Ferrara a parte, la questione è questa: anni fa, quando vinse il no al referendum sulle staminali, la Chiesa fece una campagna elettorale vergognosa con il silenzioso assenso della classe politica e dell'opinione pubblica. Un sacco di italiani, troppi italiani, andarono allegramente al mare. Quello di cui pochi si accorsero è che le motivazioni usate dalla Chiesa a sostegno del no erano le stesse che da anni vengono usate contro l'aborto. Pensai: stanno spianando la strada, quando i tempi saranno maturi rimetteranno le mani sulla legge sull'aborto. E, purtroppo, ho avuto ragione.
Ora, io sono atea. Penso che l'anima pesi 21 grammi e si dissolva nell'aria quando si esala l'ultimo respiro. Penso che l'uomo nasce, vive e muore e la faccenda finisce lì. Penso che dedurre l'esistenza di un dio buonissimo e perfettissimo dall'esistenza dell'uomo equivale a convincersi che la cioccolata è buona mentre si odora la cacca. E' una mia convinzione, è estrema, e probabilmente molti di voi non la condividono. Anzi, al contrario è probabile che qualcuno di voi preghi la mattina, vada in chiesa la domenica e creda nella vita eterna. Ed è giusto che ci creda, se così gli suggerisce la sua coscienza. E' questo il bello del mondo: per fortuna non la pensiamo tutti nello stesso modo.
Il punto però, quando parliamo della 194, non è in cosa credo io o in cosa credete voi. Il punto non è Dio. E nemmeno la sacralità della vita.
Il punto è lo Stato e le libertà che lo Stato deve garantire ai suoi cittadini. Se preferite la sfera di non ingerenza nelle decisioni del singolo che lo Stato deve riconoscere e tutelare.
La 194 non obbliga nessuno ad abortire.
La 194 dà a chi ritiene giusto farlo, per ragioni che non deve spiegare a nessuno, il diritto di non diventare madre. Una donna cattolica renderà conto alla sua coscienza cattolica di ciò che sta facendo. Una donna non cattolica renderà conto alla propria coscienza non cattolica di ciò che decide.
Non lasciamoci trascinare nel dibattito "è un bambino, non è un bambino" o in una discussione sulla sacralità della vita. Si tratta di argomentazioni tendenziose costruite ad arte per condurci sulla strada sbagliata. Il punto è che l'Italia è uno stato laico; e uno stato laico DEVE garantire alle sue cittadine il diritto a una maternità consapevole e scelta. Le cittadine cattoliche che ritengono l'aborto un omicidio non abortiranno. Se, al contrario, le cittadine riterranno giusto abortire, lo faranno.
La campagna contro la 194 che Ferrara sta portando avanti mina non solo la libertà delle donne di scegliere una maternità consapevole, cosa già gravissima, ma intacca anche il concetto stesso di stato laico che ispira la costituzione italiana. Utilizzando argomentazioni poderose e complesse come la sacralità della vita umana, a cui è difficile rispondere senza passare per Gengis Khan, si punta a ridurre al silenzio i laici e a far sì che la maggioranza cattolica imponga, attraverso le leggi, modelli di comportamento ispirati dalla religione anche a chi religioso non è. Ora siccome i cattolici in Italia sono anche la maggioranza, si apre la strada a un pericoloso atteggiamento di mancata tutela dei diritti delle minoranze. E questo, in un paese davvero democratico, non può accadere.
Ora io magari esagero, ma voi fate un favore: rifletteteci.
Per sostenere la 194 e dare il vostro contributo, leggete qua










Su Grazia (o un giornale simile) c'è un'intervista a Ferrara decisamente inquietante. In sintesi:
1) la donna ha il diritto di scegliere, basta che scelga di non abortire
2) NO alla contracccezione, se trombi ti prendi i tuoi rischi
3) in gioventù tre sue compagne hanno abortito, altrimenti adesso lui avrebbe tre figli di trent'anni.
L'impressione che ho avuto leggendo l'intervista è che Ferrara voglia emulare Santa Oriana, ma essendo il settore immigrati troppo affollato, abbia dovuto trovarsi qualcos'altro.
ciao
Giovanni