Ho anche deciso di adottare un canarino. Quando ero piccola mio padre ne riportò uno a casa senza dirmi niente; è praticamente l'unico animale che mia madre abbia mai tollerato in casa a parte me. Stavamo ancora decidendo il nome, quando il gatto gli fece un agguato che gli costò una zampetta. Si spaventò tanto la povera bestia - soprattutto perché il gatto continuava a fargli la posta sotto la gabbia con aria famelica - che perse le piume sulla testolina e gli venne la chierica come ai frati. E così lo chiamai Fra' Cazzitto. Il perché del Cazzitto non me lo chiedete e soprattutto evitate di malignare, per favore.
Dopodiché, rinnovate la flora e la fauna di casa, ho deciso di tagliarmi i capelli. Solo che non so se tagliarmeli corti o tentare prima la strada dello scalato. E capisco che questo ai lettori maschi possa sembrare un problema da poco (oltre tutto qua siamo tutti trentenni, alzi la mano il maschio che ha ancora più di dieci capelli in testa) ma, credetemi, la questione sta assorbendo quasi tutte le mie energie da una settimana a questa parte. Praticamente l'indecisione mi sta consumando. Ci sarebbe anche la vaga idea di tingerli, ma preferisco non pensarci, altrimenti non ne esco più.
Son cazzate? La felicità, dicunt, sta nelle piccole cose.
Il lavoro? E beh, stamattina mi è stato affidato il prestigioso incarico di rimuovere le riviste di nautica dalla scrivania de La Bara e spostarle nell'armadietto. Ho eseguito fischiettando.
Poi la Kapò mi ha ordinato di liberare l'armadietto e rimettere le riviste di nautica dove le avevo prese; così, sempre fischiettando, ho spostato le riviste dall'armadietto alla scrivania.
A questo punto La Bara, indispettita, ha sentenziato che io devo fare quello che dice lei e gli altri vadano a farsi fottere, e le riviste sono state nuovamente traslocate nell'armadietto. Fischiettando, ovvio.
Infine la Kapò mi ha domandato livida perché le riviste fossero nuovamente nell'armadietto e io ho risposto, sorridendo: "La Bara mi ha detto di metterle lì: dice che io devo fare quello che dice lei e non quello che dici tu".
La Kapò si è precipitata nell'ufficio della Bara urlando e hanno cominciato a litigare. Sono andate avanti a insulti tutta la mattina, come due streghe furiose e, infine, La Kapò ha messo fine a questo tranquillo scambio di opinioni con un "vai a farti inculare da un negro con un cazzo di due metri".
Così ho capito: se eseguo sempre tutti gli ordini che mi danno con precisione millimetrica, probabilmente passerò la vita a trasbordare riviste di nautica da una scrivania a un armadietto e da un armadietto a una scrivania ma, presto o tardi, loro si faranno fuori a vicenda fra atroci sofferenze.










Credo che nella loro storia, le riviste di nautica, non siano mai state così al centro dell'attenzione come nel vostro ufficio.
Per me, un lavoro per il quale sei palesemente portata è inventrice di nomi.
Parti con capelli scalati e poi sarà il tempo a decidere per te; e per la cronaca io ce li ho tutti i miei cappelli in testa!
:-)