12 gennaio 2008
Sono in ufficio. E ora vi spiego perché.

Questa notte La Bara riceve da SS un sms di questo tenore: "
Benedetta con articolo XXX ha passato il limite di ogni possibile pazienza. Mandala sabato 12 gennaio a rifarlo. Lo attendo entro e non oltre le 13. Poi dopo il controllo, dovrà rimandare la stesura definitiva entro le 15. Non ci sono deroghe. Se non la trovi correggilo tu, è la prova della sua trascuratezza e/o superficialità. Avvia la selezione dei candidati."

Per capirci: l'articolo in questione è una banale marchetta. L'ho redatto copincollando i pezzi di due comunicati, come mi è stato ordinato, dal momento che i comunicati sono stati visti e approvati proprio da chi riceve la marchetta. Ho cercato di amalgamare il più possibile le due parti, ma dalla fusione di due comunicati scritti da persone diverse (che, detto tra noi, non hanno manco una gran dimestichezza con la penna) e rimaneggiati da una terza - e pure poco sennò il cliente s'incazza - cosa dovrebbe saltar fuori, secondo lui, Il Castello di Kafka? Ovvio che non lo sottoporrei a nessuno per dimostrare le mie capacità di scrittura, ed è leggittimo che si possa non considerarlo un pezzo che farà la storia del giornalismo italiano. Sempre ammesso che chi giudica abbia le competenze necessarie per riconoscere i pezzi che fanno la storia del giornalismo italiano, cosa di cui, in questo caso specifico, dubito.
Comunque facciamo così, leggetevelo.

Per la prima volta il Motorshow di Bologna, la più importante kermesse dei motori in Italia, ha affrontato il tema della sostenibilità ambientale lanciando, insieme con XXX1, l’iniziativa XXX - coordinata in collaborazione con il XXX e la rivista XXX - che riunisce le maggiori aziende italiane produttrici di impianti ecologici per veicoli in After Market. L’impegno del gruppo XXX all’interno del progetto XXX nasce dalla consapevolezza dell’importanza ambientale delle scelte di chi opera nel settore dei trasporti che incide per il 18% sul totale mondiale delle emissioni di CO2. XXX ha inoltre contribuito all’organizzazione del convegno dedicato a Il futuro della mobilità. Cittadini, consumatori, utenti: gli orizzonti possibili della mobilità urbana tra ecologia e bisogni, un’importante occasione per stimolare un confronto costruttivo tra produttori, operatori professionali, mondo della ricerca ed istituzioni.

XXX1 aderisce inoltre alla Campagna SEE (Sustainable Energy Europe) promossa dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione Europea, impegnandosi a rinnovare sistematicamente la sua flotta e ad utilizzare energia rinnovabile, lampade a basso consumo e pannelli fotovoltaici. In quest’ambito rientra anche l’accordo con XXX per la sperimentazione del nuovo EuroCargo Ibrido e del Daily elettrico esposto al Motor Show.

"Noi di XXX1” ha commentato Stefania Lallai, Responsabile Comunicazione & CSR di TNT Express Italy “abbiamo interpretato il Motor Show come una vetrina dinamica, il punto d'incontro ideale tra aziende e giovani generazioni. Il Progetto XXX è stato infatti lo sfondo ideale per il lancio del programma globale di riduzione delle emissioni di CO2 – il progetto "YYY” – messo a punto dal nostro Gruppo. La declinazione pratica di questo progetto in Italia è senza dubbio la partnership con XXX che ha inserito XXX1 nelle 10 aziende impegnate nel programma ambientale "10 x 10".

XXX1 si è quindi dichiarata “pienamente soddisfatta del riscontro che il progetto XXX ha avuto sia in termini di condivisione di progetti e di impegni concreti che di sensibilizzazione sul tema ambientale: intendiamo quindi proseguire insieme con l'organizzazione del Motor Show, sul percorso dell'impegno ambientale, che qui ha avuto uno splendido avvio".

Considerate anche che l'articolo è per la nostra rivista - che non legge nessuno - e che la succitata rivista che non legge nessuno andrà in tipografia, se tutto va bene, tra due settimane. Per queste ragioni ritengo che il pezzo potesse essere riscritto lunedì. E che anche gli insulti, le minacce e la decisione di licenziarmi potessero essere esplicitati durante le quaranta ore settimanali in cui è previsto che io lavori. Invece no, perchè sennò dove sta il gusto? Così questa mattina alle dieci vengo svegliata da una telefonata del Feretro medesimo che mi riferisce l'sms omettendo la minaccia di licenziamento. Come c'è da immaginare, vado su tutte le furie e solo per evitare che lei che, in questo caso non c'entra nulla, sia costretta a rinunciare al sabato, acconsento ad andare in ufficio. Alle cinque, preciso, perché prima non posso proprio.
Il Feretro si offre di riferire a SS.
Dopo mezz'ora entra in scena la Kapò che mi inoltra l'sms che stanotte SS ha mandato a La Bara, e che io vi ho riportato, dietro esplicita richiesta del Pazzo in persona. A questo punto perdo il lume della ragione e telefono al Sadico che, siccome oltre che sadico è codardo, non mi risponde, pur continuando a inviare messaggi con insulti diretti a me sul telefono de La Bara e della Kapò. La decisione di andare in ufficio alle cinque viene prontamente sostituita dalla decisione di non andarci affatto che, affanculo la precarietà, la mia dignità non è in vendita.
Seguono quattro ore di continue telefonate da parte di tutti i colleghi. Telefonate che invitano a essere ragionevole, telefonate minacciose, telefonate scocciate per la mia presa di posizione che gli impedisce di godersi in santa pace il week end (perchè il pazzo, che a me non risponde, nel frattempo ha spaccato i coglioni a tutti minacciandoli che, se io non fossi andata in ufficio, ci sarebbero andati di mezzo loro).
Telefonate.
Telefonate.
Telefonate.
Infine mi rompo i coglioni e decido che, in fondo, ciò che conta è metter fine a questa giostra di cazzate. Esco di casa, attraverso Bologna sotto una pioggia torrenziale, e ora sono qui. Mi consolo pensando che almeno non ho ubbidito come una pecora, che l'ho irritato e gli ho rovinato la giornata come lui ha fatto con la mia perché odia, lo so per certo, che uno di quelli che lui considera i suoi servi della gleba si permetta di alzare la cresta. Ma è una consolazione da poco. La verità è che ho ceduto e, alla fine, davanti al ricatto di restare senza la seppur misera pagnotta mensile, mi sono lasciata umiliare. E ho venduto proprio quella dignità che volevo tenermi stretta.
E' per questo, e non perché sono qui, che adesso mi sento sconfitta.
Riprendiamoci i nostri diritti, riprendiamoceli in fretta e, una volta che ce li siamo ripresi, difendiamoli con qualunque mezzo da chiunque voglia metterci le mani sopra. Perché se ci lasciamo somministrare queste dosi di abuso diventeremo ciò che loro vogliono farci diventare: rabbiosi, frustrati, incarogniti con tutti, pronti a comportarci nello stesso modo, se non peggio.
E, mentre ce li riprendiamo, io mi trovo un altro lavoro. Stavolta per davvero.



 
co.co.prodotto da Atipica at 3:22:00 PM | Permalink |


9Commenti


  • At 2:16 AM, Anonymous Anonimo

    Se è tutto vero, considera la possibilità che sia pazzo davvero o faccia uso di qualcosa. E se lui è sotto pressione per via dei creditori...
    Stai attenta.
    Goditi la domenica, e spegni il cellulare.
    Mi spiace non poterti essere d'aiuto.
    Cazzo, (scusa), meriteresti qualcosa di meglio o anche solo qualcosa di normale.
    Quando potrai fai un salto al sindacato prima del licenziamento che prima o poi, per scelta tua o sua, avverrà.
    Un grosso in bocca al lupo. Ciao.
    anonimo-milano.

     
  • At 2:53 AM, Blogger Biassanott

    brava! ma ricordati... chi lascia la strada vecchia per la nuova... spesso si trova benissimo!
    :oP

    bacetti
    Robby

    P.S.: emobbbasta... appena riesci... vai... questi hanno VERAMENTE cotto il razzo...

     
  • At 12:12 PM, Anonymous Anonimo

    Mi dispiace molto. Ma non sentirti umiliata: non è facile difendersi quando sei, oggettivamente, la parte più debole perché non tutelata. Un salto al sindacato lo farei anche io. Almeno per rovinare a questi indegni esseri umani una lunga sequenza di fine settimana. In bocca al lupo.

     
  • At 10:08 AM, Anonymous Anonimo

    mi raccomando, tieni in memoria la sequela di sms offensivi, che ti intimavano di andare in ufficio, a fare la tal cosa alla tal ora (alla faccia del lavoro autonomo!!). Io al sindacato, anzi al Nidil, qui a Bologna ho fatto un salto e scoperto che ci sono tanti begli estermi per una denuncia: basta appunto archiviare e tenere il materiale incriminante.Così, quando davvero non ne potrai più, come ultimamente la sottoiscritta, potrai almeno tentare di rompere un po' le palle a loro... La legge 30 offre ben poche tutele, ma il punto è che molti, troppi, datori di lavoro si son fatti prendere la mano e agiscono in violazione anche di questa (che pure garantirebbe loro ampi margini di manovra). In bocca al lupo.

     
  • At 11:28 AM, Blogger Atipica

    @Anonimo: lui E' pazzo davvero. Ma io sono stanca di farmi rovinare la vita da un pazzo.
    @Baissanott: altrochè se lo hanno rotto. Guarda stamattina sono qua ma sono furibonda, se potessi prenderei distruggerei a sprangate l'ufficio.
    @Spikette: conservo conservo. L'sms che lui ha voluto che la Kapò mi inoltrasse è gelosamente custodito nel mio cellulare. Gli altri li ha mandati ai colleghi perchè me li riferissero. E' pazzo, ma sa che quelli non avrebbero mai neppure il coraggio di guardarlo in faccia, figurati se non cancellano gli sms.
    Comunque un salto al Nidil lo faccio e l'sms che ho me lo tengo stretto.
    @Elianto: infatti cercherò di rompere le palle a loro...perchè davvero, se già si attenessero a quanto permesso dalla legge Biagi, starebbero comodi. Che si allarghino addirittura di più mi sembra troppo.

     
  • At 12:06 PM, Blogger Galloz

    Cambia lavoro ma non te..ok?
    Ho bisogno di certezze cazzo.
    Galloz

     
  • At 4:03 PM, Anonymous Anonimo

    Infatti, è proprio questo il punto: come se non bastasse una legge che consente ai datori di lavoro di estendere a più non posso (voledo anche in eterno) il lavoro flessibile, la suddetta norma è lasciata alla libera (e spesso peggiorativa) interpretazione del signolo... e si sa che il buon cuore entra spesso in conflitto con le ragioni del portafoglio... il problema non è più tanto, o solo, la legge 30, ma come quest'ultima viene applicata, usando il contratto a progetto come paravento, o foglia di fico per rapporti di dipendenza di serie B (anzi spesso anche Z).Tutto questo avviene, purtroppo, spesso con la connivenza del sindacato e dei colleghi di lavoro (assunti). Per il Nidil, mi raccomando, prendi appuntamento e porta con te il contratto in essere e quelli passati. Poi inizia a stampare o a girare sulla tua posta elettronica, ogni comunicaziuone "incriminante", tipo input supremi di SS ma anche di colleghi assunti... immagino che tu abbia solo l'imbrarazzo della scelta. E se ci sono colleghe nelle te stesse condizioni, cerca di coinvolgere anche loro.

     
  • At 4:24 PM, Blogger Atipica

    @Galloz:bel commento, grazie, ne avevo bisogno.
    @Elianto: non ho nulla da aggiungere, hai fotografato la realtà con una precisione insuperabile. Il sindacato, s'è detto spesso, cerca di salvare il salvabile e un po' pilatescamente se ne lava le mani; i colleghi sono conniventi perchè, diciamocelo apertamente, un debole in famiglia costretto a dire sempre sì fa comodo.
    Sto cercando di racimolare tutto quello che ho, grazie dei consigli.

     
  • At 12:26 AM, Blogger Unknown

    Ed è anche ora. Eccheccazzo.
    Abbraccio.

     
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