Allora, dicevo, ieri ne ho compiuti 32 e ho pensato fosse giunto il momento di fare il punto:
1) non ho scritto il libro;
2) nessuno ha pubblicato il libro che non ho scritto;
3) nessuno ha letto il libro che non ho scritto e che nessuna casa editrice ha pubblicato;
4) Non consumo droghe, non faccio colazione coi cicchetti di grappa, la mia tendenza all'autodistruzione si esprime in forme socialmente accettabili quali l'onicofagia e il tabagismo, la mattina esco di casa con la pagnotta da mangiare al lavoro e una mela: in poche parole sono lontana dall'icona Genio&Sregolatezza come mia nonna dagli appetiti sessuali di Cleopatra. Perciò è assai probabile che debba archiviare il suicidio e ristrutturare il mio contorto progetto di vita adolescenziale secondo uno schema narrativo più tradizionale.
Questo pensavo ieri, in preda a una rara botta d'ottimismo.
Stamattina entro in ufficio ancora obnubilata dai bagordi di ieri sera e, dietro le lenti di un imponente quanto strategico paio di occhiali da sole, al mio passaggio registro occhi bassi e arie imbarazzate. Vabbè, avrò interrotto un pettegolezzo, penso. E mi infilo nel mio ufficio, dove mi aspetta La Bara con la solita espressione compunta.
Senza guardarmi negli occhi, senza dire ciao, senza dire buongiorno, con il suo solito stile privo di qualunque orpello imposto dalla buona educazione, il Feretro comincia a parlare:
"Benedetta, ti prego di non fare polemica"
"Mi sto solo togliendo il giubbino, lo trovi un gesto sovversivo?"
"E ti prego di non fare ironia..."
"Proverò..."
"Di là troverai una persona che oggi inizia la prova per prendere il tuo posto. D'altronde tu ti ostini a non voler chiedere scusa a SS..."
Mi si sbriciola il sorriso, ma quella continua, senza smettere di guardare il monitor: "Ora che la macchina è stata messa in moto devo chiederti di collaborare aiutandomi a insegnare a questa ragazza le tue principali mansioni. Io ho troppo lavoro e non ce la faccio"
"Certamente" sibilo "una domanda però: quando avrò finito di scavare la fossa mi concederete un'ultima sigaretta o mi sparerete alla nuca quando non me lo aspetto?"
"Ecco, non capisco la ragione che ti spinge ad essere così polemica..."
"Mi meraviglierebbe il contrario..."
A questo punto il dilemma è: era più strampalato il progetto di vita originario (libro+fama+suicidio) o questo lasciarsi vivere senza né capo né coda?










Certo che si pubblica chiunque, poi ultimamente la "giovane&talentuosa blogger in cerca di fortuna" (pulsatilla) e la "spudorata ma con candore" (pornoromantica) tirano...
Non ci credo che se metti insieme i post meglio ispirati del tuo blog non viene fuori qualcosa di più che leggibile!
Poi hai quel tocco ironico da retrogusto amaro (mai pensato di sceneggiare una puntata di Daria?!) che non è niente male...
Sempre se il libro vuoi ancora scriverlo, eh...
Certo che comunque quando pensi di essere arrivato al fondo, c'è sempre il doppiofondo: come fanno a chiedere a qualcuno di addestrare il proprio rimpiazzo?
Secondo me cmq scappa prima! :P