26 febbraio 2008
E così ieri vado a Milano per la seconda volta in quindici giorni. Buffo: passi la vita a girare al largo da Milano e a dichiarare "tutto, tranne Milano!", poi un bel giorno ti rompi le palle e decidi che la tua avversione (peraltro condivisa dal 99% degli italiani, fra cui molti milanesi) per Berluscopoli è un granello se confrontata all'odio per il CSM. Così mandi qualche centinaio di curriculum e, all'improvviso, sembra che nel tuo orizzonte non esista altro che quel budello metropolitano nebbioso. Vabbè, dicono che la vita sia bella per questo.
Comunque, parto con l'Eurostar delle 8.16 che dovrebbe arrivare a Milano alle 10. Dovrebbe, perché invece arriva alle dieci e venti, nonostante questa bufala dell'alta velocità te la facciano pagare 30 euro solo andata. E comunque, ritardi a parte, l'eurostar Bologna-Milano delle otto del mattino è un'esperienza che vale ben più di 30 euro. Lì dentro c'è una selva umana di uomini in gessato grigio e cravatta, abbronzatura posticcia, blutooth nell'orecchio e una decina di cellulari ultracostosi a cranio opportunamente schierati sul tavolino. Le poche donne presenti son la versione femminile dell'homo economicus succitato: gessato con gonna, camicetta con scollatura ammiccante, tacchi di quindici centimetri minimo che solo a guardarle ti chiedi come dev'essere la vita di una che si autoinfligge tacchi di quel calibro durante una trasferta. Probabilmente sarebbe capace di condannarsi a bustino e autoreggenti durante un safari nel deserto del Sahara. Neppure il controllore è un vero controllore, ma una velina con méches e trucco da tigre del ribaltabile che, in una casta tenuta da controllore, dispensa sorrisi compiacenti ai manager di turno che al suo passaggio trascurano l'andamento titoli per sbirciarle la scollatura con la discrezione di un camionista.
Appena giunta a Milano, per analogia con la popolazione locale, si comincia a correre furiosamente. Si scende in metropolitana correndo, si acquista il biglietto correndo, ci si precipita sul treno correndo dove si resta in piedi per poter correre fuori appena arrivati alla propria stazione. Lì si consulta la cartina correndo e infine ci si ritrova a destinazione con mezz'ora di anticipo, trafelati come un maratoneta e puzzolenti come un intero gregge di pecore. Ora, siccome in mezzo a tre milioni e mezzo di individui che corrono, uno che sta impalato davanti a un portone viene guardato come uno che piscia in pieno giorno nella piazza del paese, mi viene l'idea geniale di infilarmi in un bar per prendere un caffè. Ed è così che scopro con orrore che in uno stradone pieno di negozi e uffici c'è un unico bar nel raggio di cinquecento metri che detiene il monopolio della ristorazione ed è gestito da un tale con la faccia soddisfatta di chi ha conti segreti in tutti i paradisi fiscali del pianeta. E infatti il caffè lo pago un euro e dieci, alla faccia del libero mercato.
Arriva l'ora del colloquio, approfitto dello specchio dell'ascensore per ricompormi e suono. Mi ritrovo in una sala tutta, e quando dico tutta intendo tutta, soffitto compreso, arancione. Quelli del primo colloquio avevano le pareti che parevano un arcobaleno psichedelico. Qua è tutto arancione e le sedie sono verde mela. Perché? Dico davvero, qualcuno può spiegarmi per quale motivo le agenzie di comunicazione e pubblicità hanno uffici che sembrano asili d'infanzia per bambini ipercinetici?
Il colloquio me lo fa uno dei due titolari dell'azienda. Un tizio di una quarantina d'anni che indossa un semplice golfino grigio, non ha un blutooth nell'orecchio, non digrigna i denti, non mi fa domande cretine. Dopo le solite domande seguite dalle solite risposte, il tizio spara:
"Che tipo di contratto ha al CSM?"
"A progetto"
"Mi scusi, ma sul suo curriculum c'è scritto che lavora lì da settembre 2005"
"Eh si, è così"
"Con contratto a progetto?" e così dicendo inarca il sopracciglio
"S-S-Sì" decido di essere prudente in proposito, ma temo che un lampo di rabbia mi attraversi gli occhi.
"Beh, un po' scorretti: noi non lo facciamo. Su dodici persone solo due sono con contratto a progetto. Lo usiamo all'inizio, per qualche mese, poi se una persona ci piace e decidiamo di tenerla non abbiamo interesse a farla morire di fame e di angoscia"
"..."
"Un collaboratore usurato dall'ansia per la scadenza del contratto e che lavora magari nove dieci ore il giorno senza poter condurre un'esistenza almeno tranquilla finirà col non lavorare bene, non dare il meglio e l'azienda ne risentirà. Non pretendiamo un dipendente felice, ma renderlo infelice non ci conviene e non è nel nostro interesse"
Partono cori di angeli e campanelle natalizie. La stanza si riempie di una luce accecante e io fisso l'uomo che ho davanti, improvvisamente avvolto da un'aura luminosa, con l'espressione delle pastorelle di Fatima davanti alla madonna. Non sono sicura, ma mi pare di aver intravisto due timide alucce spuntare dietro la schiena. Nonostante l'emozione, il mio talento per le quisquiglie non manca di notare che, tra l'altro, neppure una volta l'angelo imprenditoriale che ho di fronte ricorre al termine "risorsa umana". Persone, dipendenti, collaboratori, nessuna asettica, aspecifica, impersonale risorsa umana.
Finito il colloquio me ne torno in stazione, ma non corro. All'una e cinquanta balzo sull'espresso Milano-Agrigento che, per dieci euro, dovrebbe sbarcarmi a Bologna alle 16.08. Nello scompartimento solo io e un tizio sulla cinquantina che, dopo essersi sparato un chilo e mezzo di pane e sopressata, si addormenta russando. Il treno arriva a Bologna alle quattro meno dieci. Due ore, come l'eurostar, ma con 20 euro in meno e senza trilli di Blackbarry.
Dopo una sessione usurante di nuoto, stramazzo sul letto serena come un bambino.
L'ottimismo non una delle mie maggiori qualità e tendo a credere anche stavolta, nell'eldorado milanese della comunicazione dove sono stata oggi, non sceglieranno me. Però sapete una cosa? La scoperta che i datori di lavoro umani esistono e che ne ho avuto uno davanti per quasi un'ora, così reale che allungando una mano avrei potuto toccarlo, per oggi è una soddisfazione sufficiente.
 
co.co.prodotto da Atipica at 12:37:00 PM | Permalink |


57Commenti


  • At 6:53 PM, Anonymous Anonimo

    Sono contenta e incrocio le dita per te. Sai la cosa buffa? A me hanno sempre detto, beh, per il lavoro che vorresti fare tu, c'è o Milano o Roma. E io: Milano? giammai!

    Infatti sono a Roma. :-)

     
  • At 7:04 PM, Anonymous Anonimo

    Ciao carissima! In bocca al lupo per tutto. A me un colloquio di lavoro così mi avrebbe dato un'iniezione di fiducia e spero lo sia stato anche per te. Io tifo Atipica :-)

     
  • At 8:43 PM, Blogger Atipica

    @Spikette: a me hanno sempre detto: per il lavoro che vuoi fare tu devi andare a Milano. E io mi sono ostinata a non provarci neanche. Solo che se su cento curriculum inviati 80 sono finiti a Milano e i venti che restano a Roma, Firenze, Bologna, Genova e Torino, l'idea che se le cose vanno bene finirò fra i lumbard mi pare assai probabile. E' matematica. Roma sarebbe meglio, la primavera a Roma è così bella...
    @Normale:grazie per il sostegno Normale!Infatti è come dici tu. Comunque vada, e incrocio le dita perchè vada bene, è stata un'iniezione di fiducia impagabile. Sono rari, ma ci sono. Ora c'ho le prove!;)

     
  • At 10:43 PM, Blogger Arimondi

    Proprio oggi raccontavo a un collega milanese verace del fatto che se a vent'anni mi avessero detto che avrei lavorato a Milano, avrei cambiato identità.
    Nato a Genova, studi a Bologna, ho lavorato a Roma e ora, guarda caso, lavoro a Milano. Il luogo ti trita facilmente.
    Eppure per chi lavora nella comunicazione, nei media o similari, non c'è molta scelta.
    Complimenti per la scrittura vivacissima. Sono sicuro che sapranno valorizzarti prima o poi (più prima che poi). E ti assicuro che non tutti i posti di lavoro sono come quello di cui ci racconti così bene.

     
  • At 1:25 AM, Anonymous Anonimo

    in boccaallupooo!!!!
    Ore 8.10...amico siciliano all'apertura porte della metrò :"...minchia è scoppiata una bomba?".
    Ancora in bocca al lupo e sulle scale mobili...tieni la destra! :)

     
  • At 1:34 AM, Blogger Alabama

    Eddai!! YES-WE-CAN!! (un po' inflazionato al momento ma efficace)

    Il tuo post di oggi ha reso un po' piu' ottimista anche me...

    In bocca al lupo!!

     
  • At 10:33 AM, Blogger Unknown

    @Arimondi: grazie mille per i complimenti per la scrittura. Io a vent'anni ero assolutamente certa che, pur di non andare a Milano, avrei fatto qualunque cosa. Ma sono passati dodici anni, duranti i quali le certezze, anzichè aumentare sono considerevolmente diminuite. E giuro che se mi ritrovo a Milano abolisco la parola mai dal vocabolario. Sul fatto che il luogo triti facilmente - aihmè - non ho dubbi, basta guardare le facce della gente in metropolitana per rivalutare l'idea di scappare a fare il gelataio sull'isola di pasqua.
    @Anonimomilano: crepi il lupo. Di' all'amico siciliano che io ho avuto la stessa impressione: è assurdo che si possa correre come fate voi milanesi se non si scappa o si insegue qualcuno. Giuro. Bologna in confronto ha dei tempi africani, che è tutto dire.
    @Alabama:Crepi!crepi!crepi! Ti giuro che quand'anche io di pirsona pirsonalmente restassi tutta la vita ai lavori forzati, sapere che ci sono datori di lavoro illuminati come quello m'ha restituito un po' di fiducia.;))))))

     
  • At 10:35 AM, Blogger Atipica

    Ok, sono io quella che ha scritto il commento sopra. Solo che ho utilizzato l'account sbagliato...sorry!;P

     
  • At 10:50 AM, Blogger kabalino

    è difficile immaginare un raggio di sole che si fa largo in mezzo alla nebbia di milano, e invece...
    alla selva umana dell'eurostar preferisco la flora intestinale...
    silvia, in bocca al lupo (credevo ti chiamassi benedetta, pensa te...)
    :)

     
  • At 11:13 AM, Blogger Atipica

    @Kabalino: nono, io mi chiamo Benedetta, solo e soltanto Benedetta. Quell'account è così perché è mio e di una mia amica (conosciuta tramite blog: la Zilviet che commenta qui ogni tanto) e ci serve perché facciamo una cosa insieme e lì riceviamo la posta relativa a quella cosa. Io sono Benedetta...;))))
    Strana la vita eh? cerchi il sole dappertutto e poi lo trovi proprio in mezzo alle nebbie di Milano. La selva umana dell'eurostar è detestabile: mi sento assai più vicina al signore dell'Espresso che s'affettava la pagnotta, sbriciolando dappertutto, aveva un cellulare dell'anteguerra che gli pendeva dalla cintola e in due ore non ha squillato MAI!.

     
  • At 11:21 AM, Anonymous Anonimo

    Apperò, l'avveduto gestore del dipendente, d'arancio soffittato e verde seduto. Scuola New Economy, il giovine, informale e spregiudicato, sa che un'azienda di poche unità coese e stimolate da piccole "gare" interne è più rapida ed efficace di una struttura piramidale che va dal paria a Ra, un pò Google-style come approccio, mi piace proprio, mi da l'impressione di un posto in cui si corra parecchio, ma con una destinazione. In culo alla balena e facci sapere.

     
  • At 11:30 AM, Blogger Atipica

    Il giovine informale me l'ha anche detto: qua si corre parecchio, si cerca di evitare la spremitura continua ma si corre. Madonna se faceva new economy, tu l'avessi visto; faceva anche molto sovrano illuminato (che poi resta che teneva tutti per le palle, ma insomma, almeno era illuminato. Qua sono SS e La Bara a tenermi per le palle, pensa te). beh, speriamo che non scoreggi, la balena, e stai pur certo che se il mo telefono squilla sentite un urlo che ve ne accorgete. Ma c'è da aspettare, mi ha detto che non hanno fretta e avrebbero deciso con calma.

     
  • At 11:35 AM, Anonymous Anonimo

    Vedo che l'archetipo da colloquio ha ormai diffusione globale. Um parev'a me.

     
  • At 11:37 AM, Blogger kabalino

    ah, ecco...lo dicevo io...benedetta in bocca al lupo allora...
    ed evviva le cose che non squillano mai, sveglie comprese
    :D

    dài, tanto che son qui saluto anche la zilviet, che far gli educati non ci si perde mai

     
  • At 11:48 AM, Blogger Atipica

    @Natante: te lo volevo dire anche prima: è impressionante la tua comprensione delle cose terrene. Hai sgamato il sovrano illuminato dalla luce della New Economy solo dall'odore, complimenti!
    @Kaba: io odio il trillo della sveglia, ma negli ultimi anni lo squillo del cellulare ha guadagnato la pole position. E' in testa alla lista dei rumori delle vite degli altri che vorrei non sentire. E comunque sono sicura che se al tipo dell'Espresso fosse squillato il cellulare, sarebbe stata la moglie che gli chiedeva "a che ora arrivi che butto la pasta" e non un collega in ansia per la fusione aziendale o la compravendita di titoli. Fidati, la sopressata non mente.
    ;)

     
  • At 1:10 PM, Blogger Unknown

    Qui Zilviet: spendo una parola su Milano. Ci abito da 7 mesi, ho cambiato 3 case e ora sono piazzata in un loculo. Sono al secondo rinnovo di contratto nella stessa piccola società editoriale e ho poche prospettive qui. Ma fuori penso che questa città un po' ostile possa offrire molto in questo settore. Basterebbe non star tappati 12 ore in ufficio! Penso e spero di resistere ancora.
    Io sono genovese, qui non c'è il mare, ma il confronto è schiacciante, avvilente e, in una parola, praticamente nullo.

     
  • At 1:24 PM, Blogger Eleonora Voltolina

    Cara Benedetta
    io sono nata a Roma, vissuta a Venezia, poi tornata a Roma per l'università, poi trapiantata a Torino per un anno e in tutti quei 26 anni avevo detto sempre e comunque "Milano, MAI".
    E invece adesso dove vivo da tre anni? A Milano! Con sommo disappunto devo ammettere che qui ci sono più opportunità di lavoro - in quasi tutti i campi. E non si può dire che la città sia pessima: ottimi trasporti pubblici, ottima offerta culturale.
    Però la verità vera, che nessuno dice, è che Milano non la amano manco i milanesi! Infatti nel weekend è un fuggi fuggi generale: la città rimane deserta dal venerdì pomeriggio alla domenica sera.
    Figurati quanto può amarla uno che arriva da città infinitamente più belle. Metti Arimondi: è nato a Genova, col mare a due passi, e poi ha studiato a Bologna, passeggiando sotto i portici più belli d'Italia. Quando sei bene abituato, Milano arriva come una mazzata.
    Anche perchè a questa città, o meglio alle opportunità di crescita professionale che offre, nella maggior parte dei casi... non si può dire di no!
    Ma alla fine ci si abitua a tutto. Dai, che se va in porto son sicura che non ti troverai poi così male. Anzi magari ci conosceremo di persona e ti porterò a bere un aperitivo in qualche posticino carino... Per farti fare amicizia con la città!

    Eleonora
    http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

     
  • At 2:55 PM, Blogger Atipica

    Carissime, purtroppo Milano è l'unica città veramente europea che ci sia in Italia. Nel bene e nel male: per le possibilità di crescita professionale, per l'offerta culturale, per la frenesia, per i ritmi di lavoro. Per tutto.
    Detto ciò, ho cercato come quasi tutti qui, mi pare, di evitare Milano fino all'esasperazione e forse (ma del senno di poi son piene le fosse) ho sbagliato. Pur di passeggiare per i portici di Bologna la Grassa mi sono autoinflitta il CSM, il precariato, lo stipendio da fame, ma soprattutto la quasi totale assenza di prospettive. Ed è finita che i portici nemmeno li vedo più e la città bella, amabile, calda che mi accolse quasi tredici anni fa ora mi intristisce e mi sembra quasi ostile. Adesso sono talmente avvilita che lasciare Bologna - la città in cui non sono nata ma dove ho scelto di restare - non mi sembra così drammatico. Nemmeno se la meta è Milano. Sapete cosa mi fa ridere? Nel 1995, quando a novembre sbarcai qui dopo diciannove anni in Abruzzo, i ritmi bolognesi mi parevano quasi insostenibili. A mio padre dicevo sempre "qua corrono tutti e camminano a testa bassa". Eh beh, che volete, forse questo è proprio il bello della vita.
    Perciò incrocio le dita: voglio andare via di qui, voglio avere un'opportunità vera. Se sarà Milano a darmela, ben venga. Per scacciare la malinconia come prima cosa organizzeremo un raduno di blogger ;)))).

     
  • At 3:05 PM, Anonymous Anonimo

    Dai vieni a Milano!
    Ti accorgerai che, per quanto grigia e triste, è piena di brava gente. :-)
    I milanesi non sono così brutti come li si dipinge!

     
  • At 3:35 PM, Blogger Atipica

    Ah, se mi dicono di sì, ci vengo di sicuro. E poi i milanesi non sono brutti...solo che vanno così veloce che manco li vedi...;-)

     
  • At 3:42 PM, Anonymous Anonimo

    Adesso non esageriamo... Brava gente... Non ho la ventura di conoscerne molti, ma quei 35-40 che ci vivono o ci hanno vissuto, proprio dei gioiellini non sono. Scusa LCL, non è una questione personale, Bologna è bombata di stronzi, ma i milanesi sono molto spesso brutti come li si dipinge. Vero che quel che offre Milano sotto molti aspetti è introvabile altrove, ma il dazio da pagare è pesante e spesso la gente non se ne libera nemmeno quando torna da dove era venuta o va a vivere altrove.

     
  • At 3:54 PM, Anonymous Anonimo

    Perdonatemi, una doverosa postilla. Di quelli che conosco la stragrande maggiornaza fa il commerciale o il consulente. Mmmmh... Forse abbiamo la soluzione?

     
  • At 4:06 PM, Blogger Atipica

    Embè ma allora!commerciali e consulenti, ovvero la fauna dell'eurostar delle 8 del mattino...la categoria che meno m'è simpatica sulla faccia della terra!Dio ma ci sarà pure qualcuno che non si occupa di fusioni aziendali su 3 milioni e mezzo di abitanti no?
    E poi sapete che vi dico? Se mi va male pure lì, me ne vo a vendere gelati sull'isola di pasqua. Parola.

     
  • At 4:27 PM, Anonymous Anonimo

    Attapiratissimo prostromi mendicando la clemenza degli ambrogini (ambrogini? O ambrosiani? Ambrosiani... Mah, mi suona così male... Ah, il Banco Ambrosiano, ecco perchè mi suona male) lettori di questo blog, avendoli ingiustamente incolpati di nefandezze da essi non commesse. Al di là delle facezie, temo che non ci sia molto da discutere, per certe professioni la penisola offre o Milano o Milano. Così come per certe iniziative, eventi, ecc. Che poi sia una grande città con tutti i pro e i contro è un dato di fatto, Probabilmente si tratta solo di cambiare bioritmi ed avere carattere a sufficienza per mantenere se stessi senza farsi inghiottire dal turbillon di cazzate che rendono le metropoli sovente deprecabili e standardizzanti. Ah, poi il piatto locale è il "cappuccio+cornetto", non dovresti nemmeno cambiare dieta, non è un vantaggio da poco.

     
  • At 4:28 PM, Blogger Eleonora Voltolina

    Diciamo che la soluzione è quella praticata da quasi tutti gli "immigrati": raggrupparsi tra loro!
    Io per esempio, che sono romana-veneziana, ho amici palermitani, romani, sardi, veneti e chi più ne ha più ne metta. E anche qualche milanese, vah: ma quasi sempre con ascendenze extralombarde...

    Ciao a tutti, vi invito a fare un salto sul mio blog e a partecipare all'iniziativa "la lista dei buoni" per segnalare quelle aziende, enti, uffici, agenzie che pagano bene i loro stagisti. Ogni segnalazione è per me preziosa! Il sito è questo: http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

    Eleonora

     
  • At 4:39 PM, Blogger Atipica

    Oh beh, ma a parte la cotoletta che non si capisce comunque se l'abbiano inventata a milano o a vienna, a milano che si mangia? Poi mantenere se stessi nonostante le cazzate metropolitane...sembra facile. Cappuccino+cornetto forever. Perchè tu sai che se ci sono i carboidrati io sono a posto...
    Eleonora: sorry per l'annuncio, lo riposto prometto, appena riesco a scrivere qualcosa lo riposto...

     
  • At 6:44 PM, Anonymous Anonimo

    Sto incrociando dita delle mani, dei piedi e anche gli occhi.
    Se resto strabica è colpa tua ;)

     
  • At 7:56 PM, Blogger radha

    brava, davvero brava!!! meriti tutto ciò che desideri...subito!!!!

     
  • At 10:12 AM, Blogger Atipica

    Sì, Ida, Sì, incrocia dai! Io sono due giorni che incrocio qualunque cosa...però strabica no. Non potrei sopportare una simile responsabilità;))))
    @Radha: grazie, grazie mille davvero!

     
  • At 2:32 PM, Anonymous Anonimo

    @Natante:
    Probabilmente ti sei risposta da sola. Gli stronzi, di solito, sono i commerciali/consulenti che, in un crescendo a seconda del reddito, girano in Smart, Mini, Z3 e quindi SUV. Facili da riconoscere, sia per il mezzo di locomozione sia per lo stile, completo e cravatta.
    E' sufficiente evitare qualche zona di Milano e qualche locale in per non incontrarli: fortunatamente ancora in città è facile trovare baretti/caffè a buon mercato, belli, rilassati, vivibili dove parlare di idee e non di cose.

    Probabilmente è necessario essere (o non essere) nel giro "giusto" per vivere Milano in maniera civile.

     
  • At 4:00 PM, Anonymous Anonimo

    @LCL: Non voglio scanadalizzarti, ma mi sono rispostO da solO.

     
  • At 6:05 PM, Blogger kabalino

    io comunque dico che dovresti scrivere, che secondo me le cose scritte ti escono fuori proprio bene...se trovi lo spazio nella tua vita dovresti metterci dentro anche lo scrivere, però prima vai all'estragon a sentire i baustelle (ma quanto è bella L'areoplano?) e poi comincia a scrivere

     
  • At 9:10 PM, Blogger Unknown

    Ma poi, che figo se vieni qui a Milano!

     
  • At 9:12 PM, Blogger Unknown

    Vedrai, Milano può essere più bella e piacevole di quanto sembra, te lo dice una torinese, che si sa, i torinesi odiano Milano quasi più di chiunque altro :)

     
  • At 2:13 AM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Milano + europea di Roma nel 2008? Forse sei rimasta nel 1988 ... ?

    E' come se tu ci dicessi che Madrid è più portuale di Barcellona ... !!!

    :-)

    Per il colloquio in bocca al lupo, anche se le parole che tanto ti hanno fatto strabuzzare gli occhi non le leggiamo in maniera molto positiva: il tuo "esaminatore" ha idee troppo vecchiotte sul mondo del lavoro.

    :-)

    Un abbraccio

     
  • At 9:41 AM, Anonymous Anonimo

    @prime: Permettomi domandarti chiarimenti. Scusate. Permettomi domandarvi chiarimenti. Dite che le idee del colloquiante sul mondo del lavoro sono vetere e penso di immaginare il motivo. Da per scontato che il contratto a progetto sia destabilizzante, renda il progettista insicuro, con un orizzonte futuro cortissimo. Se è questo il punto che vi trova dissenzienti, sospetto che voi non deprechiate il contratto a progetto, probabilmente valutate l'insicurezza sul prezzo del contratto, non sulla durata. Però mi piacerebbe che chiariste il punto, asserire senza motivare resta sterile, così facendo mi sembrereste fuori personaggio.

     
  • At 10:14 AM, Blogger Athaualpa

    Brava túsa! Té vist che bela che l'é Milan?
    Peró attenta. A me da giovine dicevano "Artista, stétent. Apena ta sbaja, ta cüpan" (=Artista, stai attento. Appena sbagli ti accoppano).
    Insomma, buona fortuna.

     
  • At 10:14 AM, Blogger Atipica

    @Kabalino: dai, ti piace l'Aeroplano? Io ho comprato il cd e quando l'ho sentita poco ci mancava che mi commuovessi!Se la sento dal vivo, son sicura che piango. Grazie per lo scrivere, grazie davvero. Io vorrei tanto infilarlo in qualche buchetto della mia vita, ma il mio rapporto con lo scrivere è strano: qualche volta mi metto davanti al pc nel silenzio del mio monolocale, ma è come se fosse lui a rifiutarmi a quel punto. Sapessi quante cose iniziate e mai finite...Poi dipende dall'umore: ci sono momenti che le parole vengono da sole e momenti che mi sembra più faticoso scrivere un pensierino che farmi dodici chilometri di corsa. E quando le parole non vengono ti senti impotente, e stanco. Ma penso che continuerò a provarci, comunque.
    @Viridian: Ahah, un torinese a Milano. Io Milano la vedo un po' deformata dallo stereotipo dell'abruzzese nata in un paesino di diecimila anime (l'80% molto oltre i 70 anni) abbarbicato su una montagna. Anche dopo quasi tredici anni a Bologna, praticamente è un altro pianeta. Però, al di là delle evidenti bruttezze di Milano, ti dirò che son curiosa di scoprire come ci si vive. C'è qualcosa, in quel budello metropolitano, oltre le corse in metro e il lavoro-lavoro-lavoro che proprio mi solletica. Se vengo, mi porti a qualche bel concertino?
    @Prime: sei fastidioso come una zanzara che di notte ronza vicino all'orecchio.
    @Natante: grazie per aver chiesto chiarimenti. Sennò avrei dovuto farlo io, ma francamente i Prime mi indispongono.

     
  • At 10:16 AM, Blogger Atipica

    @Gelato: bellissima, giuro che me la imparo a memoria. Sempre che riesca a capire come si legge...;)

     
  • At 4:09 PM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Il grillo parlante ti ricorda sempre la verità - spesso fa male ma alla lunga fa sempre bene.

    @natante miope
    Sul prezzo si può discutere, perchè li esiste un valore reale. Ma sulle tempistiche, sono solo nevrosi da estrema sinistra.

    :-)

    Un abbraccio

     
  • At 4:33 PM, Anonymous Anonimo

    @prime: Chiedo venia, ma è evidente che sono lento, quindi ho necessità che le cose mi vengano spiegate con un pelo di chiarezza e siccome mi interessa il tuo punto di vista al riguardo (c'è sempre da imparare discutendo di cose interessanti con chio la pensa diversamente perchè si colgono angolazioni cui il nostro sguardo non giunge) vorrei avere lumi al riguardo. Il prezzo si discute ed è giusto che sia così, anche se questo accade in una (ci scommetto) percentuale infinitesima dei casi. Quindi se puoi discutere sul prezzo ti avvali di questa possibilità accettando il rischio di trovarti senza lavoro magari dopo 3 o 6 mesi. E su questo ipotizzo di essere concorde. Dico ipotizzo perchè continua a sfuggirmi cosa ne pensate. Ma se non puoi discutere sul prezzo per necessità contingenti e inevadili, allora ti tocca accettare un impiego malpagato, per un lasso di tempo breve o brevissimo, trovandoti forzato a subire (non accettare) una situazione di precariato ed incertezza effettivi. Intendo dire che se ti pagano 800€ al mese con un contratto semestrale e ti ci devi mantenere (o magari hai addirittura famiglia) i tuoi orizzonti sono forzosamente ristretti, perchè ti dibatti costantemente nell'impossibuilità di mettere da parte il minimo per l'inverno che potrebbe arrivare di lì a poco e questo ti costringe ad una sudditanza completa al tuo datore di lavoro, ti obbliga a svilire la professionalità che magari hai guadagnato pur di avere di che pagare le bollette e mettere insieme il pranzo con la cena. Mi rendo conto che come idea fa molto Libro Cuore, ma ho la ventura di conoscere persone che in questa situazione ci vivono da lungo tempo e sono (giuro) persone snervate, indipendentemente dalla fede politica. Definire la questione delle tempistiche "nevrosi da estrema sinistra" mi pare avventato perchè non tiene conto di una larghissima fetta di lavoratori, anche professionalmente preparati che, per i motivi più disparati, si trovano a dover accettare condizioni di lavoro deprecabili. Mi piacerebbe quindi che argomentaste un pò di più il vostro punto di vista. Non vi chiedo un trattato di economia e gestione aziendale, non avrei il metro per comprenderlo, ma non trattateci con condiscendenza e non giocate alla Sibilla perchè non state scrivendo a dei coglioni e valutate che magari potreste avere qualcosa di interessante da dire, un punto di vista cui non abbiamo pensato e che potrebbe anche aiutare a capire meglio una situazione che viviamo male e che quindi non accettiamo volentieri. Lo dico con onestà, sono innatamente curioso verso chi esprime idee diverse dalle mie, ma ho necessità di comprendere le sue motivazioni, altrimenti si resta nel vacuo e di gente che da aria alla bocca e imprime forza alle dita ne abbiamo da vendere al kilo al mercato, non ce ne occorre altra. Grazie.

     
  • At 4:49 PM, Anonymous Anonimo

    Atipica, scusa se tratto il TUO blog come se fosse il giardino sul retro della mia villa al mare (che non ho, nè giardino, nè villa), ma l'argomento è interessante e mi sto entusiasmando. Eppoi guarda che post nutrito, e hai solo detto che rischi di cambiare casa! Non oso immaginare se dovessi annunciare qualcosa di più clamoroso.
    PS. Dei Baustelle gradisco maggiormente "Un Romantico a Milano" o "I Provinciali" che mi pare anche in tema, per motivi diversi.

     
  • At 5:08 PM, Blogger Atipica

    @Natante: ho già provato a spiegare ai Prime ciò che tu esprimi con grande chiarezza e forza argomentativa. Gli ho domandato qualche post fa quale potere contrattuale attribuisce al lavoratore che tu lucidamente descrivi e che purtroppo sembra il mio ritratto. Sarei ancora curiosa, non ti nego, di sentire qualche argomentazione seria in favore della sua posizione. Perchè anche a me piace il confronto e parecchio. Purtroppo però ho capito che i Prime sono un po' come la sibilla cumana: parlano per massime poco chiare che si prestano a molteplici, ma non definitive, interpretazioni non per discutere o confrontarsi, ma con il solo scopo di provocare. Messi alle strette, i Prime purtroppo si limitano a ripetere - copincollando, presumo - quanto hanno già detto. La stessa cosa è accaduta per un post sul blog di Eleonora (https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1277288949137663422&postID=4194975648485006564).
    Però sapete che c'è di nuovo: sono assolutamente convinta che chi non vuole, o non sa, argomentare ciò che afferma non meriti di essere preso in considerazione. Senza contare che detesto i provocatori. Sarà un atteggiamento di estrema sinistra, forse, ma questo è il mio blog ed è un po' come fosse casa mia. Senza contare che non ho mai fatto mistero, né mi vergogno, di essere di sinistra, e di una sinistra sicuramente considerata estrema da molti. Quindi ripeto: se i Prime ARGOMENTANO sarò la prima a gradire ed alimentare il confronto; ma se continuano con sterili provocazioni, dalla prossima volta, cancellerò i loro commenti. Ciò di cui non si può parlare, dice Wittgenstein, si deve tacere. Nel caso di Prime mi pare più adatto: ciò di cui non si sa parlare, si deve tacere. Comunque sia, mi basta il risultato.

     
  • At 5:15 PM, Blogger Atipica

    Non te preoccupe Nat. Fai pure come se fosse il giardino della tua villa al mare. Magari ci organizziamo anche una festicciola con schiamazzi e ubriacature, in quest'angolo di web.
    Il giorno che dico che cambio lavoro, qua succede un putiferio ;).
    Un romantico a Milano è bellissima. Però se la ascolti con l'mp3 presenta l'effetto collaterale di indurmi a canticchiare e sbattere il piedino a tempo. E quando io canto NON è una buona cosa per la salute delle orecchie di chi mi sta intorno, proprio per niente.;)

     
  • At 5:19 PM, Anonymous Anonimo

    @Prime:
    http://www.youtube.com/watch?v=j-qWpYIDm7U

    la sintesi è un dono di pochi...

     
  • At 5:53 PM, Anonymous Anonimo

    Grazie Ati.
    Concordo sui provocatori, sullo schieramento e anche su quel che diceva Wittgenstein, che non so perchè ma mi ricorda Poe o Lovecraft. Chissà che cazzo di associazione mi passa per la capa.
    Anche io ogni tanto mi canticchio qualcosa, ma sigillato in auto, quindi ne risento solo io. Mavvedi che ho capito perchè son sempre di pessimo umore al mattino? Da Lunedì silenzio, canta l'autoradio.

     
  • At 6:07 PM, Blogger Atipica

    Eheheh, il buon Wittgenstein, gli devo un 27 in filosofia teoretica I a questo buon signore!

     
  • At 11:16 PM, Anonymous Anonimo

    @anonimo
    Benvenuto al nostro Conte.

    :-))

    @natante miope
    Non partire subito con una vision in negativo, altrimenti ti dovremo chiamare precario invece di flessibile.

    Il problema di base che tu hai è quello di considerare le cose con la vision del lavoratore dipendente, scordando che stiamo parlando di lavoratori flessibili, che rientrano nella famiglia del lavoro autonomo. Le prospettive quindi cambiano.

    Non è importante il mantenimento statico del lavoro, ma sono importanti i fattori e gli elementi flessibili che posso dare forza alla contrattazione.

    Se ti sfugge quel che pensiamo, forse non ci leggi in giro da molto, visto che piu' volte abbiamo indicato i nostri pensieri, e in vari siti come questo - anche in questo per la verità. Ti basterà fare un "piccolo tour virtuale" con il nostro nome per chiarirti meglio le idee.

    Una cosa però te la diciamo: il precariato esiste solo nella mente delle persone che si sentono allo stesso modo precari.

    Una mente precaria è una mente statica, poco mobile, che chiede prima di dare, che pretende solo perchè ha qualche titolo o qualche qualità che hanno molte altre persone come lui. Che, comunque, pretende.

    Devi imparare a dare prima di chiedere, questo è il mondo che serve e che tanti vogliono, non il mondo della lamentela e della protesta, ma il mondo del fare.

    Quindi secondo la visione corretta, la flessibilità è un dono, non un problema.

    :-)

    Nessuno ti ha obbligato a studiare fino alla laurea, nessuno ti ha obbligato a metter su famiglia, nessuno ti ha mai obbligato a fare niente. Oggi raccogli i frutti del tuo pensiero e del tuo essere di ieri.

    Se vuoi arrivare, devi poter essere capace di poter "vedere" al di là del semplice desiderio fisico, o dell'esigenza momentanea: questo ci differenzia dalle bestie.

    Per questo si parla di "nevrosi da estrema sinistra", speriamo ora tu abbia capito cosa questo vuole davvero dire gentile amico.

    Poi che tu e/o altri lettori/autori non siate dei cxxxxxxx è qualcosa che non sta ne a noi ne a te dire, lo diranno i fatti del futuro.






    @atipica
    La sibilla cumana faceva previsioni azzeccate, purtroppo non basate sulla realtà come le cose di cui parliamo ora.

    Parti come al solito dal punto di vista sbagliato, e quindi non riesci a capire mondi che non sono il giardino di cui parla il nostro amico "natante".

    Alla tua domanda ...

    ... "Gli ho domandato qualche post fa quale potere contrattuale attribuisce al lavoratore che tu lucidamente descrivi e che purtroppo sembra il mio ritratto" ...

    ... abbiamo da tempo risposto, ma forse tu non te ne sei accorta, persa nel tuo "Me, Myself and I" ...

    Il potere contrattuale di un lavoratore non è dato da quel che pensi. Devi sempre considerare il fattore umano, quello che ti ha provocato nello scrivere un blog simpatico come questo.
    Li è una buona parte del potere contrattuale del lavoratore, e non molti ne sono consapevoli.

    Parlando a titolo personale, vi racconto un aneddoto di questa sera ... ero a trovare un'amica importante esponente del settore della produzione di beverage italiano - italiana al 100% e che prende stagisti, non come le multinazionali stile "eleonora repubblica degli stagisti" - compagna di un altro amico importante esponente del settore energetico italiano - italiano anche qui al 100% e che prende stagisti anche lui - e si parlava di come vanno le imprese italiane.

    Ad un certo punto gli esprimo la mia difficoltà a trovare collaboratori tecnicamente qualificati e allo stesso tempo umanamente sufficientemente accettabili, e lei mi fa:

    "Hai ragione amico mio, anche noi ne troviamo solo di 2 tipi: o ragazzi che eseguono solo pedissequamente querl che gkli si dice, quasi fossero dei segretari, oppure ragazzi che si credono in diritto di fare come se fossero a casa loro, non informando delle proprie idee ed azioni e comportandosi come fossero loro gli imprenditori".

    Questa è una delle idee + diffuse sulle menti precarie - meritano queste un lavoro?

    Non possiamo dire, noi non glielo daremmo mai, e come noi tutti quelli che fanno parte di noi e anche tutti quelli che conosciamo.

    :-)

    Noi non dobbiamo argomentare a favore della nostra posizione, perchè non siamo qui per questo. Noi siamo qui per trasferire delle visioni, e per cercare di aiutare a uscire fuori dalle secche della filosofia precaria del lavoro quante piu' persone possibile.

    Anche se fosse solo una a uscirne fuori, avremmo fatto il nostro dovere civico, portando vantaggi e forza al sistema Italia.

    E' perciò perchè amiamo l'Italia che siamo qui, non per te o per altri.

    Quello di cui sei convinta tu in questo caso quindi non è per noi utile e/o interessante.

    E' facile e diffuso in certe visioni tipiche della sinistra italiana - e anche dell'estrema destra per la verità - quello di effettuare la demonizzazione delle idee diverse dalle proprie, o di quelle che non si riescono a capire oppure ad accettare. Non ci stupiamo perciò delle cose che scrivi, non sei ne la prima ne l'ultima che fa uscite di questo genere.

    Se vuoi cancellare i nostri commenti, giustificando il tuo atto di tipo meschino e puerile creando ad arte per noi la figura di "provocatori" per darti una giustificazione verso i tuoi lettori, lo puoi fare, questa è casa tua.

    Sei tu che decidi Grande Capo.

    ;-)

    Un abbraccio.

     
  • At 11:29 PM, Blogger Athaualpa

    Benny, ti fanno tutti i cazziatoni. Che palle. Ma sei conciata male...

     
  • At 10:12 AM, Blogger Atipica

    Ronza, prime, ronza felice e molesto...

    "Non dobbiamo argomentare in favore della nostra posizione, non siamo qui per questo"

    Allora fatemi un favore, state zitti. Può sembrarti puerile e meschino, ma le tue non sono argomentazioni e le opinioni di quanti non sanno argomentare le proprie posizioni non mi interessano.

    "Nessuno ti ha obbligato a studiare fino alla laurea, nessuno ti ha obbligato a metter su famiglia, nessuno ti ha mai obbligato a fare niente. Oggi raccogli i frutti del tuo pensiero e del tuo essere di ieri".

    Dopo questa davvero, ti prego di tenere per te qualunque opinione o considerazione. Vai a esprimerle altrove.

     
  • At 10:23 AM, Blogger Atipica

    @ Gelato:mi sa che quelli conciati peggio sono i poveri Prime...

     
  • At 2:37 PM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Non hai ancora capito che non parliamo a te, o meglio, non solo a te?

    Le nostre non offensive opinioni le scriviamo dove ci piace e dove è possibile farlo.

    Ci dispiace ti offendano, anche se non ci sembra molto chiaro dove e come. Abbiamo solo detto una dolorosa verità.

    Ti ripetiamo copiando ed incollando - perchè purtroppo è l'unica cosa in questo caso giusta da fare - quello che abbiamo scritto prima:

    -------

    E' facile e diffuso in certe visioni tipiche della sinistra italiana - e anche dell'estrema destra per la verità - quello di effettuare la demonizzazione delle idee diverse dalle proprie, o di quelle che non si riescono a capire oppure ad accettare. Non ci stupiamo perciò delle cose che scrivi, non sei ne la prima ne l'ultima che fa uscite di questo genere.

    Se vuoi cancellare i nostri commenti, giustificando il tuo atto di tipo meschino e puerile creando ad arte per noi la figura di "provocatori" per darti una giustificazione verso i tuoi lettori, lo puoi fare, questa è casa tua.

    Sei tu che decidi Grande Capo.

    ;-)

    Un abbraccio.

     
  • At 10:20 AM, Blogger Atipica

    Non mi sento offesa, mi irrita che dopo un bla bla snervante (a questo proposito, ti prego di non abusare in questo modo dello spazio dei commenti, sono certa che sei capace di essere più sintetico) non hai saputo spiegare la tua affermazione iniziale, nè illuminarci su cosa realmente sostieni. Nel primo commento a questo post hai affermato che il datore di lavoro che mi ha fatto il colloquio non è lungimirante. Ti abbiamo chiesto di spiegarti meglio ma non sei riuscito a spiegarci:
    1 - cosa sostieni. Abbiamo capito che non sei d'accordo con me, ma - ti prego - esprimici la tua opinione in positivo. La situazione per te va bene così com'è? Oppure non va bene ? E se non va bene, visto che nulla di ciò che diciamo ti appare sensato e condivisibile, cosa proponi?
    2 - perchè il tizio che mi ha fatto il colloquio non è lungimirante. L'hai affermato tu, e nonostante questo sembra che tu non sappia motivarlo. Di certo sei bravo ad arrampicarti sugli specchi, ma non a motivare quanto affermi senza divagare e confondere chi ti legge.

    Detto ciò, non credo di dovermi giustificare con i miei lettori: leggono ciò che scrivo perché vogliono farlo. Se gradiscono quello che dico e come lo dico, bene, altrimenti - che io lo voglia o no - smetteranno comunque di venire qui. Non ho alcun bisogno di corteggiarli. Comunque,caro il mio provocatore, lascerò i commenti che hai scritto fin qui e quello che scriverai in risposta a questo, se lo farai. Ma, siccome continuo a considerarti un provocatore che non sa motivare ciò che afferma e che non è nemmeno piacevole da leggere visto che scrive in modo contorto e poiché questo è il mio blog, dal prossimo post - ribadisco - se i tuoi commenti resteranno di questo tenore saranno cancellati. E se tu e i miei lettori volete pensare che sono puerile e meschina, liberissimi di farlo.

     
  • At 10:59 AM, Anonymous Anonimo

    Scusate il ritardo! Mi sono un pò perso nel WE.
    @prime: Grazie per aver risposto, non concordo su molto di quello che avete detto, ma grazie comunque.
    Sul fatto che possa essere il tempo a giudicare la mia coglioneria commettete un errore banale, che non mi aspettavo, probabilmente indotto dal diverso utilizzo del termine. Non si tratta di avere torto o ragione, si tratta di saper comprendere oppure no. Se le cose me le spiegano, le capisco, me le ricordo e sono in grado di applicarle se mi occorre o se lo ritengo utile alla situazione. Inoltre gli anni (sebbene io non abbia una approfondita conoscenza delle cose del mondo nè abbia compiuto studi particolari) mi hanno insegnato a capire se il re è nudo. In genere ci metto un pò, perchè dare il beneficio del dubbio sovente rende le cose più interessanti, ma ci arrivo. Scrivevo in questo senso di non trattarci (qui ho peccato di eccessiva sicurezza, hai ragione, mi sono portavoce di altri lettori senza averne mezzi o diritto e me ne scuso con loro) da coglioni. Esprimetevi con chiarezza e vedrete che vi faremo domande diverse, magari più ficcanti, e la discussione potrebbe diventare più interessante anche per voi.
    Sul fatto che io non vi legga in giro avete assolutamente ragione. E come voi non leggo buona parte dei partecipanti a questo blog. Non posso passare le mie giornate a navigare tra gli interventi di una buona dozzina di siti diversi, mi pagano per fare altro e nel mio tempo libero non siete in cima ai miei pensieri. Non credo che questo vi darà un dolore, ma non usatelo come scusante per lasciare commenti da biscotto della fortuna cinese.
    Credo di aver capito cosa intendete per nevrosi da estrema sinistra e in buona parte concordo (vi ho stupito, eh?).
    Concordo anche sul fatto che essere flessibili sia un talento, ma quando si va ad applicare la carta alle relazioni umane sospetto vadano fatte necessarie correzioni ed opportune valutazioni. Qui credo che sarà difficile per noi trovare un punto d'accordo.
    Convengo con Atipica sull'utilità dell'esprimere le vostre opinioni con chiarezza, penso che ci divertiremmo tutti un sacco di più e sarebbe un modo costruttivo di cominciare un confronto civile anche nel piccolo di un blog tra amici, di dimostrare che almeno siamo capaci di andare oltre lo slogan e che ci piace mettere a confronto le idee anche con chi la pensa molto diversamente da noi. Come dicevo non si tratta di avere torto o ragione, semplicemente di confrontarsi, comprendere l'altro. Nel mio mondo perfetto potremmo anche cercare punti di accordo, ma qui torno ad essere molto Libro Cuore e mi viene un pò di prurito.

     
  • At 11:51 AM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Il datore non è certamente lungimirante.
    Da tue parole sembra ti abbia detto ...

    "Beh, un po' scorretti: noi non lo facciamo. Su dodici persone solo due sono con contratto a progetto. Lo usiamo all'inizio, per qualche mese, poi se una persona ci piace e decidiamo di tenerla non abbiamo interesse a farla morire di fame e di angoscia"

    Bisogna smettere di pensare cose lontane dalla realtà come queste. Gli stereotipi non sono + validi nel 2008. Il contratto a progetto non fa morire di fame nessuno, anzi se ben sfruttato sia dal datore che dal collaboratore, permette di far arricchire seriamente entrambi in egual misura, lasciando al collaboratore anche il tempo per vivere una sua vita extra-lavoro.
    Chi ti ha detto queste frasi ha una vision del mercato del lavoro un po vecchiotta quindi.
    Per le "rampicate sugli specchi", forse meglio tu guardi in casa tua - è inutile che continui a chiamare "provocatori" quelli che hanno idee diverse dalle tue e le discutono dappertutto alla stessa maniera, la provocatrice se fai cosi risulti essere solamente tu.

    @natantemiope
    sulle relazioni umane poco da dire, contano sempre di + . vediamo continuamente bravi tecnici scartati perchè non sono mentalmente flessibili. Questo è il Mercato di oggi, prendere o lasciare.

    :-)

    Se ti interessa conoscere meglio il nostro pensiero, per ora puoi andare su:

    http://www.prime-rome.org

    Troverai quello che cerchi, e presto troverai anche una piacevole novità che non ti anticipiamo - suspance ...

    :-)))

    Un abbraccio


    :-)

     
  • At 5:57 PM, Blogger Unknown

    OVVIAMENTE.

     
  • At 6:17 PM, Anonymous Anonimo

    Prime, voi avete bisogno di un dottore, ma uno bravo, però.
    Che aiuti tutti voi, quanti siete :D

     
Online Dating

Mingle2 - Online Dating