Anonymous Anonimo

    Cominciamo con il giusto entusiamo!

     
  • At 7:29 AM, Anonymous Anonimo

    oh, ecco.
    Io CONOSCO il morbo di chron, nel senso che era stato diagnosticato ad un mio amico (suscitando grande ilarita' in tutti e rendendolo lo zimbello del gruppo, devo ammetterlo... eh ma con quel nome!!!).
    Ma pare che alla fine, comunque, fosse solo stress/ansia/colite/ecc.

    Ah, e ho anche svariate amiche con il colon irritato/attorcigliato/sbudellato.

    Quindi ecco, magari non ti tira molto su, pero' credo che il morbo di chron sia solo lo pseudonimo con cui chiamano lo stress per mettere paura, e la faccenda colon ormai e' talmente abusata da non fare piu' notizia nemmeno per i dottori.

    Per la celiachia, ti auguro solo di NO.

     
  • At 10:23 AM, Blogger Atipica

    @Spikette: mal comune, mezzo gaudio!evviva i crampi comunitari...;-)
    @Clarke: oggi chi si capisce qualcosa è bravo: un sacco di gente soffre di colon irritabile e non lo sa, di depressione e non lo sa, di ansia e non lo sa. Alla fine l'unica cosa certa è che un sacco di gente soffre.
    @Anonimo Milano: ma come, non sei capace di vivere la flessibilità al meglio? non ti senti uno che ha grandi opportunità, quantomeno la grande opportunità di sapere come se la passa uno che lo prende nel didietro tutte le mattine? la grande opportunità di essere sfruttato e vessato da uno che, come giustamente dici tu, ha potere di vita e di morte professionale su di te? Maddai, sei proprio un pessimista!!!
    @Madison Fallen: aggiacciante! ma chi l'ha scritta 'sta cosa, Freud? Come ha fatto? Chi è, lo voglio conoscere...E, sigh, purtroppo anch'io mi ci riconosco abbastanza.
    @Dania: ecco, appunto, l'entusiasmo. Dove lo vendono?
    @Alabama: ho concluso che preferisco essere matta che affetta dall'ignoto Morbo di Crohn o celiaca. Anche perchè l'unico celiaco che ho conosciuto era una pazza furibonda che si nutriva solo di zucchine lesse e gallette di riso a fronte di 10 ore di sport vari la settimana ed era secca come un chiodo e isterica come una gatta in calore. No, io non voglio diventare così. Depressa si, isterica no.

     
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