07 febbraio 2008
Ieri SS mi ha fottuto le sigarette. Non è una supposizione, nè un'illazione meschina; è un'affermazione che si assume tutte le responsabilità delle affermazioni. E' andata così: è entrato, non ha salutato nessuno, è passato davanti alla mia scrivania e ha preso pacchetto e accendino. Non ha chiesto una sigaretta servendosi prima che gli dicessi di si, non ha inguattato furtivamente il pacchetto mimando un furto e sorridendo. Lo ha preso e basta, lo ha preso con la naturalezza con cui ciascuno di noi prende una cosa che gli appartiene. E l'ha messo in tasca.
"Perché prendi le mie sigarette?" ho domandato sorridendo, certa che stesse scherzando.
Non ha risposto ma, dirigendosi verso il suo ufficio, nel corridoio ha acceso una sigaretta riponendo poi diligentemente il pacchetto in tasca.
Poco dopo sono arrivati una serie di squali suoi pari e il branco di pescecani, dopo gli opportuni convenevoli, si è raccolto in sala riunioni sprangando la porta. Sono rimasti chiusi là dentro per ore. Insieme con le mie sigarette. Per ben due volte SS mi ha chiamato (per raccogliere le ordinazioni per il bar e portare posaceneri puliti, come si conviene a un addetto stampa) e, quando sono entrata, ciascun pescecane stava allegramente sfumazzando quella che io presumevo essere una delle mie sigarette.
Mentre finivo la mia rassegna stampa, infilata nel mio buco nel muro e con il solito, monumentale raccoglitore a pungermi il costato, mi è venuto in mente che quelle sigarette erano mie. Le avevo comprate io, con i miei soldi, per fumarle io e non per devolverle alla comunità della quale mi dolgo quotidianamente di far parte. E mi sono anche ricordata che, per quanto riguarda le sigarette, sono tipo parecchio generoso: in dieci anni di onorata carriera di fumatrice non ho mai negato una sigaretta a nessuno, conosciuto o sconosciuto, simpatico o antipatico. Perché considero una crudeltà negare una sigaretta a un fumatore che abbia voglia di fumare. Quindi, se SS me le avesse chieste, gliele avrei date. E se mi avesse pregato di andare dal tabaccaio a comprargliele, lo avrei fatto. Ma il gesto presuntuoso e padronale con cui se n'è indebitamente appropriato mi ha francamente fatto girare i coglioni.
Così alle sei e mezzo, pronta per andare via con il mio bel cappottino indosso e la borsa a tracolla, ho bussato nella sala in cui era riunito l'esercito di pescecani. Quando ho sentito un "avanti" provenire dall'interno sono entrata, ho detto
con un candido sorriso "Scusate se vi disturbo, ma dovrei riprendere le mie sigarette perché sto andando a casa" e, con gesto disinvolto, ho preso pacchetto di sigarette e accendino dal tavolo.
Uno squalo educato ha risposto:
"Scusa, le abbiamo fumate quasi tutte, ma pensavamo fossero di SS"
"No, sono mie, le ha prese prima dalla mia scrivania, ma non c'è problema, anzi, mi avete fatto un favore: così fumo meno io" e, sempre sorridendo, sono andata a casa.

Far fare la figura del pezzente al capo presuntuoso e sadico non ha prezzo.

 
co.co.prodotto da Atipica at 2:01:00 PM | Permalink |


29Commenti


  • At 4:46 PM, Blogger kabalino

    Da adesso in avanti sei la mia eroina, davvero, che ribaltare una situazione kafkiana come quella non è mica da tutti. Sì, ma sto SS o come ca**o si chiama è davvero uno da calci in boc*a. Non so se hai letto il mio ultimo e delirante post...ma quando sei stanca stanca puoi sempre unirti a noi, che menar le mani aiuta a scaricare le frustrazioni. Tu pensaci, senza fretta. ;)

     
  • At 4:46 PM, Blogger kabalino

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

     
  • At 5:05 PM, Anonymous Anonimo

    Applausi a scena aperta!

    Vorrei sapere cosa ha detto SS alla tua dipartita. Si accettano scommesse su:
    - battuta triviale/maschilista tipo (quella tr*** domani la licenzio. Fino ad ora è rimasta perchè sa fare bene i ...)
    - battuta da capo paterno (poveretta, ha dei problemi mentali, compatitela, non può fare a meno delle mie sigarette)
    - battuta da capo autoritario (sta cretina! la prossima volta col cazzo che gli aggiungo in busta il rimborso!)

    Io propongo la prima.

     
  • At 5:15 PM, Blogger Atipica

    @Kabalino: certo che ho letto e mi unisco volentieri. Dar voce al mio lato B, alla parte nera, ed essere cattivissima è un'altra cosa che non ha prezzo.
    @LCL: battuta maschilista 10 a 1. Tra le altre cose è maschilista davvero: una delle cose che ama dire più spesso, senza vergogna in pieno corridoio, è che le donne non sanno fare niente eccetto ****.Quindi, c'hai preso in pieno, caro LCL.

     
  • At 6:00 PM, Anonymous Anonimo

    gli venisse un cancro al culo!

     
  • At 6:18 PM, Blogger Atipica

    beh,intanto c'ha delle emorroidi che ogni volta che esce dal bagno ha la faccia verde!Tant'è che una volta mi ha fatto lavorare due settimane per trovare un emorroidologo famoso di cui aveva sentito parlare in tivvù. per poi concludere che era un benemerito idiota e decidere di tenersi le emorroidi...
    ;-)

     
  • At 6:40 PM, Anonymous Anonimo

    Ma questa é un'occasione da non perdere. La capessa per farti vedere chi comanda te le ruberá di nuovo. Peró stavolta troverá delle sigarette "speciali", dove all'interno c'é la testa di un cerino (o una miccetta o una qualsialsi altra diavoleria...).
    Da noi ai tempi della scuola, per punire il ladro di panini, si decise di scatarrare nel panino e metterci altri emissioni umani viscide......

     
  • At 6:45 PM, Blogger Atipica

    Simpatica vendetta, prendo spunto.

     
  • At 9:24 PM, Anonymous Anonimo

    leggo il tuo blog quasi tutti e giorni e penso due cose
    1. visto che ti hanno minacciato di licenziamento, c'è una possibilità manco tanto remota che cerchino di umiliarti e snervarti, allo stremo, perchè tu te ne vada, risparmiandogli la fatica di licenziarti
    2. Sei precaria. Lavori in un posto dove, stando a quello che racconti, sei trattata peggio di Kunta Kinte nel'America di fine settecento, umiliazioni da painagere, tutti i giorni. Sei brava, scrivi bene, è sotto gli occhi di tutti, e penso che un poco il mestiere tu ormai lo conosca. E' veramente possibile che non esista un'altra agenzia di stampa a bologna o zone limitrofe che non ti prenderebbe, non dico a condizioni migliori, ma almeno alle stesse condizioni contrattuali? Non te la prendere, ma comincio a pensare che tu goda un pò a fare la vittima, o magari esageri nella descrizone delle vessazioni, e sinceramente cominci ad irritarmi.

     
  • At 8:48 AM, Anonymous Anonimo

    Finalmente! Ti sei fatta ripagare le TUE sigarette!! Brava.
    Appoggio Bombarolo: buona idea :-)

     
  • At 10:21 AM, Blogger Atipica

    @Ida: sto cercando non solo a Bologna, ma anche a Milano e in altre città del Nord. Solo ieri ho mandato sedici curriculum. Lunedì sono andata a Milano a fare un colloquio e sono pronta ad andarmene da qui (dove vivo da dodici anni, che è un terzo della mia vita) in meno di un mese se la risposta sarà positiva. Ovviamente stesse condizioni contrattuali. Ti posso assicurare che sono mesi che cerco di andarmene, ma due sono le cose: o ho avuto particolare sfiga o, purtroppo, la situazione è triste. Almeno in questo settore. In passato sono stata disoccupata e ho campato di lavoretti per tamponare le emergenze ma, francamente, non intendo ripetere l'esperienza.
    Il fatto che io scriva bene conta piuttosto poco, in questo mestiere, basta aprire un giornale per rendersene conto. E se tanti articoli sui quotidiani nazionali sono scritti in quel modo, tu immagina i comunicati stampa. In ogni caso, spesso, quello che descrivo non ha come fine raccontare le vessazioni di cui sono vittima io, ma descrivere le situazioni - talora paradossali - che un precario, uno qualunque, vittimista o meno, può trovarsi ad affrontare con le mani legate dal ricatto implicito nel contratto. Voglio dimostrare che siamo considerati manovalanza a basso costo; che veniamo assunti per fare i redattori e impiegati come centralinisti; e che, se le persone con cui lavori sono clamorosamente stupide o disoneste (come nel mio caso), la situazione diventa talmente assurda da essere comica. Per quanto poi possa sembrarti folle, SS non tratta così solo me, ma tutti, dipendenti compresi. Solo che gli altri, quando non ce la fanno più, si mettono in malattia 3 settimane, si rivolgono a sindacati e consulenti del lavoro, lo mandano a quel paese sapendo che licenziarli su due piedi comporta quantomeno qualche piccola grana. Io e gli altri collaboratori che lavorano qui dentro non ce lo possiamo permettere.
    Ti spiego queste cose perché "ti conosco" e mi dispiacerebbe essere fraintesa. Dopodichè, se ti irrito mi dispiace, ma leggermi non è obbligatorio.
    @Normale:;-)

     
  • At 12:17 PM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Sul gesto scorretto di SS non ci sono dubbi, e c'è massima solidarietà con te: è stato un vero XXXXXX patentato.

    Per il resto, non si può che concordare con @Ida (complimenti per la lucida analisi Ida): il sentore che dai è quello di una esigenza di fondo di spettacolarizzare una tua situazione certamente non facile, come per sfogarti dei tuoi problemi in maniera quasi catartica. Certamente ci sono punte sia di sadismo, ma probabilmente + di masochismo in questo.

    Fossimo in te, da molto saremmo andati via di là ma ... attenzione ! Nel prossimo luogo di lavoro avremmo avuto un approccio diverso ...

    Farsi accettare in studi professionali non è mai facile, ne conveniamo, ma quando si hanno determinati preconcetti non si aiuta il farsi riconoscere come professionisti seri e di valore.

    Il contratto è un ricatto solo se tu vuoi e permetti a chi lo esercita di renderlo tale - fa parte della mente precaria questa caratteristica.

    Per essere considerati manovalanza a basso costo, ci si deve mettere nelle condizioni di permettere agli scorretti che ci provano di essere cosi trattati.

    Una delle cose che stupisce maggiormente di te è il contrasto tra la tua intelligenza - certamente elevata - e la tua voglia di giudicare il mondo del lavoro che hai intorno, permettendoti di definire, tu cosi giovane, "disoneste e stupide" le persone con cui e per cui lavori.
    Forse lo sono davvero, ne conveniamo, ma il fatto di volerlo sottolineare sempre e comunque in ogni dove fa capire davvero il livello di frustrazione che hai dentro di te per un mondo che - forse - non ti capisce a dovere.

    La nostra domanda del mattino - di cui non serve per carità avere risposta - per te è questa: sei sicura di non dover capire tu un po meglio il Mondo prima di poter pensare che sia lui a non capirti?

    :-)

    Un abbraccio.

     
  • At 1:09 PM, Blogger Atipica

    Guarda, prime, per una volta non mi hai fatto incazzare. Mi sembra, però, che stiamo sottolineando l'ovvio:

    - sono frustrata e uso il blog per sfogare la mia frustrazione? Non mi sembra di averlo mai nascosto, anzi, lo sto gridando. Nonostante ciò, non rinvengo nulla di male in questo. Essere frustrati è una caratteristica tipica di chi vive, ed è costretto a vivere, in una situazione che non gli piace. Di chi sopporta, ma giorno dopo giorno l'acqua si avvicina sempre di più al bordo. Essere frustrati non è una colpa, quando si cerca di cambiare la propria situazione, stando però attenti a non darsi la zappa coi piedi che, in questa specifica situazione, significa stare attenti a non restare senza stipendio prima di aver trovato un nuovo lavoro.

    - Cercare una valvola di sfogo, qualcosa che permetta di "sfogarsi in maniera catartica", per usare la tua espressione, è conseguenza della frustrazione. Chi è infelice, addolorato o frustrato si sfoga.
    - Spettacolarizzo? Certo, scrivo un blog su internet, un blog pubblico a cui chiunque può accedere. Io non userei il termine spettacolarizzare, ma ammetto che se non ci fosse nemmeno una piccola percentuale di esibizionismo in me non scriverei un blog, ma un diario con lucchetto nascosto nel cassetto dei calzini perché nessuno possa leggerlo. Però attenzione: l'esibizionismo non consiste nel desiderio di spettacolarizzare la mia situazione di vittima, ma nell'azione stessa di "scrivere perché qualcuno legga". Altrimenti, ripeto, terrei per me quello che scrivo. Ho aperto questo blog perchè mi sentivo frustrata e desideravo almeno dimostrare a me stessa che so scribacchiare. Che qualcuno è in grado di apprezzare il mio modo di scrivere. Ma in fondo, prime, cosa c'è di strano? Probabilmente lo scopo è stato raggiunto e proseguire oltre - e ringrazio Ida per avermi fatto riflettere su questo - significa quantomeno ripetersi e dar l'impressione di fare la vittima.

    - Sul ricatto implicito nel contratto e la possibilità di farsi valere e trattare diversamente, invece, ho qualche dubbio, ma la mia posizione in proposito è arcinota.

    - Per quanto riguarda il mondo: non escludo di dovermi sforzare di più di capirlo. Nonostante gli sforzi, però, a volte si conclude che non ci si sente per niente a casa, nel mondo. Ma non è detto, come invece tu sembri dare per scontato, che la colpa la si attribuisca solo e soltanto al mondo.

     
  • At 1:32 PM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Il fatto che tu non ti incavoli lo troviamo un passo avanti e lo si può solamente applaudire.

    Per il resto:

    - non tutti affrontano le proprie condizioni di vita ottimale tramite la frustrazione. Essere frustrati - concordiamo con te - non è certamente una colpa, ma nella vita non esiste solo il mantenimento dello stipendio. Potresti cambiare prospettiva lavorativa, iniziando a ragionare in un'ottica di liberta, invece che in un'ottica di dipendenza e di stipendio;

    - siamo felici che Ida possa averti aiutato a capire un punto importante - ancora complimenti da noi per lei;

    - la realtà del mondo dice che la colpa non è ne la tua, ne del mondo stesso.
    La colpa ricade invece nel fatto che sia tu, che il mondo, pretendete l'un verso l'altro qualcosa. Ma per riuscire a pretendere dal mondo, e a farsi dare cose, bisogna capire come entrare ad esserne una parte, mantenendo logicamente la propria giusta e sacrosanta specificità.

    Forse questa è la tua vera sfida, e non la semplificheremmo con la parola "ovvio", vista la complessità insita dentro la stessa.

    :-)

    Un saluto

     
  • At 2:36 PM, Blogger Atipica

    Prime, ti prego, parliamo restando con i piedi per terra, così ci risparmiamo di parlare al vento: per la maggior parte di noi lo stipendio è condizione necessaria per non finire sotto un ponte. E c'è chi, ma mi meraviglio che tu non lo sappia, non può lasciare un lavoro se prima non ne ha trovato un altro proprio a causa del bisogno di portare a casa la pagnotta. Quindi l'ottica di libertà per chi non ha un reddito pari a quello di Giovanni Agnelli ha un limite, sgradevole ma - aihmè - reale. Nella mia bizzara testolina passano un sacco di fantasie libertarie, te lo assicuro, ma tutte si arrestano inesorabilmente davanti alla voce "assenza di sghei". Se poi tu sai suggerirmi la ricetta per trasformare la cacca in oro, ti posso garantire che sarò ben felice di smettere di ragionare in "un'ottica di mantenimento dello stipendio a vantaggio di un'ottica di libertà".

     
  • At 2:52 PM, Anonymous Anonimo

    Prime, ma tu scrivi sempre usando il pluralis maiestatis?
    P.

     
  • At 3:11 PM, Anonymous Anonimo

    @atipica
    Di certo lo stipendio è anche quello che tu dici. Fondamentalmente, per essere felici nel "dopo", bisogna sapersi programmare il "prima" - amara realtà.

    La situazione di questi "chi" a cui tu ti riferisci è raramente data da problemi di base che ci si porta dietro dall'infanzia - altrimenti si starebbero facendo altri lavori - ma è data invece per la maggior parte dei casi da scelte sbagliate fatte in periodi precedenti, insieme ad una difficoltà relazional/lavorativa che è anch'essa abbastanza diffusa.

    Questo poi lo si paga, purtroppo, spesso e volentieri.

    L'ottica di libertà - perciò - si doveva essere riusciti a costruirla precedentemente, fermo restando che con la giusta vita di sacrificio si fa sempre in tempo a raggiungerla.

    Basta fare si che gli altri credano in noi, avendo noi stessi una buona modalità al rapporto con il prossimo.

    Inizia - ad esempio - a evitare di dire in ogni articolo delle parolacce: questo ti denigra, ed è possibile che non ti faccia scegliere e ben considerare da alcune persone che potrebbero aiutarti.

    Continua - poi - a far capire tramire questo strumento quelle che sono le tue vere capacità creative, in un'ottica di rete che esca dal contatto con coloro che stanno anche peggio di te, e che inizi invece la ricerca del famoso "posto nel mondo" dove poter stare, di persone ottimiste, vitali e fattive quindi, non più di persone negative e precarie.

    Insomma, inizia a vederti flessibile, invece che precaria, e la tua vita - ne siamo certi - potrà solo migliorare. Ne abbiamo visti tanti a cui è successo.

    :-)

    @anonimo
    Scriviamo in plurale perchè siamo in diverse persone a scrivere attraverso questo acronimo.

    :-)

    Un abbraccio

     
  • At 3:32 PM, Blogger Atipica

    Dai P., non avevi ancora capito che il nostro Prime soffre di personalità multiple? Quella che preferivo comunque era quella che ha ispirato il primo commento a questo post. Mi sembrava vagamente più sensata delle altre due, ti consiglio di indossarla più spesso.
    Secondo te, se da domani comincio a vedermi alta, bionda e bella, lo sarò davvero? O sarò solo una gnoma mora - e completamente suonata - che si crede una gnocca bionda?
    Comunque basta, comincio ad annoiarmi...

     
  • At 4:15 PM, Anonymous Anonimo

    ..Sarà un guru di Scientology?

     
  • At 4:25 PM, Blogger Atipica

    Allora dici che il suo scopo è condurci al suicidio di massa?;-)))))))))))

     
  • At 5:36 PM, Anonymous Anonimo

    maronna mia prime, quant sit pesant!

     
  • At 5:54 PM, Blogger Atipica

    @Pummarola: maronna mia pummarola, quand sit simpatico!!!
    :-))))))))

     
  • At 12:40 AM, Anonymous Anonimo

    @madison
    Come hai fatto a capire che tra noi abbiamo anche Tom Cruise?

    ;-)

    @pummarola
    ... la pizza e niente piu' ... sigh ...

    :-)))

    @atipica
    Insomma, inizia a vederti flessibile, invece che precaria, e la tua vita - ne siamo certi - potrà solo migliorare. Ne abbiamo visti tanti a cui è successo.

    Se tu non ci credi sei libera di non farlo, è una cosa normale. D'altro canto, lo sai anche tu che spesso le gnomette more sono di fianco a Tom Cruise, mentre le alte, belle e bionde passano la loro vita e diventano anziane mentre si continuano a chiedere come una cosa del genere possa essere possibile.

    ;-)

    Un abbraccio

     
  • At 10:39 AM, Anonymous Anonimo

    Capiamoci, Benedetta: la mia era solo un'osservazione passeggera, sono precaria anche io e alcune delle cose che ha scritto Prime le trovo sinceramente fuori dal mondo. E' che non scrivendo tu mai della tua vita fuori da quell'ufficio, e quindi per esempio dei tuoi tentativi di trovare lavoro altrove, dai l'impressione di una che masochisticamente sta bene dove sta a farsi trattare da ebrea nei campi di sterminio. Se mi dici che il trattamento che descrivi è riservato a chiunque, sei veramente capitata in un posto dove la sfiga cosmica ha radunato le peggiori fecce del pianeta :-|
    Coraggio, e facci sapere che cambi lavoro, perchè ti vogliamo bene :)

     
  • At 4:42 PM, Anonymous Anonimo

    @Ida
    Ci sembravi flessibile e precaria insieme ... davvero ti senti solo precaria?

    Uhmm ...

    :-)

    Un abbraccio

     
  • At 11:09 AM, Anonymous Anonimo

    @prime: Io posso permettermi di essre flessibile e precaria, perchè lavoro nella pubblica amministrazione, nella fattispecie nel settore formazione, e quindi 1. è improbabile che mi buttino fuori; 2. se anche lo facessero, mi riciclerei il giorno dopo in una delle tante anche grosse aziende private locali che si occupano di formazione, che mi pagherebbero bene, se non oro, per avere fra i propri dipendenti qualcuna che conosce perfettamente i meandri interni del loro committente.
    Per Benedetta mi sa che è un pizzico diverso ;)

     
  • At 4:07 PM, Anonymous Anonimo

    Complimenti Ida, ti abbiamo ben classificata allora ...

    Anche se per le aziende locali stai attenta, non tutto oro è ciò che luccica ...

    :-)

    Un abbraccio

     
  • At 8:03 AM, Anonymous Anonimo

    a me lo dici, prime? :D ma aecondo te, io dove lavoravo prima di fare il mio trionfale ingresso flessibile nel dorato mondo della pubblica amministrazione? mi sa che ci sottovaluti un pò, a noi belle signore precarioflessibili.. non è che proprio siamo scese dalla montagna con la piena :D

     
  • At 12:28 PM, Blogger Atipica

    Ci sottovaluta si, e socmel se ci sottovaluta... Mi sa che sottovaluta persone e situazioni. Di brutto.
    La prossima volta che sento parlare di sentirsi flessibili e non precari mi metto a urlare. Giuro.
    @Ida: ...e intanto la risposta da Milano doveva arrivare venerdì. E il telefono non ha suonato. Per tirarmi su il morale, tra giovedì e venerdì ho inviato 50 curriculum...;-)

     
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