FdD.
Fumatore della Domenica.
Ovvero quel tale individuo, irritante, molto irritante, che non si sa bene come riesce a limitare il consumo di nicotina a 2, massimo 3, sigarette il giorno raggiungendo il compromesso ideale fra piacere di fumare e probabilità di morire di cancro. Costui è in genere uno scroccatore monogamo e fedele come un piccione: sceglie nel suo entourage un fumatore incallito a cui scrocca, con puntualità svizzera, quelle 3, massimo 3, sigarette il giorno. Tanto cosa vuoi che siano. Il fumatore recita il ruolo del generoso, ma in realtà è animato da un odio tenace e una feroce invidia nei confronti del FdD e spera di trascinarlo nel baratro. Non lo ammetterà mai e sembra che faccia di tutto per scoraggiare l'amico FdD, ma dentro di lui il livore ribolle senza tregua. Perchè FdD non ha le dita ingiallite dalla nicotina, non è avvolto in quella seducente eau de cenerier che rende così difficile il rimorchio, è uno sportivo provetto senza sibilo nei polmoni e alla domanda "Fumi?", può rispondere sorridendo "Ogni tanto, quando mi va, per rilassarmi". L’FdD ha sconfitto il vizio addomesticandolo, un atto eroico per cui serve molta più forza di volontà che per smettere del tutto. Ed è ovvio che tra due cose difficili, in cui una però è più difficile dell’altra, io scelgo quella più difficile, così tanto per complicarmi la vita. Così ho deciso di diventare un FdD. Ora, al mio cervello non piace sentirsi spiattellare in faccia la verità, che in questo caso sarebbe “Bello mio preparati, si smette di fumare” e io, che non sono una fanatica della sincerità a tutti i costi, lo inganno. Gli dico “stai buono che tra dieci minuti ne fumiamo una, su stai buono” e, anche se so che non è vero, un po’ funziona. Quando proprio lui fa i capricci e sento la morsa allo stomaco, prendo una sigaretta dal pacchetto che conservo nella borsa e me la metto in bocca. La odoro anche. Perché ciò che tutto il mondo considera un puzzo immondo per un fumatore in astinenza è meglio di chanel numero 5. Finora l’ho sempre rinfilata nel pacchetto e la sola idea di essere capace di un gesto simile ha accresciuto la mia autostima a livelli inimmaginabili. E così mi ringalluzzisco e la volta dopo quando, con la sigaretta già in bocca, sono tentata di metter mano all’accendino, mi inebrio di autostima e ripongo.
E, vi dirò, sono tranquilla. Sospetto di avere una luce assassina nello sguardo, però, perché stamattina, mentre La Bara si accingeva a rompermi le palle come al solito, l’ho guardata negli occhi e ha taciuto all’improvviso. Le parole le sono morte in bocca. E poi mi ha lasciato perdere per tutto il giorno.
Tranquilla, sì. Molto tranquilla.
Finora.
Perché in questo preciso istante ho la sensazione che qualcuno stia facendo l’altalena col mio fegato mentre nello stomaco è in corso un incontro di boxe. Gli occhi mi fanno le farfalline e mi prudono le punte delle dita. E no, prima che me lo chiediate, le mie sigarette erano solo sigarette.
Ho una sigaretta in bocca e l'accendino in tasca.
Sono.
Nervosa.
Molto.
Anche questo post. Lo sto scrivendo. Solo. Perché. Vorrei. Che. Mi. Aiutaste. A. Risolvere. Questa. Faccenda. Vi. Prego. Fermatemi. Qualcuno. Mi. Rubi. L'accendino. Cazzo.









A me sembrano che siano le sigarette a fumarsi le persone. Comunque saranno felici gli Americani che qualcuno cerca cosí disperatamente, a costo della salute, di salvare la loro economia. Taste the flavour..