Questa notte La Bara riceve da SS un sms di questo tenore: "Benedetta con articolo XXX ha passato il limite di ogni possibile pazienza. Mandala sabato 12 gennaio a rifarlo. Lo attendo entro e non oltre le 13. Poi dopo il controllo, dovrà rimandare la stesura definitiva entro le 15. Non ci sono deroghe. Se non la trovi correggilo tu, è la prova della sua trascuratezza e/o superficialità. Avvia la selezione dei candidati."
Per capirci: l'articolo in questione è una banale marchetta. L'ho redatto copincollando i pezzi di due comunicati, come mi è stato ordinato, dal momento che i comunicati sono stati visti e approvati proprio da chi riceve la marchetta. Ho cercato di amalgamare il più possibile le due parti, ma dalla fusione di due comunicati scritti da persone diverse (che, detto tra noi, non hanno manco una gran dimestichezza con la penna) e rimaneggiati da una terza - e pure poco sennò il cliente s'incazza - cosa dovrebbe saltar fuori, secondo lui, Il Castello di Kafka? Ovvio che non lo sottoporrei a nessuno per dimostrare le mie capacità di scrittura, ed è leggittimo che si possa non considerarlo un pezzo che farà la storia del giornalismo italiano. Sempre ammesso che chi giudica abbia le competenze necessarie per riconoscere i pezzi che fanno la storia del giornalismo italiano, cosa di cui, in questo caso specifico, dubito.
Comunque facciamo così, leggetevelo.
Per la prima volta il Motorshow di Bologna, la più importante kermesse dei motori in Italia, ha affrontato il tema della sostenibilità ambientale lanciando, insieme con XXX1, l’iniziativa XXX - coordinata in collaborazione con il XXX e la rivista XXX - che riunisce le maggiori aziende italiane produttrici di impianti ecologici per veicoli in After Market. L’impegno del gruppo XXX all’interno del progetto XXX nasce dalla consapevolezza dell’importanza ambientale delle scelte di chi opera nel settore dei trasporti che incide per il 18% sul totale mondiale delle emissioni di CO2. XXX ha inoltre contribuito all’organizzazione del convegno dedicato a Il futuro della mobilità. Cittadini, consumatori, utenti: gli orizzonti possibili della mobilità urbana tra ecologia e bisogni, un’importante occasione per stimolare un confronto costruttivo tra produttori, operatori professionali, mondo della ricerca ed istituzioni.
XXX1 aderisce inoltre alla Campagna SEE (Sustainable Energy Europe) promossa dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione Europea, impegnandosi a rinnovare sistematicamente la sua flotta e ad utilizzare energia rinnovabile, lampade a basso consumo e pannelli fotovoltaici. In quest’ambito rientra anche l’accordo con XXX per la sperimentazione del nuovo EuroCargo Ibrido e del Daily elettrico esposto al Motor Show.
"Noi di XXX1” ha commentato Stefania Lallai, Responsabile Comunicazione & CSR di TNT Express Italy “abbiamo interpretato il Motor Show come una vetrina dinamica, il punto d'incontro ideale tra aziende e giovani generazioni. Il Progetto XXX è stato infatti lo sfondo ideale per il lancio del programma globale di riduzione delle emissioni di CO2 – il progetto "YYY” – messo a punto dal nostro Gruppo. La declinazione pratica di questo progetto in Italia è senza dubbio la partnership con XXX che ha inserito XXX1 nelle 10 aziende impegnate nel programma ambientale "10 x 10".
XXX1 si è quindi dichiarata “pienamente soddisfatta del riscontro che il progetto XXX ha avuto sia in termini di condivisione di progetti e di impegni concreti che di sensibilizzazione sul tema ambientale: intendiamo quindi proseguire insieme con l'organizzazione del Motor Show, sul percorso dell'impegno ambientale, che qui ha avuto uno splendido avvio".
Il Feretro si offre di riferire a SS.
Dopo mezz'ora entra in scena la Kapò che mi inoltra l'sms che stanotte SS ha mandato a La Bara, e che io vi ho riportato, dietro esplicita richiesta del Pazzo in persona. A questo punto perdo il lume della ragione e telefono al Sadico che, siccome oltre che sadico è codardo, non mi risponde, pur continuando a inviare messaggi con insulti diretti a me sul telefono de La Bara e della Kapò. La decisione di andare in ufficio alle cinque viene prontamente sostituita dalla decisione di non andarci affatto che, affanculo la precarietà, la mia dignità non è in vendita.
Seguono quattro ore di continue telefonate da parte di tutti i colleghi. Telefonate che invitano a essere ragionevole, telefonate minacciose, telefonate scocciate per la mia presa di posizione che gli impedisce di godersi in santa pace il week end (perchè il pazzo, che a me non risponde, nel frattempo ha spaccato i coglioni a tutti minacciandoli che, se io non fossi andata in ufficio, ci sarebbero andati di mezzo loro).
Telefonate.
Telefonate.
Telefonate.
Infine mi rompo i coglioni e decido che, in fondo, ciò che conta è metter fine a questa giostra di cazzate. Esco di casa, attraverso Bologna sotto una pioggia torrenziale, e ora sono qui. Mi consolo pensando che almeno non ho ubbidito come una pecora, che l'ho irritato e gli ho rovinato la giornata come lui ha fatto con la mia perché odia, lo so per certo, che uno di quelli che lui considera i suoi servi della gleba si permetta di alzare la cresta. Ma è una consolazione da poco. La verità è che ho ceduto e, alla fine, davanti al ricatto di restare senza la seppur misera pagnotta mensile, mi sono lasciata umiliare. E ho venduto proprio quella dignità che volevo tenermi stretta.
E' per questo, e non perché sono qui, che adesso mi sento sconfitta.
Riprendiamoci i nostri diritti, riprendiamoceli in fretta e, una volta che ce li siamo ripresi, difendiamoli con qualunque mezzo da chiunque voglia metterci le mani sopra. Perché se ci lasciamo somministrare queste dosi di abuso diventeremo ciò che loro vogliono farci diventare: rabbiosi, frustrati, incarogniti con tutti, pronti a comportarci nello stesso modo, se non peggio.
E, mentre ce li riprendiamo, io mi trovo un altro lavoro. Stavolta per davvero.










Se è tutto vero, considera la possibilità che sia pazzo davvero o faccia uso di qualcosa. E se lui è sotto pressione per via dei creditori...
Stai attenta.
Goditi la domenica, e spegni il cellulare.
Mi spiace non poterti essere d'aiuto.
Cazzo, (scusa), meriteresti qualcosa di meglio o anche solo qualcosa di normale.
Quando potrai fai un salto al sindacato prima del licenziamento che prima o poi, per scelta tua o sua, avverrà.
Un grosso in bocca al lupo. Ciao.
anonimo-milano.