Appena varco la soglia dell'ufficio dichiara, senza alzare gli occhi dal Sole24Ore, né accennare un sorriso di buongiorno:
"Oggi finalmente farai un vero lavoro da giornalista d'inchiesta!"
Ora, se lavorassi in un ufficio normale in cui, dai vertici alla base, le persone conoscono il significato delle parole che usano, la prospettiva di rispolverare i neuroni mi riempirebbe di entusiasmo. Ma, aihmé, lavoro al CSM, perciò la locuzione “giornalismo d’inchiesta” mi provoca un principio di crisi di panico arricchito da un irritante attacco di colite preventivo. L’ultima volta che mi hanno rifilato un lavoro chiamandolo “inchiesta” mi sono ritrovata a telefonare a tutte le redazioni rai per rintracciare un famoso chirurgo delle emorroidi intervistato non si sa in quale programma, né su quale rete (“di sicuro è la Rai” mi dissero), né in quale giorno, mese, anno o era geologica, e di cui SS non ricordava il nome e neppure il cognome. Ovvio che questo non mi aiutò a sentirmi l’Ilaria Alpi della bassa padana, ma piuttosto un Fantozzi in gonnella costretto a scrivere in cielo “io sono una merdaccia”, ennesima conferma della centralità che la questione intestinale ha nella mia vita.
Stavolta però è diverso, si affretta a spiegarmi La Bara, nessun pellegrinaggio telefonico da una redazione all’altra, no. Oggi bisogna intervistare titolari di concessionarie e officine (si, quelle in cui si aggiustano le auto, proprio quelle) per sondare il loro grado di soddisfazione/insoddisfazione per gli incentivi alla rottamazione.
- I meccanici di solito non brillano per vivacità intellettuale, né raffinatezza nell’eloquio. Di solito hanno due espressioni, e una delle due include un vaffanculo;
- ¾ degli italiani, meccanici e non, ne ha piene le palle delle telefonate in cui rampanti operatori di telemarketing, con la scusa dell’indagine di mercato, tentano di venderti 15 kg di mozzarelle liofilizzate o l’ennesima irrinunciabile offerta di telefonia. Di conseguenza basta lasciarsi sfuggire la parola “indagine” per ricevere in cambio un vaffanculo diretto e senza appello, in alcuni casi preceduto/seguito da sfogo rabbioso neanche fossi il garante per la privacy;
- ¾ dei meccanici e dei concessionari odia gli incentivi alla rottamazione che li costringono a fare sconti al cliente per poi recuperare i soldi col credito d’imposta, se tutto va bene, fra un anno. Di conseguenza basta pronunciare la parola “incentivi” per ricevere in cambio un vaffanculo diretto e senza appello, in alcuni casi preceduto/seguito da inarrestabile sfogo rabbioso, neanche fossi il portavoce del ministro dello sviluppo economico;
- La Bara non ha fiducia nelle mie capacità espressive e mi ha preparato uno script da leggere al telefono a cui devo attenermi rigidamente. Usare un sinonimo equivale a essere mandati affanculo seduta stante dopo essere stata rimproverata per eccesso di spirito d’iniziativa.
Per quanta buona volontà ci metta, codesto "lavoro da giornalista d’inchiesta" consiste perlopiù nel raccattare vaffanculi di ogni tipo da parte di mezza Italia.
A questo punto del pomeriggio ho totalizzato una ventina di vaffanculi, ma meritano una menzione particolare un novello Nerone veneto che vuole appiccare il fuoco a tutta Roma, un sardo che mi pare abbia deciso di dare in pasto ai maiali l’ex ministro dello sviluppo economico e “tutta la sua cricca” e un siciliano che mi ha seccamente risposto che lui non sa chi sono io, non sa niente di incentivi e comunque non dice niente ai giornalisti. Poi dici gli stereotipi.
La Bara ne frattempo sta calcolando quante calorie ha già ingurgitato e quante ne può ancora introdurre senza che il tubino rosso esploda all'altezza del girovita. Inoltre sembra particolarmente preoccupata dalla considerazione che sui giornali persino i modelli, non più solo le modelle, somigliano a mucchietti d'ossa coi capelli. Ed è la terza volta che mi dice che a lei il maschio piace maschio.










Vista l'esperienza in vaffanculi potresti proporti a Beppe Grillo per il prossimo V-day come portavoce. Magari, chissá..